Sabato, 16 Ottobre 2021
Attualità Milano

Coronavirus, la "battaglia di Milano" è fondamentale per uscire dall'emergenza

L'infettivologo Massimo Galli, primario dell'ospedale Sacco: "Dobbiamo riuscire a contenere l'infezione in una città come Milano. Ovviamente dobbiamo farlo in tutta Italia, ma avere una situazione di controllo su Milano è uno dei fronti fondamentali contro il virus"

Tutti gli occhi sono puntati sulla Lombardia. "E' evidente che la battaglia di Milano è fondamentale per riuscire a uscire per tempo, bene e presto, da questa terribile emergenza" coronavirus. "Dobbiamo assolutamente da questo punto di vista riuscire a contenere l'infezione in una città come Milano. Ovviamente dobbiamo farlo in tutta Italia, ma è chiaro a tutti che avere una situazione di controllo su Milano sia uno dei fronti fondamentali contro il virus". A lanciare l'allarme a SkyTg24 è l'infettivologo Massimo Galli, primario dell'ospedale Sacco di Milano.

"Milano e l'hinterland fanno più di 3 milioni e mezzo di abitanti e ovviamente la concentrazione di popolazione è un fattore importante della possibile diffusione di un virus", ha ricordato.

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Coronavirus, Galli: "Le misure non bastano ancora"

Una ulteriore stretta con maggiori restrizioni è possibile. "Secondo me purtroppo le misure"  adottate contro il coronavirus "non bastano ancora. Lo dico aprendo le braccia e tutt'altro che felice nel dirlo, però dobbiamo essere precisi su questo. Credo che non bastino ancora, soprattutto nella  situazione della Lombardia" continua Galli. "Le misure sono importanti e perché funzionino devono essere radicali - ha ammonito - Lo dimostra Wuhan che sta per uscire da questo disastro in un tempo ragionevole, anche se lungo. Diversamente rischiamo che il nostro tempo diventi lunghissimo".

Lo specialista fa un esempio: "Quando andando in ospedale si trovano le persone che ridipingono le righe per terra, ci domandiamo se non è una cosa che può essere rimandata".

"Non stanno fallendo i meccanismi di distanziamento sociale che arrivano dal decreto del Governo, non è così. Tutto quello che stiamo vedendo lo stiamo vedendo a partire da contagi che sono avvenuti prima dei meccanismi di distanziamento sociale. Non possiamo pensare che i casi stiano aumentando pur stando in casa, ma serve stare in casa a maggior ragione perché ci sono molti casi e se fossimo tutti in giro o troppo in giro, come forse ancora siamo, il virus ha buon gioco per diffondersi ulteriormente. Stare in casa è fondamentale". 

Coronavirus: "Ci ha colpito alle spalle, fonte da Monaco di Baviera"

 "Se c'è una cosa per cui sono infuriato con me stesso" in questa emergenza nazionale e mondiale, "è di essere stato troppo ottimista quando, intorno al 20 di febbraio, il fatto che avessimo chiuso i viaggi con la Cina e controllato i voli prima degli altri ci aveva messo nella convinzione che il peggio fosse passato per l'Italia. Questo è stato un errore, ma non una sottovalutazione perché non si poteva avere il modo di scoprire l'esistenza di un'infezione che ci ha colpito alle spalle venendo in Italia da un altro Paese europeo" aggiunge Galli, che a SkyTg24 ripete: "Quello che abbiamo visto fino ad adesso, guardando le nostre sequenze" genetiche di coronavirus isolati "e anche quelle di altri centri, parla della fonte di Monaco di Baviera".

"Quando tutti, me compreso - commenta l'esperto - cominciavamo a pensare di esserne fuori e dicevamo che in fondo il virus non ha  circolato in Italia, il virus stava circolando alla grande da 3 o 4 settimane nella famosa iniziale zona rossa. Questo ha permesso al virus di andare abbastanza dappertutto, anche di tornare all'estero dopo essere venuto in Italia, e ci ha messi nella condizione di avere una base di contagi tali da dover fronteggiare oggi questa terribile situazione".

Coronavirus, il sindaco di Milano: "Siamo chiamati a resistere"

"Ringrazio i milanesi che nella stragrande maggioranza si stanno comportando bene. Oggi noi siamo chiamati a fare questo: a resistere. Perché Milano non è stata ancora toccata dalla diffusione del virus come altre città lombarde e non lo può essere. Non lo può essere per la nostra salute, per i nostri cari, ma anche perché immaginate il crollo di una città da un milione e 400mila abitanti cosa produrrebbe di spesa sanitaria, sarebbe un disastro". E' il contenuto del videomessaggio quotidiano che il sindaco di Milano Giuseppe Sala posta sulla sua pagina Facebook.

"Cari milanesi - ha aggiunto il sindaco - abbiamo vissuto davvero anni d'oro, oggi siamo in un momento di difficoltà, ma le difficoltà vanno affrontate con coraggio. Qui a Palazzo Marino stiamo mettendo in campo delle azioni. La prima: da lunedì distribuiremo un kit con mascherine e liquido igienizzante a medici di base e pediatri; la seconda: apriamo per i senzatetto alcuni centri di accoglienza a Milano, il più famoso è Casa Jannacci in via Ortles; la terza: nei giorni scorsi vi ho parlato del Fondo di mutuo soccorso, dai privati abbiamo raggiunto circa 5 milioni, ma sentendoi spesso con l'arcivescovo Delpini abbiamo capito che ci sono molte persone che già oggi sono senza reddito, per cui abbiamo dedicato due milioni la curia e due milioni noi come Comune, presi dal Fondo di mutuo soccorso, per intervenire con immediatezza su chi è senza reddito con questo Fondo San Giuseppe".

"Sto inoltre facendomi sentire dal governo - ha concluso Beppe Sala - perché trovo profondamente sbagliato che i supermercati chiudano la domenica. Io capisco le loro difficoltà, ma più si riducono gli orari e più le code aumentano, e questo non va bene. I supermercati sono rimasti aperti la domenica nei bei momenti e devono rimanere aperti anche oggi".

I dati di venerdì sera dicono che a Milano c'è stato un aumento di contagi inferiore rispetto a quello del giorno precedente. Si tratta di numeri, ha spiegato l'assessore alla Salute Giulio Gallera, "che di fatto fotografano ciò che succedeva 10-15 giorni fa. Confidiamo che l'incremento di Milano sia figlio di quel folle weekend dell'8 marzo in cui non c'era  consapevolezza e tutti erano per strada con parchi e strade pieni di persone in una mite giornata di primavera".

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MILANO CORONAVIRUS ANSA-2

Solo pochi giorni fa troppa gente in strada a Milano. Foto Ansa

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