Mercoledì, 19 Maggio 2021
La misura controversa

Il coprifuoco serve per fermare i contagi?

In Italia sarà tolto per gradi, ma non si conoscono ancora i tempi. Cosa succede negli altri Paesi che hanno optato per il divieto di uscita notturna e chi ha cancellato la misura (per due motivi)

Foto ANSA/STEFANO SACCHETTONI

"Il coprifuoco evoca brutte cose, in tutti noi c'è la volontà di superarlo, ma ci vuole gradualità per non consentire al virus di ripartire". Le parole del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini sintetizzano le intenzioni del governo sul divieto di uscita notturna, istituito sei mesi fa: il coprifuoco in Italia rimane anche con il decreto legge con le nuove misure per la graduale ripresa delle attività economiche, in vigore dal 26 aprile al 31 luglio. Malgrado le rimostranze di Salvini, di alcuni governatori regionali, dei ristoratori e degli operatori culturali che si ritengono penalizzati da questa misura, il coprifuoco sarà tolto solo per gradi, ma non si conoscono ancora i tempi.

Il Comitato tecnico scientifico, secondo quanto riferito da Gelmini e dal ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, ha ribadito che il coprifuoco per il momento resta dalle 22 alle 5. Tra i tecnici del Cts, però, serpeggia un certo malumore per l'attribuzione dell'indicazione di conservare il limite del coprifuoco alle 22. "È sempre stata una decisione politica. In realtà noi del coprifuoco non abbiamo mai parlato - viene spiegato all'Agi - perché è sempre stata una valutazione politica, non ci è mai stata sottoposta alcuna istanza in tal senso".

Perché il coprifuoco in Italia rimane dalle 22 alle 5

La Conferenza delle regioni aveva proposto l'ampliamento di un'ora, fino alle 23, per permettere alle attività di avere un minimo di respiro, nei limiti delle regole anti covid. Nulla da fare, almeno per ora. Il governo sceglie la strada della prudenza per due motivi: la curva dei contagi rimane alta (oggi 364 morti e 13.844 nuovi casi) e per questo non va sottovalutato il rischio di un'impennata della curva epidemiologica in concomitanza con le riaperture. I probabili assembramenti serali favoriti dai locali aperti all'aperto potrebbero dare un assist formidabile alla diffusione del virus, è il ragionamento dell'ala rigorista dell'esecutivo. E poi c'è la campagna vaccinale che non procede ancora spedita, con l'obiettivo delle 500mila somministrazioni al giorno fissato dal commissario all'emergenza Figliuolo non ancora raggiunto.

In ogni caso, il governo Draghi è fiducioso che nelle prossime settimane i comportamenti corretti ci porteranno a passare dalle 22 alle 23 e poi alle 24 fino a togliere del tutto il coprifuoco, ma una tempistica certa per ora non c'è. L'idea è quella di allentare le restrizioni con gradualità, come è successo l'anno scorso, per tornare alla normalità nel periodo estivo.

Cosa succede col coprifuoco negli altri Paesi

Cosa succede altrove? In questa terza ondata della pandemia molti Paesi hanno adottato il divieto di spostarsi nelle ore serali per arginare i contagi da coronavirus. Alcuni, come il Regno Unito e gli Stati Uniti, hanno eliminato il coprifuoco grazie al miglioramento dei dati epidemiologici e alla campagna vaccinale molto rapida.

La Francia è stata la prima nazione in Europa ad optare per il coprifuoco, tuttora in vigore a sei mesi dalla sua introduzione, anche durante i periodi in cui il lockdown è stato allentato e poi rimosso. Su scala regionale già da ottobre, in otto dipartimenti tra cui Parigi era stato imposto dalle 21 alle 6. Progressivamente è stato poi esteso al resto del territorio nazionale e anticipato: da fine dicembre è in vigore dalle 19 alle 6, nonostante le proteste crescenti dei cittadini. Attualmente la Francia è il Paese più restrittivo in Europa in termini di coprifuoco.

In Germania la cancelliera Angela Merkel, preoccupata dall'andamento dell'epidemia, ha fatto modificare la legge sulla protezione della salute, introducendo dalla scorsa settimana il primo coprifuoco notturno mai varato, dalle 21 alle 5 del mattino. In base al piano noto come "freno di emergenza", il coprifuoco e altre restrizioni negli spostamenti e nei contatti sociali scatteranno in automatico laddove vengono superati cento contagi per centomila abitanti.

Nel Regno Unito avviato verso un'uscita graduale dalle misure restrittive dopo oltre tre mesi di lockdown, anche il coprifuoco notturno è stato rimosso dal premier Boris Johnson. Inghilterra, Irlanda del Nord, Scozia e Galles stanno allentando tutte le restrizioni e stanno riaprendo tutte le attività commerciali senza restrizioni di orario, ma rimangono alcune limitazioni agli assembramenti.

In Spagna il coprifuoco è in vigore dalle 23 alle 6, con i bar aperti e la possibilità di consumare ai tavoli, offrendo quindi una certa libertà agli spagnoli e ai turisti che hanno invaso il Paese dopo l'apertura delle frontiere. Lo stato d'allarme nazionale per la pandemia, approvato a ottobre 2020, scadrà il 9 maggio e non sarà rinnovato, come annunciato dal premier spagnolo Pedro Sanchez. Anche il Portogallo sta procedendo all'uscita graduale dal confinamento: negozi e centri commerciali sono aperti fino alle 21, bar, ristoranti e pasticcerie fino alle 22:30, facendo decadere di fatto il precedente coprifuoco che era in vigore dalle 22 alle 5.

In Olanda il coprifuoco terminerà mercoledì 28 aprile. Nella stessa data i caffè potranno servire all'aperto, anche se con orari limitati. La restrizione agli spostamenti notturni - in vigore dalle 22 - è stata decretata dallo scorso 23 gennaio, ma è stata una misura molto contestata con rivolte popolari e una battaglia giudiziaria finita con il via libera della Corte d'appello dell'Aja che ha dato ragione al governo, pronunciandosi positivamente sul coprifuoco, considerate le "circostanze straordinarie della pandemia".

Nonostante una nuova impennata dei contagi, in Russia non è in vigore alcun coprifuoco. A Mosca, ad esempio, è stato rimosso a fine gennaio dal sindaco, con totale libertà di riapertura di ristoranti, bar e locali notturni. Negli Stati Uniti, invece, a partire da febbraio e in modo più significativo da marzo, i singoli Stati hanno progressivamente rimosso il coprifuoco precedentemente in vigore a partire dalle 22 o dalle 23.

Contraddittorio il caso del Brasile, diventato epicentro mondiale della pandemia. Qui le restrizioni vengono decise dai governi dei singoli Stati. In quello di Rio de Janeiro, lo Stato più popoloso, nonostante un alto numero di vittime il governatore ha dato il via a una fase di transizione che prevede la riapertura di ristoranti, saloni di bellezza, cinema e teatri a partire dal 24 aprile, ma il coprifuoco rimarrà in vigore tra le 20 e le 5. In Argentina, dopo una serie di record nella curva dei contagi e delle vittime da covid, in particolare a Buenos Aires, il governo ha introdotto un coprifuoco dalle ore 20 alle 6, in vigore al momento per altre due settimane nell'area metropolitana della capitale.
 

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