Domenica, 11 Aprile 2021

A scuola non si canta: "Un positivo ne infetta cinquanta"

"Meglio evitarlo in classe", spiega il virologo Crisanti. Una ricerca ha stabilito che "se c'è una persona contagiata in un coro ne infetta 50. Le goccioline hanno un raggio di caduta di due metri

Ci sono solo poche situazioni davvero a rischio contagio a scuola, secondo gli esperti. Una di queste è il canto. Non sembra un problema insormontabile: "Meglio evitare il canto in classe", rimarca il virologo Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia all'università di Padova, ospite di 'Agorà Estate' su RaiTre. Una recente ricerca ha stabilito che "se c'è un positivo in un coro ne infetta 50. Le goccioline hanno un raggio di caduta di due metri e con il canto può aumentare. Le mascherine possono aiutale ma non so quanto".

Il piano per la riapertura della scuole adesso c'è: ora è da vedere e valutare la sua applicabilità. "Se le misure sono seguite correttamente - continua  - mi preoccupa meno la riapertura delle scuole rispetto alle aziende. La spinta al profitto può far prendere le scorciatoie ed è difficile controllare capillarmente ogni azienda. Mentre nelle scuole c'è una catena di responsabilità più lineare".

Altro tema caldo è quello del vaccino. Non quello per la Covid-19 (sui cui tempi è al momento impossibile pronunciarsi), bensì quello anti-influenzale. "Ogni anno abbiamo circa 8 milioni di malati di influenza, la maggior parte tra i 4 e i 15 anni. Sicuramente oggi un ragazzo malato di influenza fa scattare tutto un meccanismo di protezione anti-Covid che distoglie le risorse preziose. Numerosi colleghi, e ci sono anch'io, hanno sottolineato la necessità di rendere obbligatoria o di incoraggiare la vaccinazione" continua  Crisanti. "Non è pero così facile, i servizi di vaccinazione sono ingolfati da quelle inevase nei mesi passati. Sembra facile dire facciamo il vaccino a tutti, ma non è semplice realizzarlo".

Ieri Crisanti ha ribadito che a suo modo di vedere a scuola le mascherine andrebbero portate dai ragazzi anche quando sono seduti al banco. Se gli studenti "li teniamo tutti zitti per ore va pure bene permettere che se le tolgano da seduti - osserva - però io non ce la vedo una classe che sta in silenzio per ore e ore. E se uno deve parlare per dire 'prestami la penna', 'passami questo'? Aboliamo l'interazione sociale in una classe? Perché nel momento in cui parlo - avverte Crisanti - di fatto emetto droplet, quindi se non altro bisognerebbe che i ragazzi abbiano a disposizione la mascherina e, se parlano, se la mettano".

Il "piano tamponi" di Crisanti: 300mila test al giorno (per 40 milioni di spesa) 

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