Mercoledì, 19 Maggio 2021
La misura nel mirino

Coprifuoco alle 22, 23 o 24 fino a quando?

Ci sono due schieramenti: da una parte il governo, secondo cui il coprifuoco è una restrizione necessaria per evitare assembramenti che ad oggi non possiamo permetterci. Dall'altra parte chi ritiene che mantenere il coprifuoco - alle 22 ma anche alle 23 o 24 - sarà un errore perché in estate col coprifuoco, dopo aver cenato fuori, ci si "rifugerà" nelle case al chiuso, dove il rischio contagi sarebbe più alto. La verità è che (Abrignani docet) "non c'è nessun dato scientifico su cosa voglia dire un'ora in più aperti o un'ora chiusi"

L'unico grande problema del coprifuoco spostato eventualmente alle 23 è che non sappiamo nulla su "cosa voglia dire un'ora in più aperti o un'ora chiusi". parola di esperto. Il governo ha confermato il divieto di uscita notturna nel decreto legge sulle riaperture. Sarà modificato per gradi, se i dati epidemiologici lo permetteranno, ma non si conoscono ancora i tempi. Matto Salvini lancia una campagna per cancellarlo: "Noi, donne e uomini liberi d'Italia, chiediamo la cancellazione dell'insensato coprifuoco e la riapertura di tutte le attività nelle zone (gialle o bianche) in cui il virus sia sotto controllo". Ma il coprifuoco è stato confermato da un governo al cui interno c'è la Lega: uno dei tanti cortocircuiti di questi mesi. E oggi il sottosegretario M5s Carlo Sibilia aggiunge: "I ministri in cabina di regia, di ogni partito compresi i ministri leghisti, hanno concordato per mantenerlo alle 22".

Perché il coprifuoco resta alle 22?

Insomma, coprifuoco alle 22 ancora per un po'. Ma per quanto?  "Non c'è nessun dato scientifico su cosa voglia dire un'ora in più aperti o un'ora chiusi. Non esiste, come nel 99% delle cose che ci hanno interessato di questa pandemia e che sono state decise sulla base di supposizioni scientifiche, sempre con la tendenza alla mitigazione del rischio" spiega Sergio Abrignani, immunologo dell'università Statale di Milano e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l'emergenza coronavirus, intervenuto oggi ad 'Agorà' su Rai3.

La decisione del coprifuoco alle 22 è una decisione politica, tiene a specificare Abrignani: a suo avviso, a livello nazionale dare un'ora in più a milioni di persone per interagire vuol dire dare milioni di chance in più al virus di circolare. Ma ha aggiunto: "C'è stato un comunicato del nostro portavoce Silvio Brusaferro su questo, in cui si diceva che noi siamo a favore di tutta una serie di mitigazioni del rischio e si diceva del mantenimento del coprifuoco. Il Cts non decide mai nulla, dà dei pareri. Le decisioni sono sempre della politica. Noi diamo dei pareri in scienza e coscienza, sulla base dei dati", ha ribadito. Ad Abrignani non piace che si parli di "un noi e un voi, come se ci fosse gente che vuole chiudere e gente che vuole aprire. E' veramente un tentativo di mitigare il rischio. Abbiamo visto oltre 120mila morti in 14 mesi e non è una cosa da ridere o da discutere da tifosi. E' una cosa terribilmente pericolosa". Ora c'è "un giusto tentativo di riaprire da parte del Governo e di mitigare il rischio con tutto ciò che possiamo fare. Se ho la certezza che sia giusto tutto questo? No, perché sulla maggior parte delle cose che decidiamo - ha ribadito - dati scientifici assoluti in questa pandemia non ce ne sono".

"Bisogna presto rivedere quella misura" sottolinea il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, definendo oggi "un giusto compromesso" la partenza del coprifuoco alle 23. "Se vediamo che il trend dei contagi migliora si può iniziare ad allungare. Iniziamo con le 23 e vediamo come va, poi si può arrivare gradualmente a mezzanotte, si può ridare libertà ai ragazzi". Il rischio, secondo Fontana, è che "con troppe regole alla fine la gente non le rispetti più".

Coprifuoco: ci sono due fronti

Ci sono due fronti: da una parte il governo, secondo cui il coprifuoco è una restrizione necessaria per evitare assembramenti che ad oggi non possiamo permetterci. Dall'altra parte chi ritiene che mantenere il coprifuoco alle 22 ma anche alle 23 o 24 sarà un errore quando la bella stagione e i ristoranti aperti la sera (già da lunedì in zona gialla), con i tavoli all'esterno, permetteranno di trascorrere tempo all'aperto, in una situazione in cui i contagi sono minimi. Perché altrimenti dopo le 22 ci si "rifugerà" nelle case al chiuso. Il coprifuoco non tiene poi conto che la sera le persone cenano ed escono ad orari diversi, e le differenze tra nord e sud sono ancora più marcate.

Se la scienza è e resta - come hanno confermato i due governi che si sono succeduti da inizio pandemia - la bussola che orienta le scelte, non c'è alcuna prova né alcuno studio secondo cui il coprifuoco sia efficace per contrastare il virus. Sono valutazioni prettamente politiche (limitari contatti sociali) che mostrano però crepe. All'aperto il contagio è rarissimo: ripartiamo da qui.

Deroga al coprifuoco a Trento intanto. Da oggi parte la "linea Gelmini", vien da dire:  è consentito lo spostamento oltre le ore 22 per tornare a casa dopo aver usufruito dei servizi di ristorazione. Lo prevede una delibera firmata dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. La deroga al coprifuoco delle 22 è consentita solo "per il tempo strettamente necessario secondo il tragitto più breve tra l'esercizio di ristorazione e il luogo di destinazione (rientra tra la responsabilità individuale dimostrare, anche con autodichiarazione, la legittimità di tale spostamento oltre le ore 22)".

Bisognerà dimostrare di star percorrendo il tragitto più breve tra ristorante e casa? Chiederanno lo scontrino per verificare l'indirizzo del ristorante, in caso di controllo? Insomma, le criticità sono evidenti. Il coprifuoco non è destinato a resistere ancora per mesi e mesi, secondo (quasi) tutti. Ma date certe non ve ne sono. 

"Io la penso come Stefano Bonaccini: è ovvio che vada rivisto il coprifuoco delle 22. Lo sanno tutti e privatamente lo dicono tutti: così non ha senso. Dunque, nei prossimi giorni il coprifuoco andrà tolto o l’orario prolungato" scrive Matteo Renzi nella enews di oggi. "Regalare questa battaglia a Salvini, a mio giudizio, è un errore politico di quelle forze di maggioranza che, sognando, immaginano un Papeete2. Pensano, cioè, che - provocandolo sul coprifuoco - Salvini cada nel tranello e reagisca d’impulso, uscendo dalla maggioranza. Ma Salvini non ci pensa neppure, la lezione dell’estate 2019 gli è bastata e avanzata". 

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