Lunedì, 10 Maggio 2021
Ci sono alcune deroghe

I controlli con 70mila agenti e le regole sugli spostamenti nel weekend di Pasqua

Il piano del Viminale: nel mirino soprattutto feste private in casa e titolari di bar e locali che sfidano le restrizioni anti covid

Il ministero dell'Interno schiera 70mila uomini sulle strade per vigilare sul rispetto delle norme anti covid nel weekend di Pasqua. Nel mirino soprattutto le feste private in casa e titolari di bar e locali che "sfidano" le restrizioni imposte dal governo per cercare di contenere i contagi. In attesa del nuovo decreto legge del governo Draghi, l'indicazione ai prefetti è di predisporre "un particolare sforzo operativo che incida significativamente sul dispositivo dei controlli", ma di gestire la situazione con quello che il ministro Luciana Lamorgese ha definito "un profondo senso di umanità".

I controlli e le regole sugli spostamenti nel weekend di Pasqua

"C'è un senso di stanchezza diffuso - ha detto Lamorgese nei giorni scorsi -soprattutto i più giovani iniziano a sentire il peso di una situazione di incertezza generalizzata che si protrae da oltre un anno. Ma dobbiamo tutti stringere i denti perché la campagna di vaccinazione è entrata in una fase cruciale. Non è il momento di abbassare la guardia, dobbiamo essere estremamente responsabili anche in vista della Pasqua".

Nell'ultima circolare del Viminale inviata ai prefetti a firma del capo di gabinetto Bruno Frattasi si legge che "tenuto conto che le disposizioni introducono una disciplina più rigorosa per contenere, nella massima misura, la diffusività del virus, contribuendo così alla tenuta del sistema sanitario, la circolare richiama l'esigenza che la loro applicazione venga sostenuta da un particolare sforzo operativo che incida significativamente sul dispositivo dei controlli. La circolare raccomanda, pertanto, che i servizi territoriali vengano disposti con accuratezza e si concentrino specificamente nelle aree urbane più sensibili, potenzialmente interessate da fenomeni di assembramento, specialmente in corrispondenza delle giornate festive e prefestive".

Le regole sugli spostamenti in questi giorni sono molto stringenti e cambiano in base al colore che definisce l'area di rischio covid della regione. Secondo l'ultima ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, da lunedì 29 marzo sono passate in zona rossa le regioni Calabria, Toscana e Valle d'Aosta. La regione Lazio, invece, passa in zona arancione da oggi martedì 30 marzo, a scadenza dell'ordinanza vigente. Per le restanti regioni la situazione non cambia: sono in vigore le precedenti ordinanze o sono rinnovate quelle in scadenza. Restano dunque in zona rossa: Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e provincia autonoma di Trento. Restano in zona arancione le regioni: Abruzzo, Basilicata, Liguria, Molise, Sicilia, Sardegna, Umbria e provincia autonoma di Bolzano. Nei giorni 3, 4 e 5 aprile tutta Italia sarà in zona rossa per evitare spostamenti e assembramenti durante i giorni delle vacanze pasquali.

Ecco quando è possibile muoversi senza rischiare la multa e quando è necessario compilare l'autocertificazione per gli spostamenti nella settimana di Pasqua e Pasquetta. L'autocertificazione serve per giustificare uno spostamento che, secondo decreti legge e Dpcm, non sarebbe consentito se non per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Il modulo di autocertificazione può essere consegnato alle forze dell'ordine già compilato oppure si può compilare sul posto, al momento del controllo. Chi non ce l’ha può chiederlo agli agenti.

Se non si rispettano le misure di contenimento - o se non si fornisce l'autocertificazione - si rischiano sanzioni amministrative che implicano il pagamento di una multa da 400 a mille euro (la sanzione può essere pagata entro 5 giorni con una riduzione del 30%, quindi 280 euro). La veridicità delle autocertificazioni - spiega Palazzo Chigi - sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato. L'autodichiarazione, infatti, è resa ad un pubblico ufficiale e se si dichiara il falso non scatta la multa ma si rischia la denuncia per falsa attestazione a un pubblico ufficiale, previsto dall'articolo 495 del codice penale. Si tratta di un reato punito con la reclusione da uno a sei anni.

L'autocertificazione serve sempre quando ci si sposta tra le 22 e le 5, perché anche con gli ultimi provvedimenti del governo rimane in vigore il coprifuoco: in questa fascia oraria, infatti, gli spostamenti sono consentiti solo se motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. La chiusura notturna dalle 22 alle 5 è in vigore in tutta Italia. Nelle regioni in zona arancione, gli spostamenti all’interno del proprio comune sono consentiti tra le 5 e le 22 e l'autocertificazione non serve.

È necessaria, invece, se ci si sposta in un comune diverso dal proprio: in questo caso bisogna portare con sé il documento (o compilarlo al momento del controllo), per motivare le comprovate esigenze lavorative, le situazioni di necessità o i motivi di salute che ci hanno costretto ad uscire dal comune. Se si è in zona rossa, invece, l’autocertificazione è sempre necessaria: in questa fascia, infatti, gli spostamenti - anche all'interno del proprio comune - sono consentiti solo per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità.

Gli ultimi provvedimenti del governo continuano a vietare gli spostamenti tra regioni, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre, salvo disposizioni locali, è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, compreso il rientro nelle seconde case ubicate dentro e fuori regione (ma alcune regioni come la Campania hanno vietato anche quest'ultima deroga). In tutti questi casi, comunque, serve l'autocertificazione. Il 3-4-5 aprile, per Pasqua, tutta Italia diventerà zona rossa. Sarà concesso, però, fare visita una volta al giorno, dalle 5 alle 22, a una casa dentro la regione in massimo due persone (oltre ad under 14, disabili o persone non autosufficienti). Negli altri giorni le visite sono vietate in zona rossa, concesse ma dentro il comune in zona arancione.

Ci sono anche altri modi legittimi per gli spostamenti in zona rossa e arancione a Pasqua e a Pasquetta. E in certi casi è possibile persino cambiare regione. Per esempio chi deve andare all'estero per turismo può raggiungere l'aeroporto anche se si trova in una regione arancione o rossa, a patto che abbia l'autocertificazione scaricabile dal sito del ministero dell'Interno. A chiarirlo è stata una nota protocollata dello stesso Viminale sui viaggi all'estero, nella quale si scrive che "sono giustificati gli spostamenti finalizzati a raggiungere il luogo di partenza di questo tipo di viaggi che, in quanto generalmente consentiti, non possono subire compressioni o limitazioni al proprio svolgimento". In tutta Italia invece non ci si può muoversi per turismo, né spostarsi tra regioni, ma è possibile muoversi per andare in un'altra regione in alcuni casi particolari: uno di questi è per sottoporsi a una visita medica specialistica, perché gli spostamenti tra regioni per ragioni di salute sono sempre ammessi. 

Italia in zona rossa dal 3 al 5 aprile: come funziona la deroga per le visite ai parenti e il pranzo di Pasqua e Pasquetta

Quando un cittadino consegna l'autocertificazione compilata e firmata alle forze dell'ordine, si assume la responsabilità civile e penale delle informazioni rese: per questo nome e cognome, indirizzo di residenza/domicilio e motivi che giustificano lo spostamento devono essere veri. Il motivo di lavoro può essere provato anche esibendo, per esempio, una documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili). Il controllo sulla veridicità delle informazioni sull’autodichiarazione non avviene di solito al momento ma dopo qualche giorno o settimana, a meno che non ci siano sospetti evidenti che la persona fermata abbia violato senza motivo il divieto di spostamento. La verifica delle informazioni può avvenire chiamando il datore di lavoro, le strutture sanitarie o incrociando gli indirizzi di provenienza e destinazione scritti sul modulo.

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