Coronavirus, non è finita: in Italia ci sono 10 focolai. E calano i tamponi

Diminuiscono i casi in Italia, ma c'è un netto calo del numero dei tamponi diagnostici effettuati. Dieci piccoli focolai segnalati nell'ultima settimana dimostrano che il virus continua a circolare: cosa emerge dall'analisi aggiornata della Fondazione Gimbe

Foto archivio Ansa

Si riduce l'incremento dei nuovi casi (+0,6%) rispetto alla settimana precedente, ma è un ribasso condizionato inevitabilmente dal netto calo dei tamponi (-26.876 per l'esattezza). E attenzione, poi, alla decina di piccoli focolai segnalati negli ultimi sette giorni da Nord a Sud. Due dati e una certezza emergono dal report settimanale della Fondazione Gimbe sull'epidemia nel nostro Paese: anche se i casi totali registrati sono in nettissimo calo così come i ricoveri ospedalieri dei pazienti con sintomi e in terapia intensiva, il coronavirus in Italia è ancora presente, continua a circolare ovunque e per questo non bisogna abbassare la guardia.

Coronavirus in Italia: casi, tamponi e nuovi focolai

Ecco, nel dettaglio, tutti i dati emersi dall'analisi Gimbe dell'ultima settimana. Nei giorni 17-23 giugno il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe conferma, rispetto alla settimana precedente, la costante riduzione dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva e l’ulteriore frenata nell’incremento dei nuovi casi, condizionata tuttavia dal netto calo dei tamponi diagnostici, ovvero quelli finalizzati a identificare nuovi casi e non eseguiti per confermare le guarigioni o per altre necessità di ripetere il test (i cosiddetti tamponi di controllo). In sintesi:

  • Decessi: +270 (+0,8%)
  • Terapia intensiva: -62 (-35%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.448 (-43,9%)
  • Casi totali: +1.133 (+0,6%)
  • Tamponi diagnostici -26.876‬ (-12,4%)
  • Tamponi totali: -18.937 (-5%)

Questi dati, afferma il presidente Gimbe Nino Cartabellotta, "confermano che il numero dei pazienti attualmente ospedalizzati è in discesa costante e progressiva dai primi di aprile, quando si contavano oltre quattromila pazienti in terapia intensiva e più di 29mila ricoverati con sintomi. Tuttavia, il progressivo decongestionamento degli ospedali non implica, come impropriamente si sente spesso affermare, l’azzeramento dei ricoveri". E questo perché i dati ufficiali relativi alle ospedalizzazioni per Covid-19 si riferiscono all’occupazione dei posti letto, utili per valutare i segnali di sovraccarico ospedaliero, ma che al di là del “saldo” in progressiva riduzione non permettono di conoscere il reale numero di pazienti che quotidianamente entrano ed escono dalle statistiche ospedaliere (nuovi ricoveri, dimissioni e decessi).

Sul ridotto incremento dei casi totali (+0,6%) è evidente - segnala ancora Gimbe - l’impatto della riduzione dei tamponi diagnostici, oltre 26mila in meno rispetto alla settimana precedente, comunque superiore a quello dei tamponi di controllo (quasi 19mila in meno). "Considerato il numero di casi sempre più esiguo - spiega Cartabellotta - la nostra analisi settimanale si concentra sulle variazioni provinciali, dove gli incrementi sono conseguenti all’identificazione di focolai immediatamente circoscritti". L’analisi esclude le province della Sicilia, oggetto di consistenti ricalcoli.

Complessivamente, nella settimana 17-23 giugno, rispetto alla precedente, in trentasei province si rileva un incremento complessivo di 186 casi, di cui Gimbe riporta i dati relativi a tredici province che registrano aumenti di almeno cinque casi, per un totale di 135 casi distribuiti in nove regioni: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Piemonte, Toscana.

Tabella_incremento_almeno_5_casi-2

Questi incrementi sono in parte riconducibili a focolai identificati nell’ultima settimana, dieci in totale, di seguito riportati con i relativi casi segnalati finora.

  • Mondragone (Caserta): quarantena per i residenti dei Palazzi ex Cirio (30 positivi);
  • Palmi (Reggio Calabria): “zona rossa” istituita nei quartieri Pietrenere-Tonnara-Scinà (8 positivi);
  • Bologna: in un’azienda (14 positivi) e in un’attività commerciale (12 positivi);
  • Montecchio (Reggio Emilia): focolaio in due famiglie con legami parentali (7 positivi);
  • Bolzano: focolaio familiare (11 positivi);
  • Como: casa di accoglienza per persone bisognose (7 positivi);
  • Province di Prato e Pistoia (19 positivi);
  • Porto Empedocle (Agrigento): focolaio nella nave dei migranti portati dalla Sea Watch (28 positivi);
  • Alessandria: casa di riposo (13 positivi);
  • Roma: istituto religioso (4 positivi), oltre ai ben noti focolai della Garbatella e dell’ospedale San Raffaele Pisana relativi alle settimane precedenti.

E proprio queste segnalazioni "confermano oltre ogni ragionevole dubbio - precisa Cartabellotta - che il virus è sempre presente e rialza la testa ogni qualvolta le condizioni ambientali favoriscono una ripresa del contagio. In particolare, accanto alle ben note residenze per anziani, sembrano a rischio sia contesti familiari sia aree sociali disagiate, oltre gli inevitabili “casi di rientro” dall’estero. Di conseguenza, è indispensabile mantenere i comportamenti individuali raccomandati e continuare con una stretta sorveglianza epidemiologica, potenziando contestualmente l’attività di testing e tracciamento, di fatto in netta riduzione".

Ecco perché, con il calo dei tamponi certificato dai numeri e con la presenza di focolai attivi sul territorio, "bisogna diffidare dal senso di falsa sicurezza che traspare da improvvide dichiarazioni prive di basi scientifiche e che rischia di alimentare pericolosi comportamenti individuali. Il peggio è indubbiamente passato, ma resta cruciale disinnescare ogni cortocircuito cognitivo-comportamentale che ci porta, complice anche la bella stagione, a mettere da parte ogni preoccupazione (legittimo), ma soprattutto ogni precauzione (inaccettabile)".

Andamento dei casi di Covid-19: il grafico illustra l’aumento in termini assoluti dei casi di infezione da coronavirus in Italia.

grafico gimbe-2

Incremento percentuale dei casi di Covid-19: il grafico illustra, per ciascun giorno, l’aumento percentuale del totale dei casi confermati rispetto al giorno precedente.

grafico gimbe2-2

Distribuzione geografica dei casi di Covid-19: il grafico illustra la distribuzione geografica dei casi di infezione da coronavirus in Italia in termini percentuali e assoluti.

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