Il boom di contagi a La Spezia e l'ipotesi di un mini lockdown

La Guardia di Finanza ascolterà gli ultimi contagiati per chiarire la genesi del focolaio. C'è un'indagine per epidemia colposa. E si pensa a nuove misure restrittive

Occhi puntati su La Spezia, dove il focolaio scoppiato nei giorni scorsi continua a macinare contagi. Sono 64 i nuovi positivi in Liguria, secondo i dati resi noti dalla Regione l'8 settembre, a fronte di 2.582 tamponi nelle ultime 24 ore. I nuovi casi riguardano soprattutto la Asl3 genovese e la Asl5 spezzina, con 26 casi ciascuna. Proprio il focolaio nello Spezzino è tra quelli più attenzionati.

A preoccupare è soprattutto l'incidenza dei casi in rapporto alla popolazione - La Spezia è una città di poco più di 90mila abitanti -, ma anche l'asprezza dei sintomi, tanto che dopo molti mesi gli ospedali hanno registrato una certa pressione.

Ieri vi abbiamo parlato dell'ospedale San Bartolomeo di Sarzana, nosocomio dell'Asl 5 della Liguria e punto di riferimento in regione per la lotta al Covid-19. Qui sono decine i pazienti ricoverati con sintomi Covid negli ultimi giorni. E ci sono sei persone in terapia intensiva. A Sarzana, dove l'ospedale rimane aperto al pubblico, serpeggia la paura di medici e operatori di ripiombare nell'incubo dei mesi terribili di marzo e aprile.

Sulla genesi del focolaio spezzino il governatore Toti ha puntato il dito contro una presunta festa svoltasi in Toscana, a Marina di Carrara, a cui avrebbero partecipato numerosi cittadini dominicani residenti nel territorio spezzino e che poi, sul lavoro o in famiglia, avrebbero diffuso il virus. L'Asl di riferimento (nord-ovest Toscana) e alcuni membri della comunità dominicana di Carrara hanno già smentito questa ipotesi. L'ipotesi più probabile è che più eventi concatenanti possano aver dato luogo al cluster spezzino. E alcuni puntano il dito contro la festa della squadra di calcio locale, di recente promossa in serie A, con migliaia di persone riversatesi nelle strade senza mascherina a fine agosto. 

Da dove è nato il focolaio spezzino? La Procura apre un'indagine

Fatto sta che la locale Procura ha aperto un'indagine sul "caso Spezia": dopo la crescita anomala dei contagi, il procuratore della Repubblica Antonio Patrono ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti per epidemia colposa. La Guardia di Finanza ascolterà gli ultimi contagiati in ordine temporale, con l'obiettivo di tracciare i collegamenti tra i pazienti e svolgere accertamenti che possano chiarire con esattezza la genesi del cluster.

"E' un'indagine esplorativa - ha spiegato all'Ansa il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi -. Abbiamo notato uno scostamento tra i dati dell'epidemia in sé e i dati dei morti e contagiati in questo mese e mezzo. Bisognerà studiare se ciò è una conseguenza normale della pandemia o se l'anomalia forte è stata accompagnata da comportamenti gravemente imprudenti e imperiti". Nelle prossime ore verrà nominato un pool di tecnici tra epidemiologi, geriatri, statistici, per studiare il flusso di dati. La procura ha chiesto la documentazione ad Alisa, l'azienda sanitaria della Regione Liguria, sulle linee guida, le procedure adottate, il numero dei contagiati e dei morti. 

Mini lockdown a La Spezia?

"Con il sindaco Peracchini stiamo valutando ulteriori misure per limitare la diffusione del contagio", ha fatto sapere il governatore della Liguria Giovanni Toti. Si starebbe valutando un mini-lockdown per evitare che a La Spezia e provincia la situazione degeneri. Un piano d'emergenza, d'intesa con il Comune, per arginare la recente ondata di contagi che si è verificata nella provincia dell'estremo levante ligure.

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Secondo quanto riporta La Stampa, il piano prevede "sospensione di tutte le manifestazioni o riunioni, in luoghi pubblici o privati. Ristoranti, bar e pub aperti, ma solo con servizio al tavolo, riservato a componenti dello stesso nucleo familiare (o congiunti), rispettando la distanza di un metro tra un cliente e l'altro. Stop alle visite nelle strutture socio-sanitarie, a meno di esigenze straordinarie, previa valutazione da parte della direzione della casa di cura. Divieto di utilizzo dei giochi per bambini, in giardini e ville pubblici e mezzi pubblici a numero chiuso, con solo i posti a sedere fruibili al 100%".

Nell'ospedale italiano dove è tornato l'incubo Covid-19 

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