Coronavirus, in Italia ci sono 636 focolai attivi: l'ultimo report integrale

Rischio moderato in dieci regioni, il virus non arretra. Ecco i numeri dell'ultimo monitoraggio del ministero della Salute e dell'Istituto superiore della Sanità

Foto archivio Ansa

Nei prossimi giorni il governo prorogherà di cinque mesi lo stato d'emergenza Covid in Italia che scade il 31 luglio. E per martedì 14 luglio è atteso un nuovo Dpcm sull'emergenza coronavirus per prorogare le misure per contenere il contagio, con alcuni aggiustamenti rispetto ai divieti esistenti (qui i dettagli). Ma cosa dicono i numeri sull'andamento dell'epidemia nel nostro Paese? Una cosa è certa: abbiamo superato la fase critica dei mesi di marzo e aprile, quando i reparti di terapia intensiva erano al collasso e si contavano centinaia di decessi quotidiani, ma ogni giorno i positivi si aggirano sui duecento casi. E il traguardo dei contagi zero sembra quasi un miraggio.

Coronavirus, in Italia ci sono 636 focolai attivi: il report integrale

Il coronavirus in Italia non arretra e non è scomparso, anzi: i nuovi focolai preoccupano. Secondo il monitoraggio settimanale targato ministero della Salute e Istituto superiore della Sanità, riferito al periodo 29 giugno-5 luglio 2020, nel nostro Paese si contano 636 focolai attivi e in dieci regioni il rischio viene definito "moderato". "Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV-2, persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti", si legge nel report integrale consultato da Today (qui il documento in Pdf).

Nel dettaglio, i nuovi focolai di trasmissione (due o più casi epidemiologicamente collegati tra loro o un aumento inatteso nel numero di casi in un tempo e luogo definito) si trovano: due in Abruzzo, uno in Basilicata, nessuno in Calabria, due in Campania, 102 in Emilia Romagna, 7 in Friuli Venezia Giulia, 6 nel Lazio, 6 in Liguria, 453 in Lombardia, uno nelle Marche, nessuno in Molise, 11 in Piemonte, 4 nella Provincia autonome di Bolzano, 2 in quella autonoma di Trento, nessuno in Puglia, 5 in Sardegna, 3 in Sicilia, 10 in Toscana, uno in Umbria, nessuno in Valle d'Aosta, 20 in Veneto. 

In dieci regioni - Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto - il rischio di impatto del coronavirus sui servizi sanitari è ritenuto "moderato", mentre in tutte le altre regioni è valutato "basso" o "molto basso". Tuttavia, ministero della Salute e Iss non segnalano una situazione di allarme: "Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (periodo 22/6-5/7) di 4.3 per 100mila abitanti (in lieve diminuzione)".

Ma, si legge nel report, "in quasi tutte le regioni sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune regioni. A livello nazionale, si osserva una lieve diminuzione nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente, con Rt nazionale<1, sebbene lo superi nel suo intervallo di confidenza maggiore".

monitoraggio coronavirus-2

"Le stime Rt – si precisa nel report - tendono a fluttuare in alcune regioni/province autonome in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti". Nella settimana monitorata da ministero e Iss - dal 29 giugno al 5 luglio: verosimilmente molti dei casi notificati hanno contratto l’infezione due-tre settimane prima - sono sette le regioni con l'indice Rt sopra il livello 1: Emilia Romagna (1.12); Lazio (1.13); Lombardia (1.02); Marche (1,13); Piemonte (1,04) Toscana (1,48) e Veneto (1,11). L'indice Rt misura il tasso di contagiosità dopo l'applicazione delle misure decise per contenere la malattia.

Il report segnala anche alcune carenze regionali nelle capacità di tracciare i nuovi positivi e le persone venute a contatto con essi: Abruzzo, Campania, Friuli e Puglia non hanno raggiunto la soglia minima di personale (uno ogni diecimila abitanti) per il tracciamento del Covid. In Puglia e Umbria, invece, si registrano tempi troppo lunghi nel diagnosticare nuovi casi.

Queste le conclusioni dell'analisi Iss-ministero della Salute: "Il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso contenuto. Questo avviene grazie alle attività di testing-tracing-tracking che permettono di interrompere potenziali catene di trasmissione sul nascere. La riduzione nei tempi tra l’inizio dei sintomi e la diagnosi/isolamento permette una più tempestiva identificazione ed assistenza clinica delle persone che contraggono l’infezione. Non sorprende pertanto osservare un numero ridotto di casi che richiedono ospedalizzazione in quanto, per le caratteristiche della malattia COVID-19, solo una piccola proporzione del totale delle persone che contraggono il virus SARS-CoV-2 sviluppano quadri clinici più gravi. Questo risultato, atteso in base alla strategia adottata nella fase di transizione, permette di gestire la presenza del virus sul territorio, in condizioni di riapertura, senza sovraccaricare i servizi assistenziali".

"La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla seconda metà di giugno 2020, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni/Province autonome. È necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva ed accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche".

L'ultimo monitoraggio sul coronavirus regione per regione

Di seguito, l'ultimo monitoraggio del ministero della Salute e dell'Istituto superiore della Sanità con un'analisi regione per regione.

Abruzzo. Casi in aumento sia nel flusso di sorveglianza coordinato dal Ministero della Salute che nel flusso coordinato dall’Iss. Rt minore di 1, anche se lo supera nel suo intervallo di confidenza maggiore. Sono complessivamente segnalati 2 focolai attivi nella Regione, stazionari, con un nuovo focolaio nella settimana di monitoraggio. Sono 16 i nuovi casi non associati ad un focolaio noto. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Basilicata. Casi complessivament0e in aumento in entrambi i flussi di sorveglianza anche se sono inferiori a 10 casi settimanali (da 0 a 3). Rt minore di 1 anche nel suo intervallo di confidenza maggiore. Stazionario il numero di focolai attivi ma si segnala un nuovo focolaio nella settimana di monitoraggio. Non ci sono nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. L’ algoritmo di classificazione del rischio porterebbe ad un livello moderato, che tuttavia va interpretato alla luce del numero molto basso di casi complessivi e degli altri indicatori, che al momento non restituiscono nel complesso segnali di particolare allerta.

Calabria. Casi in diminuzione nel flusso di sorveglianza coordinato dal Ministero della Salute mentre risulta in consolidamento nel flusso coordinato dall’ISS. Rt minore di 1 anche nel suo intervallo di confidenza maggiore. Non sono segnalati focolai attivi nella Regione. Quattro nuovi casi segnalati non sono associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Campania. Sono riportati complessivamente 55 casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio in corso; trend discordante nei due flussi. Rt minore di 1 anche se lo supera nel suo intervallo di confidenza maggiore. Sono segnalati due focolai attivi nella Regione (uno nuovo) e sono 7 i nuovi casi segnalati che non sono associati a catene di contagio note (in aumento). Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Emilia Romagna. Sono riportati complessivamente 186 casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio in corso, in diminuzione in entrambi i flussi di sorveglianza. In seguito all’aumento di casi segnalato nelle scorse settimane di monitoraggio, si osserva anche questa settimana un Rt maggiore di 1, sebbene non lo superi nel suo intervallo di confidenza minore. Il numero di focolai attivi rimane elevato ed è in aumento con 25 nuovi focolai nella settimana di monitoraggio e 58 nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. La classificazione torna a bassa per la diminuzione nel numero di casi, tuttavia rimane opportuno mantenere elevata l’attenzione in quanto il numero complessivo di nuovi casi segnalati rimane elevato.

Friuli Venezia Giulia. Casi in aumento, sia nel flusso coordinato dal Ministero della Salute che in quello coordinato da Iss. Rt minore di 1, sebbene lo superi nel suo intervallo di confidenza maggiore. Sono segnalati 7 focolai attivi (in aumento), di cui 2 nuovi nella settimana di monitoraggio corrente. Ci sono 5 nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Lazio. Casi complessivamente in aumento in entrambi i flussi, soprattutto dovuto a casi importati. Rt 1.13, sebbene non superi 1 nel suo intervallo di confidenza minore. Il numero di focolai attivi (6) nella Regione è stabile, sono 3 i nuovi focolai segnalati nella settimana corrente. Sono riportati 4 nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Liguria. Casi complessivamente in diminuzione. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Numero di focolai attivi nella settimana stabile mentre due sono i nuovi focolai segnalati nella settimana di monitoraggio. Sono segnalati 3 nuovi casi non associati a catene di contagio note (in diminuzione). Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Lombardia. Casi complessivamente in diminuzione, sia nel flusso coordinato dal Ministero della Salute che in quello coordinato da ISS. Rt appena maggiore di 1, anche se non nell’intervallo di confidenza minore. Sono riportati 617 nuovi casi nella settimana di monitoraggio e 453 focolai attivi nella Regione (in lieve aumento). Sono 45 i nuovi focolai segnalati nella settimana corrente. La maggior parte dei nuovi casi diagnosticati, 471, non sono associati a catene di contagio note. Nonostante l’andamento nel complesso positivo, rimane molto elevata l’attenzione in quanto il numero complessivo di nuovi casi segnalati ogni settimana rimane elevato. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Marche. Sono riportati casi in diminuzione in entrambi i flussi. Rt maggiore di 1, sebbene non lo superi nel suo intervallo di confidenza minore. A causa del numero di casi molto ridotto, l’Rt presenta un ampio margine di incertezza. Questa settimana non sono segnalati nuovi focolai attivi ed il numero di focolai attivi nella Regione è stabile. Tutti i nuovi casi risultano non associati a catene di contagio note (in lieve aumento). Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Molise. Non sono stati segnalati casi dalla Regione nel periodo 1-5 luglio 2020 e non sono stati riportati casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio in entrambi i flussi. Rt =0, minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Anche questa settimana non sono segnalati focolai attivi nella Regione. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Piemonte. Casi complessivamente in diminuzione in entrambi i flussi di sorveglianza. Rt maggiore di 1, sebbene non lo superi nell’intervallo di confidenza minore. Sono riportati 11 focolai attivi nella settimana (in diminuzione) di cui 6 nuovi focolai. Sono segnalati 19 nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Provincia autonoma di Bolzano. Sono riportati casi in diminuzione nel flusso dati aggregato coordinato dal Ministero della Salute e stabile nel flusso dati coordinato dall’ISS. La PA segnala che 9 casi su 10 sono casi importati o associati a casi importati. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Sono segnalati 4 focolai attivi nella Provincia Autonoma (in lieve aumento) con due nuovi focolai di trasmissione. Un nuovo caso non è associato a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Provincia autonoma di Trento. Nuovi focolai di trasmissione. Un nuovo caso non è associato a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Puglia. Casi complessivament0e in aumento in entrambi i flussi di sorveglianza anche se sono inferiori a 10 casi settimanali. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Non sono segnalati focolai attivi nella Regione nella settimana di monitoraggio in corso. Solo due casi non sono associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. L’algoritmo di classificazione del rischio porterebbe ad un livello moderato, che tuttavia va interpretato alla luce del numero molto basso di casi complessivi e degli altri indicatori e che pertanto non desta particolare preoccupazione.

Sardegna. Casi in aumento nel flusso di dati coordinato dall’ISS. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Sono 5 i focolai di trasmissione attivi nella Regione (in aumento) di cui 2 nuovi focolai. Due nuovi casi non sono associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Sicilia. Casi in aumento in entrambi i flussi, soprattutto per casi importati. Rt minore di 1, anche nel suo intervallo di confidenza maggiore. Sono segnalati 3 focolai attivi nella Regione (stabile), tre sono nuovi focolai nella settimana di monitoraggio in corso. Sono 9 i nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Toscana. Casi complessivamente in aumento in entrambi i flussi. Rt maggiore di 1, anche nel suo intervallo di confidenza minore. Sono segnalati 10 focolai attivi nella Regione (in aumento), di cui 3 nuovi nella settimana di monitoraggio in corso. Sono inoltre segnalati 31 nuovi casi non associati a catene di contagio note (in diminuzione). Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

Umbria. Casi in aumento in entrambi i flussi di sorveglianza, anche se <10 nella settimana di monitoraggio. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Viene riportato un solo focolaio di trasmissione attivo nella Regione, ma nuovo. Non sono riportati nuovi casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. L’algoritmo di classificazione del rischio porterebbe ad un livello moderato, che tuttavia va interpretato alla luce del numero molto basso di casi complessivi e degli altri indicatori e che pertanto non desta particolare preoccupazione.

Valle d’Aosta. Casi in lievissimo aumento (solo due nuovi casi) in entrambi i flussi. Rt minore di 1, anche nell’intervallo di confidenza maggiore. Non sono segnalati focolai attivi nella Regione ma i due nuovi casi non sono associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati. L’algoritmo di classificazione a cause del iccolo aumento nel numero di casi porterebbe ad un livello moderato, che tuttavia va interpretato alla luce del numero molto basso di casi complessivi e degli altri indicatori e che pertanto non desta particolare preoccupazione.

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Veneto. Casi complessivamente in aumento, sia nel flusso coordinato dal Ministero della Salute che in quello coordinato da ISS. Rt maggiore di 1, sebbene non lo superi nell’intervallo di confidenza minore. Sono segnalati 20 focolai attivi (in diminuzione) di cui 2 nuovi focolai nella settimana di monitoraggio in corso. Non sono segnalati casi non associati a catene di contagio note. Non si rilevano segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali ospedalieri monitorati.

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