Venerdì, 16 Aprile 2021

Coronavirus, sale a 100 il numero dei medici morti: "Lasciati soli a combattere a mani nude"

L'ultimo nome è quello di Samar Sinjab, medico di Mira (Venezia), 62 anni e mamma di un dottore: salgono così a 100 i medici scomparsi per Covid-19. Lo fa sapere la Fnomceo

Foto Ansa (archivio)

È di oggi la notizia della morte di Samar Sinjab, medico di Mira (Venezia), 62 anni e mamma di un dottore: salgono così a 100 i medici scomparsi per Covid-19. Lo fa sapere la Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici). Un bilancio drammatico e in quotidiano aggiornamento. La vittima numero 99 è stata Mario Rossi, classe 1944, medico di Bergamo.

"Cento colleghi morti. E' una ferita sulla pelle di tutti i medici. Mai avremmo pensato di arrivare a tanto. Questi numeri devono far riflettere chi doveva tutelarci". Non nasconde la sua amarezza all'Adnkronos Salute il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli. "La sicurezza sul lavoro è un diritto dei cittadini, ma anche dei medici. E' opportuno riflettere su quanto questo virus ci abbia colti impreparati e sul fatto che garantire la sicurezza sul lavoro è un dovere dello Stato", aggiunge Anelli, sottolineando "che i medici di famiglia hanno pagato il tributo più pesante". "Sono stati lasciati soli a combattere a mani nude contro il virus - denuncia il presidente della Fnomceo - Se i medici si sono ammalati, questo è accaduto perché sono stati contagiati visitando i loro pazienti". In Italia "c'è una paura diffusa, ma non posso tacere l'esigenza di tutelare un diritto, quello alla sicurezza sul lavoro. I medici garantiscono la salute e le cure agli italiani, ma hanno a loro volta il diritto di agire in sicurezza. Chi non li ha messi in condizione di farlo deve riflettere - sottolinea Anelli - e riflettere molto. Perché quello che abbiamo sotto gli occhi, oggi che piangiamo 100 colleghi morti, non si ripeta mai più".

Il comitato centrale della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), in assemblea telematica, due giorni fa si era unito al ringraziamento che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale della Salute, aveva rivolto a tutti gli operatori sanitari impegnati nella lotta contro il Covid-19: "Agli infermieri e alle ostetriche. Ai nostri medici, gli ospedalieri, i medici di medicina generale, della continuità assistenziale, del 118, i liberi professionisti, i medici dell’INPS, dipendenti e convenzionati esterni, ai medici competenti, ai medici specialisti ambulatoriali, ai dipendenti della sanità privata, a tutti gli altri medici e agli Odontoiatri. Ai farmacisti, che assicurano la dispensazione delle terapie in ospedale e sul territorio, ai tecnici sanitari, ai tecnici di laboratorio, ai chimici, ai biologi. A loro, e a tutti gli altri operatori sanitari e sociali, va il nostro grazie, per l’abnegazione, la generosità con cui hanno profuso e continuano a profondere il loro impegno e le loro forze, sino al sacrificio estremo".

Secondo il maggiore sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao-Assomed, il gran numero di contagi tra il personale sanitario si deve a una catena di errori di gestione: "E' mancata l'attuazione di quanto già scritto nei Piani Pandemici Nazionali (ultimo del 2006) e Regionali (2007): percorsi ed aree pulite/sporche con apposite zone filtro, sistemi di ventilazione a pressione negativa, docce per il personale, sanificazione". E poi: carenza di tamponi e Dpi, "una carenza coperta con norme di legge ad hoc con cui si è innalzata a dignità di Dpi la semplice mascherina chirurgica", ed anche l'esclusione del personale sanitario dall'isolamento fiduciario in caso di esposizione non protetta a Covid-19.

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