Domenica, 18 Aprile 2021

Coronavirus, non dimentichiamoci (più) dei bambini: "Sono vittime anche loro"

I più piccoli sono stati dimenticati nella prima fase dell’emergenza ma rischiano di pagare un prezzo altissimo anche dopo, investiti dalla crisi economica e in difficoltà psicologica. L’intervista al direttore generale di Terre des Hommes, che lancia una raccolta fondi a sostegno di bambini, famiglie e non solo

Orsetti alla finestra per consolare i bambini durante la quarantena a causa del Covid-19. ANSA/LUCA ZENNARO

Non c’è solo l’emergenza sanitaria. La situazione legata alla diffusione del coronavirus nel nostro Paese ha coinvolto i più vari strati della popolazione italiana, stravolgendone non solo le abitudini più radicate ma anche minando la stabilità di interi nuclei familiari, non solo di quelli più vulnerabili. E ovviamente tutto questo ha investito in pieno i bambini, che hanno visto da un giorno all’altro cambiare la propria quotidianità fatta di scuola, gioco e socializzazione con i coetanei, ma che in alcuni casi si sono ritrovati al centro di situazioni di tensione, oltre che loro stessi colpiti direttamente o indirettamente dal virus.

“I bambini sono stati dimenticati sicuramente in tutta la prima fase, perché giustamente ci si è concentrati sugli anziani, che sono stati le principali vittime di questa emergenza sanitaria”, dice a Today Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes, una delle associazioni impegnate nell’assistenza ai bambini vulnerabili. L’organizzazione ha lanciato una raccolta fondi, insieme alla Fondazione Geronomi Stilton per sostenere i minori in difficoltà, intitolata appunto ‘Non dimentichiamo i bambini’”.

Aiuti alle famiglie con figli più vulnerabili

“Anche gli stessi bambini sono stati vittime del coronavirus, sia dal punto di vista sanitario anche se fortunatamente con conseguenze minori, sia perché molti di loro si sono trovati in una situazione di grandissima tensione legata al fatto di avere i propri genitori ricoverati. E lo sono stati anche perché hanno dovuto rinunciare alla scuola e alla socializzazione con gli amici e mantenere quel tipo di contatto, soprattutto delle famiglie più povere e vulnerabili, è molto complicato - afferma Ferrara - Ma sono stati dimenticati anche in questa fase perché stiamo attraversando un periodo in cui la vulnerabilità e la povertà delle famiglie sta aumentando, anche a causa della crisi, soprattutto per quelle famiglie che già prima vivevano una situazione di grande precarietà. Oggi è necessario intervenire a fianco di queste famiglie, a cui inizia a mancare anche il cibo e non soltanto quello”. 

La raccolta fondi lanciata da Terre des Hommes è finalizzata a sostenere diversi progetti, sia per un aiuto di tipo sanitario sia di tipo economico e sociale. Da un lato c’è il sostegno alla terapia intensiva dell’ospedale dei bambini Buzzi di Milano e quello alla struttura d’accoglienza Zumbimbi, sempre a Milano, per bambini dai 6 ai 14 anni lontani dai genitori ospedalizzati a causa del coronavirus, dall’altro è stata attivata la raccolta e la distribuzione di cibo e tablet in due periferie milanesi, in zona 2 e in zona 9, per aiutare circa 100 famiglie bisognose in forte difficoltà economica ed educativa, garantendo così un supporto anche per mantenere la necessaria continuità educativa dei bambini. 

Coronavirus, "necessario un nuovo welfare per le famiglie"

Servono però interventi strutturali da parte del governo e degli enti locali, per consentire alle famiglie di uscire da questo periodo di crisi. “Ci vorrà un po’ per la piena ripartenza dell’economia italiana e sicuramente bisognerà traghettare queste famiglie nei prossimi mesi oltre questa fase attraverso assistenza economica, facilitazioni e messa in rete di servizi”, prefigura Ferrara, sottolineando che ci sarà bisogno di una ripartenza anche per quanto riguarda i bisogni educativi di bambini e ragazzi.

“In questo contesto la povertà educativa, già molto forte, si è accentuata. Nelle famiglie che hanno genitori alfabetizzati, istruiti o comunque più curiosi è stato più facile per i bambini proseguire l’apprendimento, ma per quei bambini che invece si trovano in nuclei familiari con livelli culturali più bassi non abbiamo visto che aumentare il gap con gli altri coetanei. Quindi bisogna intervenire mettendo a disposizione di queste famiglie ausili e integrazioni anche di carattere educativo, utilizzando dove possibile le tecnologie per rimettere in paro questi bambini. Altrimenti rischiamo di allargare la forbice in maniera consistente”

Gli interventi economici di cui parla in questi giorni, ad esempio il bonus baby-sitting previsto per l’emergenza Covid-19, “per molte famiglie questi sono ‘pannicelli’, perché in realtà si tratta di interventi economici irrisori rispetto a quelle che sono le spese quotidiane”, ammette Ferrara. “Credo che vada rimesso in piedi, almeno per le famiglie più vulnerabili, un nuovo welfare che permetta loro ma anche a tante persone in situazioni di precarietà di poter ripartire”, continua il direttore di Terre des Hommes, che mette poi in guardia da una ripartenza non uniforme, con rischi di aumentare ancora di più le differenze sociale: “Dobbiamo fare in modo che il Paese non riparta con velocità differenziate”. 

I rischi della violenza assistita e le ripercussioni psicologiche sui bambini

Ma a pesare sui bambini non c’è solo il risvolto sanitario ed economico dell’emergenza. Molti di loro rischiano di pagare un prezzo molto alto anche dal punto di vista psicologico. “Non sappiamo esattamente quale ripercussione questa situazione avrà sul medio e lungo periodo però già in questa fase dalle le nostre psicologhe e in generale dalle relazioni che abbiamo con le reti scolastiche ci vengono segnalati casi di forte aumento di ansia, insonnia, agitazione, pianti”, dice Ferrara. “I bambini hanno perso il contatto con la rete amicale, la relazione con i maestri. Stanno anche scontando la mancanza di aria aperta e sole e anche la possibilità di potersi sfogare. Vivono poi spesso anche situazioni familiari che rischiano di essere di grande tensione e agitazione, non soltanto perché è difficile a volte la gestione del nucleo familiare in spazi ristretti ma anche perché le famiglie stesse vivono la paura della malattia, della precarietà economica. Anche in situazioni che riescono a non essere disfunzionali, perché non vi è violenza, sicuramente l’ansia e la tensione per il futuro sono cose che i bambini respirano”. L’isolamento forzato in famiglia per molte donne rappresenta un rischio, esponendo loro ma anche i loro figli alla violenza domestica (nel solo mese di marzo, in pieno lockdown, sono state quasi tremila le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza D.i.Re) e “dove c’è violenza sulle donne c’è quasi sempre violenza assistita da parte dei bambini e in alcuni anche violenza diretta nei confronti dei bambini”, dice Ferrara. In questo contesto “i bambini rischiano di essere due volte vittime e tra l’altro spesso sono vittime completamente invisibili di queste violenze”. 

Celebrities in campo per Terre des Hommes

Come spesso accade, in situazioni difficili la comunità risponde, attraverso donazioni di denaro, beni ma anche di tempo, impegnandosi nel volontariato. “Le nostre distribuizioni ai nuclei familiari sono possibili perché ci sono squadre di volontari che escono, mascherina e guanti alla mano, e vanno a distribuire porta a porta il cibo”, ricorda Ferrara. La raccolta fondi di Terre des Hommes si avvale anche del contributo di una serie di personaggi celebri del mondo dello spettacolo, del giornalismo e dell’alta gastronomia, che hanno realizzato dei video appelli per invitare a fare donazioni. “Si tratta di personaggi che già conoscevamo perché in altre situazioni ci hanno sostenuto e anche stavolta non si sono tirati indietro e si sono spesi senza problemi - dice Ferrara - Abbiamo visto una solidarietà diffusissima nel Paese e anche questi personaggi, che sono cittadini che vivono come tutti quanti momenti di sconcerto, preoccupazione per il futuro, sono stati  disposti a fare la loro parte”.

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Il video appello di Nina Zilli per Terre des Hommes. Con la cantante hanno partecipato anche Beppe Convertini, Sonia Bergamasco, Daniela Poggi, Andrea Carpinteri, Mariangela Pira, la chef Rosanna Marziale, Giovanni Muciaccia e il Mago Forest.

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