Mercoledì, 3 Marzo 2021

Il contratto Astrazeneca-Ue sui vaccini è stato pubblicato

Nel testo compare la formula del "best reasonable efforts": l'azienda si impegna a fare del suo meglio per assicurare le dosi concordate all'Ue. Cosa dice l'accordo e chi ha ragione sui vaccini

Foto di repertorio ANSA

Dopo la richiesta della commissione europea, l'azienda farmaceutica AstraZeneca ha accettato di pubblicare il contratto redatto firmato con l'Ue lo scorso 27 agosto 2020 per la fornitura dei vaccini. La Commissione ha accolto "con favore l'impegno dell'azienda verso una maggiore trasparenza", si legge in una nota. Il contratto è stato pubblicato sul sito della commissione europea ma le informazioni sul costo dei vaccini e le dosi previste in "best effort" sono tutte in omissis. Il documento contiene parti oscurate relative a informazioni riservate come i dettagli delle fatture. Nel contratto si legge che AstraZeneca si impegna a fare del suo meglio ("its Best Reasonable Efforts") per sviluppare la capacità di produrre 300 milioni di dosi "senza alcun profitto e nessuna perdita per AstraZeneca, al costo totale attualmente stimato" per "la distribuzione all'interno dell'UE". C'è inoltre un'opzione di acquisto per ordinare altri 100 milioni di dosi "facoltative". L'Ue si impegna dunque a coprire le perdite in caso di mancata autorizzazione del vaccino. 

Il contratto sui vaccini tra Ue e Astrazeneca

Ma cosa si intende per "best efforts", la formula usata dall'ad dell'azienda Pascal Soriot per giustificare il taglio delle forniture all'Ue? Il nodo della questione sta tutto in questa formula. Nel contratto viene spiegato che nel caso di AstraZeneca "best reasonabile efforts" significa mettere in campo un impegno adeguato ad "un'azienda di dimensioni simili con un'infrastruttura di dimensioni simili e risorse simili come AstraZeneca" nello sviluppo e commercializzazione del farmaco "tenuto conto dell'urgente necessità di un vaccino per porre fine a una pandemia globale che sta provocando gravi problemi di salute pubblica, restrizioni alle libertà personali e danni economici". 

Nella sezione sui "siti di produzione" del contratto firmato con la Commissione europea viene poi specificato che "AstraZeneca farà i suoi migliori e ragionevoli sforzi per produrre il vaccino presso siti di produzione situati all'interno dell'Ue e potrà fabbricare il vaccino in strutture extra-Ue" limitatamente a quelle situate "solo in Regno Unito" al fine di "accelerare la fornitura vaccino in Europa".

C'è una subordinata: "A patto che - si legge ancora - che AstraZeneca fornisca preavviso scritto di tali stabilimenti non Ue alla Commissione, che dovrà includere una spiegazione per la decisione di ricorrervi".

Se l'azienda "non sarà in grado di rispettare l'intenzione di produrre le dosi iniziali per l'Europa in base a questo accordo nell'Ue, la Commissione o gli Stati membri potranno presentare ad AstraZeneca Cmo (fornitori a contratto, ndr) all'interno dell'Ue in grado di produrre le dosi di vaccino". E AstraZeneca "dovrà fare del suo meglio per accordarsi con tali Cmo per aumentare la capacità produttiva disponibile nell'Ue". La mappa degli stabilimenti è nell'allegato A, pesantemente omissato: vi si menzionano siti in Francia e Belgio, Irlanda, Regno Unito, Italia e Germania.

Secondo un "alto funzionario Ue" citato dall'agenzia AdnKronos l'elenco degli stabilimenti produttivi che AstraZeneca si è impegnata ad utilizzare non costituisce "un'opzione", bensì "un preciso obbligo contrattuale" che l'azienda ha sottoscritto.  In altri termini, come spiegato da fonti Ue l'altroieri, la compagnia britannica si è impegnata a produrre dosi di vaccino destinate all'Europa continentale anche in stabilimenti situati nel Regno Unito, che oggi è uno Stato terzo a tutti gli effetti, ma che ai fini contrattuali viene considerato parte dell'Ue, limitatamente all'ubicazione dei siti produttivi. 

Il contratto tra Ue e AstraZeneca in pdf

Von der Leyen: "Ad Astrazeneca chiediamo chiarezza"

"AstraZeneca ha sottoscritto degli obblighi contrattuali che devono essere rispettati", lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, in un'intervista questa mattina alla radio tedesca Deutschlandfunk. "Ciò che più ha stupito del comportamento di AstraZeneca è stato l'annuncio di una drastica riduzione sulle dosi di vaccino" concordate in precedenza "senza dare ragioni plausibili", ha continuato Von der Leyen. "Il contratto firmato in agosto dall'Ue prevedeva infatti una distribuzione da parte della compagnia produttrice del vaccino di 100 milioni di dosi entro marzo 2021, ma sembra che AstraZeneca abbia ridotto la quantità a un quarto di quanto promesso". 

Il vaccino Astrazeneca è stato autorizzato dall'Ema

Intanto oggi il vaccino prodotto e sviluppato da Astrazeneca ha ricevuto il via libera dall'Ema (Agenzia europea per i medicinali). E' il terzo vaccino ad essere autorizzato per l'uso in emergenza dopo quelli di Pfizer-BioNTech e Moderna. 

Vaccini: i sei contratti di acquisto firmati dall'Ue

L'Unione Europea, unendo le forze dei 27 Paesi membri, è riuscita ad assicurarsi un portafoglio di "sei, potenzialmente sette, vaccini" contro la Covid-19, per un totale "potenziale" di 2,3 miliardi di dosi, molte più di quelle che servono ad immunizzare la sua popolazione, cosa che le consentirà di aiutare anche altri Paesi. A ricordare la 'big picture', al di là dei problemi contingenti con AstraZeneca, è la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, durante un seminario on line organizzato stamani dalla Dg Sante a Bruxelles. 

Abbiamo ora - continua Kyriakides - due vaccini sicuri ed efficaci", cioè Pfizer-BionTech e Moderna, "e l'Ema sta ora esaminando la richiesta del terzo, quello di AstraZeneca. L'Ue sta portando il potenziale di questa solidarietà a un nuovo livello: i nostri Stati membri devono essere impegnati per questo, in modo da lavorare insieme". Alla Commissione "lavoriamo per una nuova era della salute in Europa: in questa pandemia abbiamo imparato molte lezioni dolorose, ma credo che abbiamo anche delle opportunità. E una di queste opportunità è costruire un'Europa più forte nel campo della salute", conclude la commissaria.

Per ora i contratti di preacquisto con produttori di vaccini contro la Covid-19 firmati dalla Commissione sono sei: Astrazeneca (400 mln di dosi), Sanofi-Gsk (300 mln), Janssen di Johnson & Johnson (400 mln), BionTech-Pfizer (300 mln di dosi, più altri 300 mln, in tutto 600 mln considerando anche i 100 mln opzionali del secondo contratto), Curevac (405 mln di dosi) e Moderna (160 mln di dosi).

Anche da Moderna ritardi nelle consegne delle dosi

Intanto questa mattina il commissaio straordinario all'emergenza Domenico Arcuri ha annunciato che anche Moderna ha comunicato un taglio delle dosi. ''per la settimana dell'8 febbraio"- L'azienda avrebbe dovuto consegnare 166mila dosi ma ne arriveranno 132mila, il 20 per cento in meno. "Quindi dopo Pfizer e AstraZeneca anche Moderna. Purtroppo ormai quasi ogni giorno le previsioni circa l'andamento e la durata della campagna di vaccinazione nel nostro Paese subiscono una rettifica'' ha detto Arcuri. 

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