Lunedì, 25 Ottobre 2021
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Coronavirus, già 100mila controlli in Italia ma l'unica vera arma è la consapevolezza

Lamorgese: "Non solo imporre un divieto ai cittadini, ma informare e convincere che i comportamenti superficiali fanno danni gravissimi". Il capo della polizia: "Controlli con rigore e profonda umanità". Se sarà necessario, aumenterà il numero dei soldati sul territorio

Per arginare la diffusione del coronavirus le Regioni chiedono più chiarezza al governo e misure ancora più restrittive. La ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, non esclude oggi come oggi una ulteriore stretta se l'Italia non otterrà i risultati sperati con le misure adottate finora. Il governo è pronto a nuove scelte coraggiose, dice Lamorgese in una intervista al Corriere della Sera, ricordando come siano già stati effettuati 100mila controlli. 

Per la ministra quello che occorre fare è "non solo imporre un divieto ai cittadini ma informare e convincere gli italiani che i comportamenti superficiali possono, soprattutto in questa fase difficile di contenimento del coronavirus, provocare danni gravissimi per la salute". Sul fatto che in alcune zone ci sono persone che continuano a uscire e al tema se sia possibile o meno fare passeggiate, il ministro si appella al buon senso: "Non possiamo comportarci come se nulla fosse accaduto, ignorando le minime precauzioni e raccomandazioni. Le uscite in compagnia e la permanenza prolungata all'aperto costituiscono situazioni di rischio che devono essere evitate".

"Se dovesse essere necessario - aggiunge la ministra sul tema dei controlli - interverremo per ampliare le attività di verifica e eventualmente per aumentare anche il numero dei soldati impiegati". 

Militarizzare e controllare ogni angolo del territorio è impensabile: sono i cittadini a dover comprendere l'eccezionalità del momento: restare a casa, punto,

Coronavirus, Brusaferro (Iss): "Gli appelli e i richiami non bastano, serve consapevolezza"

Troppi cittadini hanno acquisito troppo tardi la consapevolezza di ciò che sta succedendo secondo Silvio Brusaferro, presidente dell'ISS: "E in certi casi, purtroppo, non l'abbiamo ancora acquisita - ha detto in un'intervista ad Avvenire - . Gli appelli, le circolari, tutti i richiami non bastano. Solo ora sembra che gli italiani stiano davvero cominciando a capire la battaglia che siamo chiamati a combattere. Il problema è che questo è anche l’elemento decisivo, per vincerla: soltanto se accettiamo di cambiare le nostre abitudini, anche al caro prezzo che in questo momento ci viene richiesto – e tutti, senza distinzione di età o di residenza – possiamo fermare l’epidemia. Questo virus, così altamente contagioso, si nutre di contatti, di vicinanza: se si terranno comportamenti non coerenti con le indicazioni di distanziamento, sarà molto difficile riuscire a modificare le curve."

Coronavirus, Gabrielli (capo della polizia): "Controlli con rigore ma anche profonda umanità"

Attraverso un video, da lontano quindi per "dare l'esempio", perché le prescrizioni che impongono la distanza in tempo di emergenza coronavirus le "dobbiamo attuare tutti", il capo della polizia Franco Gabrielli ringrazia "gli uomini e le donne della polizia di Stato". E sui controlli, che le forze dell'ordine devono fare per il rispetto dei provvedimenti per impedire la diffusione del nuovo coronavirus, ha ricordato agli agenti: "Lo dobbiamo fare sì con rigore ma anche con profonda umanità, più che colpire dobbiamo far comprendere".

"In questi anni - premette Gabrielli - ho passato gran parte del mio tempo a girare il paese, a incontrarvi in tutti gli uffici sul territorio, e ho sempre premesso in ogni incontro il ringraziamento che vi dovevo. Non era semplice retorica, non era una modalità cortese o per captare la vostra benevolenza ma perché profondamente sentivo l'esigenza di ringraziarvi per tutto quello che fate, per come lo fate, per lo sforzo che molto spesso è superiore alle stesse risorse a disposizione, alle condizioni date". Ma "oggi purtroppo non posso più girare, perché è giusto che in questa condizione lo dobbiamo attuare tutti, non perché - per fortuna - sono stato colpito dal virus ma perché bisogna rarefare i contatti, bisogna dare l'esempio".

Coronavirus, De Luca: "Anche l'Esercito per i controlli sul territorio"

Il presidente della Regione Campamia, Vincenzo De Luca, ieri ha chiesto che i controlli per il rispetto delle norme anticontagio del coronavirus siano espletati anche dall'Esercito. Il governatore ha, infatti, scritto al presidente del Consiglio dei ministri, ai ministri dell'Interno e della Difesa e al capo della Protezione civile nazionale chiedendo che si adotti questo provvedimento.

"Nonostante i numerosi provvedimenti adottati per finalità di prevenzione e contenimento del rischio di contagio da Covid-19, in diverse parti del territorio regionale continuano a registrarsi ancora assembramenti dei cittadini e trasgressioni alle prescrizioni che sono state imposte in sede nazionale e regionale. Le misure adottate, a tutta evidenza, non possono rivelarsi efficaci se - si legge nella missiva - non vengono garantiti capillari controlli e se non si irrogano le necessarie sanzioni nei confronti di comportamenti gravemente irresponsabili".

Per tali ragioni, si chiede "un impegno straordinario delle forze dell'ordine e la presenza dell'Esercito, quali misure ormai indispensabili in funzione della dissuasione degli assembramenti, della mobilità ingiustificata, di forme illegittime di ambulantato sul territorio. Per ragioni di coordinamento organizzativo, si ritiene altresì utile - ha concluso De Luca - essere informati sul numero delle pattuglie messe a disposizione in funzione delle necessarie attività di controllo rispetto ai fenomeni sopra descritti".

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