Venerdì, 7 Maggio 2021

Chiusi in casa, attaccati alla bottiglia: vola la vendita di alcolici durante il lockdown

L'istituto superiore di sanità evidenzia come dall'inizio delle misure restrittive anti-contagio sia aumentato del 180% il consumo di sostanze alcoliche in Italia. E questo potrebbe peggiorare la guerra al coronavirus

ANSA/GIUSEPPE LAMI

Gli italiani chiusi in casa hanno fatto notevolmente uso di fumo e alcol. Lo evidenzia l'Istituto superiore di sanità (Iss) spiegando come se le misure restrittive via via più stringenti hanno aumentato la quantità di tempo trascorso in casa, hanno agito da volano per i fattori di rischio comportamentali legati all'uso di alcolici.

In particolare si è assistito ad un incremento delle vendite di alcolici e superalcolici (+180%), anche grazie alle consegne a domicilio. Non più il solo bicchiere di vino a tavola, contestualmente ai pasti: molti italiani non hanno rinunciato alla bottiglia, nonostante la vita sociale sia ad oggi impedita da quasi due mesi.

L'iss ricorda che occorre porre una particolare attenzione agli effetti negativi sulla salute determinata dall'abuso delle bevande alcoliche che aumantano il rischio di infezioni casuando inoltre un calo delle capacità di risposta delle nostre difese immunitarie.

"È fondamentale smentire le fake news che circolano riguardo inesistenti proprietà benefiche dell'alcol nei confronti del virus Sars-CoV-2 ed evidenziando gli effetti negativi che anche quantità moderate di sostanze alcoliche possono avere sull'organismo" spiegano dall'istituto superiore di sanità.

Per tale motivo è in servizio il Telefono Verde Alcol al numero verde 800 632000 per supportare i potenziali utenti dall'Osservatorio fumo, alcol e droga.

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