Venerdì, 4 Dicembre 2020

Coronavirus, allarme carceri: ''Contagi raddoppiati in cinque giorni''

Secondo i numeri del sindacato della Polizia Penitenziaria, i casi tra detenuti e operatori sono aumentati in maniera preoccupante nell'ultima settimana

Foto di repertorio

Dal 28 ottobre ad ora i detenuti positivi al coronavirus nelle carceri italiane sono raddoppiati: da 215 detenuti e 232 operatori contagiati la scorsa settimana, siamo arrivati a 395 detenuti e 242 operatori. A fornire i numeri preoccupanti sull'evolversi dell'epidemia nel circuito carcerario è Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria: "Alle 18 di ieri erano ben 395 (di cui 20 ricoverati in ospedale e/o in carico al servizio 118) i detenuti e 424 gli operatori positivi al Covid-19 censiti dall'Ufficio Attività Ispettiva e di Controllo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria. Contagi da Coronavirus che nelle carceri sono dunque quasi raddoppiati dal 28 ottobre scorso, quando si contavano 215 detenuti e 232 operatori positivi".

Coronavirus, allarme contagi in carcere

"Continuando con questo trend, che non crediamo peraltro possa essere direttamente e immediatamente influenzato dalle restrizioni e dai lockdown più o meno parziali che il Governo si appresta a varare, appare del tutto evidente - sottolinea De Fazio in una nota - che la situazione sanitaria nelle carceri, ancora stracolme e zeppe di problematiche di ogni tipo, rischierà di sfuggire di mano. Ormai i positivi al Covid si contano in ben 53 penitenziari se si guarda solo ai detenuti, ma sono interessati quasi tutti gli istituti se si volge lo sguardo anche agli operatori. Non mancano, peraltro, situazioni di grande criticità, sia per mancanza di spazi adeguati sia a causa di difficoltà delle Aziende Sanitarie che non riescono a supportare adeguatamente le direzioni dei penitenziari per le sanificazioni".

"Il Corpo di polizia, ma la stessa Amministrazione penitenziaria, di cui apprezziamo gli sforzi, la trasparenza e la costante disponibilità dei suoi vertici a intervenire con tempestività anche a seguito di segnalazioni effettuate per le vie brevi, - continua De Fazio - non possono essere lasciati da soli e abbandonati a se stessi. A fronte di questi numeri, è lapalissiano che le misure introdotte con il decreto ristori sono insufficienti sul fronte detentivo, mentre niente è stato previsto per la Polizia penitenziaria, la quale, fra positivi al virus e isolati, continua a subire decimazioni negli organici già inadeguati per oltre 17.000 unità".

"Per l'ennesima volta - conclude il leader della Uilpa Pp - facciamo appello al Presidente Conte, al Governo, al Ministro Bonafede e al Ministro Speranza affinché nel varare i provvedimenti annunciati per le prossime ore si pensi in maniera tangibile anche alle carceri e a chi vi lavora, prima che la situazione divenga irrecuperabile".

Coronavirus in carcere, il Garante: ''Necessario ridurre il numero delle presenze''

"Le 54.894 persone oggi detenute sono attualmente ristrette nei 47.187 posti realmente disponibili. Al di là di ogni dissertazione sull'ampiezza del parametro che l'Italia utilizza per il calcolo dei posti, resta innegabile la necessità di ridurre il numero delle presenze: necessità in sé, acuita oggi dal problema dell'emergenza sanitaria". E' quanto sottolinea il garante per i diritti dei detenuti nel bollettino di oggi. Il rischio del contagio in carcere "come sempre ripetuto, va assolutamente contenuto anche attraverso la possibilità di diminuire il numero di presenze con la dovuta sollecitudine. Ciò - spiega il garante - al fine di realizzare quella minore densità di popolazione che oggi è richiesta e poter disporre di un numero di posti adeguati anche nell'ipotesi di una espansione del contagio".

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