Sabato, 27 Febbraio 2021
Napoli

"Io e mio marito respinti dal locale perché gay: basta discriminazioni, abbiamo diritti"

Daniele racconta di essere stato tenuto fuori da un locale insieme a suo marito Giuseppe, con il quale è unito civilmente, perché l'ingresso era consentito solo alle coppie formate da "uomo e donna"

Foto Facebook @Daniele Bausilio

Fra pochi giorni Daniele Bausilio e Giuseppe Pitirollo festeggeranno un anno dalla loro unione civile. Sono una coppia ma si sono sentiti dire che come "coppia", pur se uniti come consente la legge, non esistono ed è stato loro negato l'ingresso a una serata in un locale a Bacoli, nella zona dei Campi Flegrei, come ha denunciato lo stesso Daniele su Facebook. Un post che in breve tempo è diventato virale, rilanciato dall'attore Gianfranco Gallo, e che ha raccolto la solidarietà della senatrice Monica Cirinnà, la "mamma" della legge sulle Unione Civili e di Arcigay Napoli. 

"Sabato prossimo festeggiamo un anno di matrimonio. Dopo tanti anni di lotte, finalmente siamo sposati e ora mi sento dire che non esisto?", racconta a Today.it. Sono passati diversi giorni dal fatto, ma la rabbia e la delusione sono ancora forti. "Ci sentiamo derisi. Brucia anche il fatto che nessuno intorno a noi abbia mosso un dito, si sentivano solo le risatine". 

Ma cosa è successo sabato sera all'ingresso di quel lido, il Turistico Beach Park, che la sera diventa un locale alla moda molto frequentato? Dopo essere usciti da un altro locale della zona, Daniele, Giuseppe e un'altra coppia di amici hanno provato ad entrare lì. 

Racconta Daniele:

"All'ingresso una persona ci ha detto che non potevamo entrare perché 'non accompagnati': l'ingresso era riservato alle coppie. Gli ho fatto notare che noi eravamo una coppia, ma lui ha risposto che la coppia è composta da un uomo e una donna. Alla mia domanda: 'Lo sa che così ci sta discriminando?', lui ha risposto: 'Sì, lo so'. E abbiamo chiamato i carabinieri"

L'arrivo dei militari però non ha cambiato la situazione, continua Bausilio. "Sono arrivati, hanno preso solo i nostri documenti, dicendo che non potevano fare niente né rilasciarci un verbale. Dopo diverse insistenze, ci hanno ascoltati. La persona che ci aveva impedito l'ingresso a quel punto ha detto che eravamo ubriachi. Ho chiesto ai carabinieri di farci l'alcol test, ci hanno risposto di no, dicendo di andare a fare la denucia in Questura. Cosa che abbiamo fatto". 

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Abbiamo provato a contattare il locale ma per il momento non abbiamo avuto risposta. Sulla sua pagina Facebook è comparso un post per commentare quanto accaduto e smentire la versione di Daniele e di suo marito, accusati di "abusare del proprio orientamento sessuale rendendolo 'diverso' sulla bocca degli altri". 

"Per vivere in un sistema sereno e garantire la sicurezza di un’esperienza piacevole ci riserviamo il diritto di ammissione 'selezionando' anime cordiali al di là delle incomprensioni adoperando sempre un atteggiamento verbale educato, mai volgare; se ciò è già visibile all’ingresso della nostra struttura siamo purtroppo costretti a prendere provvedimenti"

Daniele però è categorico: né lui, né suo marito né la coppia di amici che era con loro ha creato problemi. Il resto sono "calunnie", dice. "Mi hanno riferito anche di un post su Facebook in cui qualcuno dice che eravamo già entrati nel locale, che eravamo ubriachi e stavamo molestando delle persone. Non è vero - ribadisce - Non eravamo ubriachi e abbiamo chiesto più volte ai carabinieri di farci l'alcol test, non ce lo hanno fatto". 

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"Sono gay  e fiero di esserlo. So che ci sono persone che non mi accettano", ammette amaro Daniele. "Siamo sposati, abbiamo dei diritti. Per questo ho deciso di denunciare pubblicamente la cosa, per noi ma anche a nome di tutti quelli che vengono discriminati".


 

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