Martedì, 2 Marzo 2021

"Serve legge per i figli delle coppie omosessuali": la sentenza della Consulta

La Corte Costituzionale rileva la necessità di un intervento del legislatore per garantire una tutela più adeguata ai nati da maternità surrogata, come pure ai bimbi nati da due donne con fecondazione eterologa

Dalla Corte Costituzionale arriva un monito al Parlamento italiano affinché si trovino “urgentemente” forme idonee di tutela per i figli nati da coppie dello stesso sesso, esaminando due questioni sollevate dal Tribunale di Padova e dalla Costituzione. 

La Consulta, riunita oggi in camera di consiglio, ha infatti esaminato la questione del riconoscimento dello status di figli per i nati mediante tecnica di procreazione medicalmente assistita eterologa, praticata all'estero da due donne. Il Tribunale di Padova aveva sollevato la questione di costituzionalità, ricontando un  vuoto di tutela in presenza di una situazione conflittuale di una coppia, che rendeva, tra l'altro, impraticabile il ricorso all"adozione non legittimante'. In attesa del deposito della sentenza, l'Ufficio stampa della Corte Costituzionale fa sapere in una nota che la questione è stata dichiarata inammissibile: “In assenza di una disciplina applicabile al caso concreto, la Corte ha ritenuto, allo stato, di non intervenire ed ha rivolto un forte monito al legislatore affinché individui urgentemente le forme più idonee di tutela dei minori, anche alla luce delle fonti internazionali ed europee”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nelle prossime settimane.
È il caso di due gemelline nate con procreazione assistita di due donne, che poi si erano separate. La madre biologica si era opposta alla “adozione per casi particolari” da parte dell’ex compagna, che era stata esclusa da qualsiasi rapporto con le bambine e si era quindi rivolta al tribunale di Padova per vedersi riconosciuto il ruolo di genitore. 

La Consulta ha esaminato poi le questioni di legittimità sollevate dalla Cassazione sull'impossibilità di riconoscere in Italia, perché in contrasto con l'ordine pubblico, un provvedimento giudiziario straniero che attribuisce lo stato di genitori a due uomini italiani uniti civilmente, che abbiano fatto ricorso alla tecnica della maternità surrogata. È il caso di un bimbo nato da due uomini che all’estero avevano fatto ricorso alla maternità surrogata. Riconosciuti entrambi genitori da una sentenza emessa in Canada, quel provvedimento però non può essere trascritto in Italia.  In attesa del deposito della sentenza, anche in questo caso l'Ufficio stampa della Corte costituzionale fa sapere che la questione è stata dichiarata inammissibile, ma che la Corte, “fermo restando il divieto penalmente sanzionato di maternità surrogata, ha ritenuto che l'attuale quadro giuridico non assicuri piena tutela agli interessi del bambino nato con questa tecnica”. 

“Poiché, a questo fine, sono prospettabili differenti soluzioni, la Corte ha ritenuto, allo stato, di non poter intervenire, nel doveroso rispetto della discrezionalità legislativa, ma ha anche affermato la necessità di un intervento del legislatore”. Nelle prossime settimane saranno presentate le motivazioni anche di questa sentenza. 

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