Giovedì, 26 Novembre 2020

Distanziati a scuola e a lavoro, ammucchiati su bus e metro: così il contagio corre sui mezzi pubblici

Viaggiare in sicurezza sui mezzi del trasporto pubblico di questi tempi è un'impresa ardua. Le possibili soluzioni? Si discute sulla capienza dei vagoni e sugli orari scaglionati nelle scuole

Un vagone della metro affollato a Milano. Ansa/Matteo Corner

Ok la mascherina, ok il distanziamento, ok il limite di occupazione fissato all'80%, ma le scene da Nord a Sud non cambiano: gli assembramenti sui mezzi del trasporto pubblico sono all'ordine del giorno, soprattutto nelle ore di punta della mattina e del pomeriggio, i momenti della giornata in cui avviene la maggiore concentrazione di passeggeri pendolari a bordo di autobus e metropolitane soprattutto nelle grandi città. 

"La metropolitana non è un veicolo di contagio", ha detto nei giorni scorsi Sergio Iavicoli, membro del Comitato tecnico scientifico e direttore del dipartimento di epidemiologia e igiene del lavoro dell'Inail. Sì, però rimanere per qualche minuto o per ore in un ambiente ristretto che facilita il contatto tra le persone a dispetto dell'obbligo di distanziamento (difficile se non impossibile da rispettare negli orari di punta) non è certo un toccasana.

I trasporti pubblici e il rischio contagio

Chi va a scuola o a lavoro su autobus e metropolitane a pieno carico lo sa bene: sopravvivere ai mezzi gremiti alle 7 del mattino è già complicato di per sé, ma di questi tempi viaggiare in sicurezza sui trasporti pubblici diventa un'impresa ardua. Con un paradosso: a scuola o a lavoro si sta distanziati, disciplinati e sanificati, in sicurezza. Fuori, e dentro ai mezzi pubblici, si sta ammucchiati. Non c'è bisogno di un virologo per intuire che situazioni del genere aumentano pericolosamente il rischio contagio.

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La capienza dei mezzi pubblici dall'80 al 50%

Il trasporto pubblico diventa così il vero punto debole della riapertura delle scuole e degli uffici. Governo, regioni e associazioni rappresentative delle aziende del trasporto pubblico locale stanno monitorando i flussi dei passeggeri che utilizzano i mezzi pubblici, analizzando le situazioni problematiche riportate in questi giorni. Ma servono soluzioni concrete.

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Gli enti locali hanno chiesto di abbassare la percentuale di capienza massima sui mezzi pubblici dall'80 al 50%. Il rischio, tuttavia, è che a restare a piedi sarebbero circa 275mila persone che al momento beneficiano del trasporto pubblico. A farlo sapere è uno studio dell’Asstra, l’associazione che riunisce le società di trasporto pubblico urbano ed extraurbano. L'indagine ha simulato una capienza dei mezzi al 50%. Con questo scenario "risulterebbe difficile per gli operatori del Tpl continuare a conciliare il rispetto dei protocolli anti Covid-19 e garantire allo stesso tempo il diritto alla mobilità per diverse centinaia di migliaia di utenti ogni giorno, con il conseguente rischio di fenomeni di assembramento alle fermate e alle stazioni", avverte l’Asstra. Le ricadute sarebbero gravi anche in termini di traffico e inquinamento, in quanto si ricorrerebbe in gran parte alla mobilità privata.

L'unica soluzione è scaglionare gli ingressi a scuola?

"Le aziende di trasporto non ce la fanno e l’unica possibilità è differenziare gli orari di ingresso e uscita delle scuole e tornare allo smartworking com'era fino a qualche mese fa". A dichiararlo, alla luce dei consigli degli esperti, è stato il sindaco di Bari e presidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) Antonio Decaro.

Potenziare il parco macchine potrebbe aiutare, ma non siamo in un mondo perfetto... Serve praticità. Col governo fermo sulla decisione di tenere aperte le scuole per non lasciare i ragazzi a casa a seguire le lezioni a distanza, l'unica soluzione per alleggerire i vagoni dei mezzi pubblici nelle ore di punta sembra essere quella di scaglionare gli ingressi in aula, anche se non sarà facile trovare un piano valido per tutti, rivedendo con gli enti locali i flussi e le fasce orarie zona per zona, dando di conseguenza gli orari alle scuole.

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