rotate-mobile
Giovedì, 9 Dicembre 2021
Attualità Bergamo

Coronavirus, feretri dentro le chiese: "Gesto di tenerezza verso chi muore da solo"

Il vescovo: "I feretri che vengono accolti nelle chiese sono un gesto di rispetto e premura, un gesto di tenerezza, verso persone che muoiono sole". Il numero di decessi per Covid-19 a Bergamo città potrebbe essere molto più alto rispetto a quello che raccontano i numeri ufficiali. Arrivano i primi medici volontari della 'task force' permanente

A Bergamo i feretri che vengono accolti nelle chiese sono "un gesto di rispetto e premura, un gesto di tenerezza, verso persone che muoiono sole". Lo dice alla Stampa il vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi. "Qui i morti non si fermano, si moltiplicano - constata  -. E per adesso non solo non diminuiscono, ma molti si spengono nelle loro case e non rientrano nei conteggi ufficiali".

La città orobica è una delle più colpite dall'epidemia e mercoledì scorso il vescovo ha celebrato una piccola cerimonia con il sindaco Giorgio Gori per benedire 113 urne rientrate dopo essere state cremate fuori dalla Lombardia. "Quando il malato viene portato via in ambulanza - spiega il vescovo - i familiari non lo vedono più, il dolore è immenso. Ora che viviamo l'isolamento imposto ci rendiamo conto di quanto sia necessaria la condivisione e la vicinanza".

A Bergamo e soprattutto in provincia si contano i contagi anche tra i sacerdoti. "E' un triste dato - sottolinea il vescovo - che però racconta lo stare accanto alle persone. Una ventina sono ricoverati, alcuni gravi".

Coronavirus, a Bergamo l'aereo con i primi medici volontari della 'task force'

E' atterrato giovedì sera a Bergamo l'aereo con i primi medici volontari della 'task force' permanente voluta dal Governo e che garantirà attraverso la protezione civile un intervento immediato negli ospedali in condizioni critiche. A Bergamo con i medici e il personale della Protezione Civile sono arrivati il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri.

I primi medici arrivati in Lombardia provengono da Roma, Latina, Bari, Firenze, Cosenza, Potenza, Napoli, Vasto, Messina, Udine, Caserta e Perugia

Coronavirus, i numeri sui morti a Bergamo non tornano secondo il sindaco Gori

Il numero di decessi per Covid-19 a Bergamo città potrebbe essere più alto rispetto a quello che raccontano i numeri ufficiali. 

Sul proprio profilo Twitter il sindaco Gori riporta dati molto chiari: "A Bergamo, dall’1 al 24 marzo, i decessi dei residenti a Bergamo sono stati 446,  348 più della media degli ultimi anni (98). I decessi ufficialmente dovuti a Covid19 nel periodo sono 136. Ce ne sono 212 in più". 

Poi aggiunge: "Con una mortalità all’1,5-2%, i contagiati in città sarebbero tra 17 e 23mila”. Bergamo ha 120mila abitanti. In base a tali stime, un bergamasco su sei potrebbe aver contratto il virus. Ma Gori specifica che secondo alcuni infettivologi "il tasso di mortalità potrebbe essere anche più basso, intorno all’1%. Se così fosse avremmo 35mila contagiati in città, quasi 1/3 della popolazione. Fortunatamente la maggior parte dei positivi è asintomatica o ha solo sintomi leggeri".

Bergamo, ancora mezzi militari per trasportare le salme: "Non si vede la luce in fondo al tunnel"

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus, feretri dentro le chiese: "Gesto di tenerezza verso chi muore da solo"

Today è in caricamento