Giovedì, 25 Febbraio 2021

Picco di positivi e "ospedali quasi pieni": così la Campania è entrata nell'incubo dell'emergenza

La crescita inarrestabile dei contagi. L'aumento dei pazienti nelle terapie intensive e sub-intensive. Una Commissione d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza. E il sindaco di Napoli De Magistris che scrive a De Luca: "Voglio i dati sull'andamento del virus". Cosa sta succedendo nella Regione italiana dove nelle ultime settimane si registrano più contagi da coronavirus

Luigi De Magistris e Vincenzo De Luca

"Il momento difficile non è alle nostre spalle ma davanti a noi. Prepariamoci anzi ad avere mesi, se le tendenze che sono in corso si confermeranno, ancora più pesanti rispetto a quelli che abbiamo conosciuto da gennaio a maggio". Vincenzo De Luca, intervenuto stamattina all'assemblea di Anita (associazione nazionale imprese trasporti automobilistici) a Napoli, non nasconde le preoccupazioni per la situazione coronavirus in Campania.

Nella regione in cui da pochi giorni è stato riconfermato governatore c'è una crescita inarrestabile dei contagi. Anche ieri la Campania è stata la regione italiana con l'incremento maggiore di nuovi casi di coronavirus: sono 757 quelli emersi nelle ultime 24 ore dall'analisi di 9.925 tamponi. È il dato più alto registrato in Italia e quello più elevato di sempre per la Campania, dove i positivi aumentano più che altrove. Numeri mai visti, neppure durante il lockdown. 

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"In questo momento la Campania è la regione che soffre di più perché quando abbiamo aperto l'Italia, quando abbiamo aperto le frontiere e abbiamo rimescolato il Paese, era inevitabile che la regione a maggiore densità abitativa avesse maggiori problemi", ha aggiunto De Luca, dicendosi "pronto ad affrontare i problemi con coraggio, per quel che è umanamente possibile".

La situazione nelle terapie intensive e sub-intensive in Campania

I problemi e le difficoltà non mancano, a giudicare dai numeri. Nelle terapie intensive degli ospedali campani sono al momento ricoverati 55 pazienti, su un totale di 108 posti attualmente disponibili. Sono invece 550 i posti letto di degenza occupati a fronte di 665 posti disponibili. "Come programmato - si legge in una nota dell'Unità di crisi della Campania - a questi posti letto disponibili si aggiungono, in caso di necessità, quelli della 'Fase C' che prevede l'attivazione di 600 posti letto di degenza, 200 di sub-intensiva e 200 di terapia intensiva".

Oggi Walter Ricciardi, membro del comitato esecutivo dell’Oms e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, ha detto a Sky TG24 che "gli ospedali Covid in Campania e Lazio sono quasi pieni e mi preoccupano molto non tanto le terapie intensive, di cui si parla, ma le terapie sub-intensive perché ci sono i pazienti infettivi che devono essere curati in un certo modo e i posti si stanno saturando già adesso. Figuriamoci quando arriverà l'influenza cosa succederà". "Non siamo al collasso, no, ma siamo in una situazione di grandissima pressione", ha precisato l'esperto.

De Magistris scrive a De Luca: "Ci fornisca i dati"

Nel dettaglio, l'aumento dei contagi di ieri è concentrato in gran parte nella provincia di Napoli (+448 nuovi casi di coronavirus, secondo l'ultimo aggiornamento del ministero della Salute). E proprio per avere chiarimenti sulla situazione Covid in città, oggi il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha inviato una lettera a De Luca. Dopo aver ricordato in premessa che "nel mio ruolo di sindaco di Napoli rappresento la massima autorità sanitaria della nostra città", de Magistris spiega di ritenere "necessario, urgente ed indispensabile che tutti i dati sull'andamento del virus mi siano comunicati costantemente ed in modo dettagliato, perché rappresentano lo strumento principale che consente di poter analizzare il contagio sul territorio e in particolare la sua diffusione all'interno di ogni Municipalità. Non solo - aggiunge de Magistris - ma anche la relativa recrudescenza e penetrazione nel territorio e tra la comunità della Città metropolitana, parte molto rilevante della regione Campania, di cui, ricordo, sono il sindaco".

La lettera del sindaco di Napoli, inviata per conoscenza anche al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro della Salute Roberto Speranza e al prefetto di Napoli Marco Valentini, continua: "Il corretto flusso delle informazioni rappresenta non solo un punto cruciale della lotta e del controllo delle malattie infettive, ma costituisce anche un aspetto molto delicato della rete dei rapporti tra istituzioni che ne deve connotare la collaborazione, con l'unico obiettivo della salvaguardia e della difesa della salute dei cittadini. I dati, completi, certi e forniti nei tempi giusti consentono l'attuazione della strategia e delle politiche che impegnano sia l'organizzazione comunale della nostra Città, sia quella metropolitana. Oltre alla analitica e dettagliata conoscenza dei dati - prosegue de Magistris - mi sembra opportuno e necessario che il sindaco di Napoli e della Città metropolitana non possa essere escluso dall'Unità di crisi costituita per fronteggiare la pandemia. Quindi, reitero la richiesta, formalmente, a pieno titolo, di farne parte". De Magistris conclude auspicando "la massima collaborazione tra le istituzioni, nel reciproco rispetto dei compiti e dei ruoli assegnati dalle norme vigenti, per fronteggiare al meglio la difficile, attuale e preoccupante situazione di emergenza sanitaria".

I dati dei contagi non arrivano al Comune di Napoli

Come spiega il collega Nicola Clemente su NapoliToday, i dati quartiere per quartiere latitano ad arrivare al Comune di Napoli. Gli ultimi utili risalgono al 30 settembre scorso, quando i contagi erano ancora contenuti. Nei quartieri del distretto sanitario 24 (Posillipo, Chiaia, San Ferdinando, Capri), dal primo agosto al 30 settembre si registravano 450 casi, mentre dall'inizio dell'epidemia ad agosto erano stati appena 145. Colpiti anche Vicaria, San Lorenzo e Poggioreale con 284 casi registrati nel medesimo lasso di tempo. 295 positivi invece nei quartieri Avvocata, Montecalvario, Pendino e Porto.

La Commissione d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria in Campania

Come se non bastasse, c'è chi ha chiesto l'istituzione di una Commissione d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza. "La Campania è tra le Regioni che hanno speso di più per l'emergenza sanitaria Covid - 204 milioni di euro soltanto tra gennaio e aprile -, eppure, come dimostrano anche i dati di queste settimane, la situazione organizzativa si sta rivelando ogni giorno di più caotica e pressappochista. Per questo, già al primo Consiglio, è necessario istituire una Commissione d'inchiesta speciale che verifichi le modalità con le quali si sta gestendo l'emergenza sanitaria e accerti le eventuali responsabilità", ha annunciato Severino Nappi, consigliere della Lega in Regione Campania.

"Riteniamo necessario fare subito chiarezza, anche alla luce dell'aumento record dei contagi, sui provvedimenti, sulle procedure e le scelte adottate, sui ritardi nei tamponi e sugli ospedali Covid, costati 18 milioni di euro di risorse pubbliche e ancora inutilizzati - ha aggiunto Nappi - . Invitiamo le altre forze politiche ad unirsi a questa operazione di verità e trasparenza perché è interesse di tutti verificare come si sta affrontando una situazione di emergenza così significativa e pericolosa per la salute della nostra comunità. Sicuramente lo è dei cittadini che, ogni giorno, ci chiedono con sempre maggiore preoccupazione di conoscere come stanno le cose in Campania e che cosa sta facendo davvero la Regione".

De Luca chiede medici e infermieri volontari in Campania

Nei giorni scorsi il governatore Vincenzo De Luca ha lanciato una sorta di ultimatum sulle norme anti Covid-19. In Campania, ha detto, c'è il rischio concreto di un nuovo lockdown se la situazione non dovesse migliorare. E poi ha firmato una nuova ordinanza, la numero 77, con misure restrittive e limitazioni per bar e ristoranti valide fino al 20 ottobre. Ieri ha deciso di chiedere alla Protezione civile "la messa a disposizione nei tempi più rapidi possibili di personale medico e infermieristico volontario, già utilizzato da Governo e Commissario nell'emergenza dei mesi scorsi, per porre in essere il controllo sui territori".

Nel corso dell'incontro avuto ieri a Roma da De Luca con il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario Domenico Arcuri, spiega una nota dell'Unità di crisi regionale, "si è rilevato un elemento di criticità rappresentato dalla carenza di personale: bandi pubblici già esperiti non hanno prodotto la sufficiente copertura. Il numero elevato di  contagi registrati vede una grande prevalenza di asintomatici destinati quindi all'isolamento domiciliare. Ma questo richiede l'impegno straordinario di personale medico infermieristico indispensabile per seguire i pazienti nel periodo di isolamento". Da qui la richiesta che De Luca presenterà per avere più personale medico e infermieristico volontario.

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