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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Coronavirus e bambini, ci saranno i centri estivi? Missione difficile ma non impossibile

Locatelli (Consiglio Superiore di Sanità) si è detto contrario, ma il governo sta pensando di riaprire i centri estivi per dare un sostegno alle famiglie: come stanno le cose

Il governo sta pensando di riaprire i centri estivi e i centri della cura dei bambini per dare un sostegno alle famiglie alle prese con i figli in un momento in cui le scuole sono chiuse a causa dell'emergenza Coronavirus. Lo ha detto la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, a SkyTg24. "Stiamo predisponendo perché questo accada - ha detto -. Io credo che la politica debba dare concretezza: c'è bisogno di un luogo per i bambini anche a sostegno delle famiglie. Lo dobbiamo organizzare in modo che tale che ciò avvenga nella maniera più sicura possibile per vitare che riparta il contagio. Questa organizzazione la stiamo costruendo, ma ci sarà un modo. Sarà un modello che contemplerà piccoli gruppi, per poter mantenere il distanziamento tra i bambini". "Il Terzo settore - ha concluso Bonetti - può rappresentare quella rete da consolidare per aiutare le famiglie".

Assodato che le scuole riapriranno soltanto tra 4 mesi, le domande sui centri estivi - che per molte famiglie sono un sostegno vero - sono legittime. E il dibattito sul tema è vivace. Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli era stato molto chiaro su questo punto: nien te centri estivi, troppo alto il rischio di contagio: "L'estate la pensiamo come un momento di recupero delle attività ludico-sportive dei bambini, e va benissimo, pero' scordiamoci i campi estivi e gli oratori. Questo deve essere chiarissimo. Come si fa a garantire il distanziamento dei bambini nel campo estivo? L'accesso ai parchi e' una cosa piu' che considerabile beninteso che deve essere un accesso contingentato per evitare che si creino le aggregazioni". 

"C'è attenzione e ci sarà una parte del prossimo decreto espressamente dedicata ai bambini: l'orientamento, posso anticiparlo, è di un ritorno a una forma di normalita'", aveva anche detto in un'intervista ad Avvenire Locatelli: "Un conto sarà consentire loro di uscire, un conto è progettare centri estivi o un ritorno negli oratori nei mesi caldi. Non bisogna fare confusione: assembramento e aggregazione non potranno essere in nessun caso consentiti".

Se si vuole dare credito alle parole di Bonetti però, "è responsabilità della politica" organizzare campi estivi "in modo sicuro per la salute di tutti". Si riuscirà a trovare la quadra? I campi estivi sono da riprogettare. Sono sempre più numerosi gli amministratori che la pensano come Brenda Barnini, sindaca di Empoli, che ritiene di debba trovare un modo per ripensare le attività didattiche e ricreative dei piccoli:  "Bisognerà pensare a sperimentazioni sul territorio con parziali riaperture di scuole, soluzioni con piccoli gruppi utilizzando altri spazi pubblici, palestre, strutture dell’associazionismo, spazi all’aperto, campi estivi, micronidi, nidi condominiali e di famiglia. Il governo deve porsi il problema e elaborare linee guida e mettere cospicui finanziamenti. Una cosa è certa: non si può riapre senza avere affrontato anche il problema di cosa faranno i bambini e i ragazzi".

A Forlì sono già al lavoro sulle proposte: bimbi in gruppi da 7 e apertura anticipata; è un servizio importante, non solo per supportare le famiglie ma anche per i bambini che hanno finora vissuto in isolamento. L'assessore Paola Casara dice: "Vorremmo augurarci una domanda più alta del normale, anche per il bene dei bambini che hanno bisogno di socializzare e svagarsi; ma capiamo anche che la preoccupazione delle famiglie può essere tanta, e che preferiscano non sottoporre i figli a un rischio, nonostante senza dubbio utilizzeremo tutte le misure di sicurezza che si rendono necessarie". Come saranno, se ci saranno, i centri estivi 2020?: "Si sta ipotizzando di procedere alla formazione di più piccoli gruppi, di 6 o 7 bambini seguiti da un educatore". Proprio per diminuire ancora di più qualsiasi pericolo di contagio, il singolo educatore dovrebbe seguire sempre lo stesso gruppetto, senza che ci siano rimescolamenti o assegnazioni a un gruppo diverso". Le ipotesi che vengono prese in considerazione sono le stesse in tutti i comuni: gruppi ridotti, distanziamento sociale, attività all'aperto. Alle associazioni potrebbe essere data l’opportunità di usare i cortili delle scuole, gli stabilimenti balneari e gli impianti di montagna. Sarà complicato, ma forse non impossibile.

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