Martedì, 22 Giugno 2021
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La bufala dell'oleandro che cura il coronavirus

Da agosto circola la notizia secondo cui l'oleandrina, sostanza che si ricava dalla pianta, avrebbe effetti miracolosi sui pazienti affetti da Covid 19: nulla di più falso, tra l'altro l'oleandro è anche velenoso

Foto di repertorio

Negli ultimi mesi ne abbiamo sentite di tutti i colori, dalle cure miracolose ai metodi 'alternativi' per curare il nuovo coronavirus. L'ultima presunta 'terapia miracolosa' arriva dagli Stati Uniti dove, dalla fine di agosto, ha iniziato a circolare una notizia secondo cui dall'oleandro potesse essere estratta una cura per il Covid. Nulla di più falso, come confermato dalla Federazione degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo) sulla sua pagina anti bufale 'Dottoremaeveroche.it': non ci sono prove scientifiche che l'oleandrina, sostanza che si ricava dalla pianta, sia efficace contro il Covid-19. 

L'oleandro cura il coronavirus è una bufala

Un'informazione infondata ma particolarmente pericolosa, perché l'oleandro è notoriamente velenoso, e tentativi di 'automedicazione', legati ai suoi presunti effetti anti-Covid, potrebbe avere gravi conseguenze.

Tutto nasce da un articolo pubblicato in pre-print – ovvero non ancora validato scientificamente – che riportava come l’oleandrina, una sostanza chimica contenuta nella pianta dell’oleandro, attraverso un esperimento effettuato in provetta avesse "inibito significativamente la replicazione del virus Sars-Cov-2".

Coronavirus, da dove arriva la bufala sull'oleandro

In realtà nessuno studio validato ha dimostrato che l’oleandrina sia sicura o efficace come trattamento per il coronavirus, Inoltre, lo studio solleva anche domande sulla sicurezza del farmaco, vista la tossicità dell'oleandrina. L'oleandro è responsabile di molti casi di avvelenamento, poiché è tossica in ogni sua parte. Se ingerito, i glicosidi cardioattivi presenti nella pianta (ovvero i composti organici responsabili della tossicità) sono in grado di alterare il ritmo cardiaco provocando aritmie di varia natura, portando a esiti fatali sia negli animali sia nell’uomo.

Alcuni esperti negli Usa si sono detti preoccupati sia per eventuali casi di 'automedicazione' sia per il possibile sviluppo di integratori contenenti oleandrina. Gli integratori non sono infatti regolamentati dalla Food and Drug Administration (Fda), l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, come accade invece per i farmaci.

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