A Bergamo situazione drammatica, i medici: "Qui sembra di essere in guerra"

Scarseggiano i posti in terapia intensiva. Il presidente dell'Ordine dei medici Marinoni: "All'obitorio non ci sono più posti per le salme"

Ambulanza arriva al Pronto Soccorso dell'Ospedale papa Giovanni XXIII, 15 marzo 2020. ANSA/Tiziano Manzoni

Preoccupa sempre di più la situazione nella Bergamasca, la provincia più colpita dall'epidemia di Covid-19. Secondo fonti ospedaliere, i posti in terapia intensiva all'ospedale Papa Giovanni XXII sarebbero ormai tutti occupati. Solo nella giornata di ieri, scrive l'Eco di Bergamo, il pronto soccorso "ha registrato 39 ricoveri e 6 trasferimenti all’Istituto Palazzolo e martedì ha visto altrettanti pazienti trasferiti e almeno 40 nuovi ricoverati".

Il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus Angelo Borrelli ha fatto sapere che per far fronte all'emergenza l'ospedale da campo degli alpini sarà installato presso l'Ente Fiera di Bergamo. Ma intanto i contagi aumentano: oggi sono stati 233 i tamponi positivi, quasi 4mila il numero complessivo delle persone contagiate. 

I medici di Bergamo: "Qui scenari da Apocalisse"

A Bergamo "sembra di essere in guerra" dice all'AdnKronos Guido Marinoni, presidente dell'Ordine dei medici di Bergamo, commentando i dati (drammatici) dei contagi tra i camici bianchi. "La situazione dei medici di famiglia nell'area di Bergamo, alle 12 di oggi, è di 118 ammalati o in quarantena su un totale di circa 600. Abbiamo avuto anche un morto, Mario Giovita, 65 anni. Senza contare diversi camici bianchi anziani e noti nel mondo medico bergamasco che sono morti in questi giorni. Tutti gli anziani se ne stanno andando qui. Non ci sono più posti all'obitorio dove mettere le salme. Uno scenario da apocalisse".

"Posso solo immaginare cosa vivono negli ospedali in questi giorni" prosegue Marinoni. "Alla gente voglio dire: state in casa, non uscite. È l'unica cosa ragionevole. Ci vorrà un po' di tempo, ma passerà e all'economia ci penseremo dopo".

"C'è una sottostima dei casi positivi, ma la letalità è più bassa"

Tutti guardano ai dati giornalieri dei contagi, spiega, ma "onestamente - spiega il presidente dell''Ordine dei medici -, se fanno il tampone solo ai ricoverati, c'è una sovrastima della mortalità e una sottostima dei casi positivi. Sfugge anche qualche morto, perché i tamponi a chi muore in casa non è scontato che li abbiano fatti. A Bergamo comunque è l'ultimo dei problemi. Il primo è gestire i pazienti con la polmonite che si trovano fuori dagli ospedali. E' importante fare i tamponi agli operatori sanitari, questo sì, ma lo era di più 15 giorni fa. Ormai la frittata è fatta".

L'andamento dei contagi nelle province della Lombardia | Fonte YouTrend

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