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Martedì, 27 Settembre 2022
L'analisi

Coronavirus: il record dei morti nei giorni della discesa dell'epidemia

Mai così tante vittime. Per la prima volta viene indicato anche il dato degli ingressi giornalieri in terapia intensiva

Sono 23.225 i contagi registrati oggi su 226.729 tamponi analizzati (qui il bollettino). Ieri i nuovi casi erano stati 20.709 su oltre 207mila test. Le regioni con più contagi sono Lombardia (+3.751), Veneto (+3.581) e Campania (+2.295). Nelle ore in cui il governo è al lavoro sul nuovo Dpcm e ha approvato il decreto legge 2 dicembre n.158 che disegna la cornice delle misure sul Natale e in particolare delle limitazioni agli spostamenti, si assiste da qualche giorno a una discesa dei nuovi casi di infezione. Oggi la quota dei positivi in rapporto ai tamponi è del 10,2% (ieri era al 9,9%).

L'analisi sui dati del bollettino coronavirus di oggi

Si tratta di un indicatore importante perché ci dice se stiamo facendo abbastanza test e quanto è efficace la nostra capacità di tracciamento (più il rapporto scende, meno casi sfuggono al centro di sorveglianza). A fine settembre il rapporto positivi-tamponi era al 2% circa, per poi schizzare sopra il 17% a inizio novembre.

  • 3 dicembre 10,2%
  • 2 dicembre 9.99%
  • 1 dicembre 10,6%
  • 30 novembre 12,5%
  • 29 novembre 11,7%
  • 28 novembre 11,7%
  • 27 novembre 12,7%
  • 26 novembre 12,5%
  • 25 novembre 11,2%
  • 24 novembre 12,3%
  • 23 novembre 15,3%
  • 22 novembre 15%
  • 21 novembre 14,6%
  • 20 novembre 15.6%
  • 19 novembre 14.4%
  • 18 novembre 14,8%
  • 17 novembre 15.4%
  • 16 novembre 17,9%
  • 15 novembre 17.4%
  • 14 novembre 16.3%
  • 13 novembre 16%
  • 12 novembre 16.2 %
  • 11 novembre 14.6%
  • 10 novembre 16.1%
  • 9 novembre 17.1%

I dati sui decessi e sui ricoveri in ospedale

Il dato delle vittime purtroppo è molto elevato, spaventoso: oggi 993 - mai così tante dall'inizio dell’epidemia - contro i +684 morti di ieri per un totale di 58.038 vittime dai primi mesi del 2020. Ben 347 delle vittime di oggi sono state registrate in Lombardia.

Decessi tra lunedì e giovedì:

  • questa settimana: 3.134
  • scorsa settimana: 3.027
  • due settimane fa: 2.641
  • tre settimane fa: 2.195
  • quattro settimane fa: 1.366

Variazione rispetto alla media delle ultime quattro settimane

  • decessi: +36 %

Quando inizierà a scendere il numero dei morti in Italia

"I numeri dei decessi" per Covid-19, che ancora restano alti nonostante il miglioramento degli altri dati sull'andamento dell'epidemia, "sono drammatici" e sono quelli "che più feriscono, che artigliano le nostre coscienze e le nostre sensibilità. Il parametro del numero dei decessi è l'ultimo a flettere", ma "credo che potremo vedere una consistente riduzione a partire dai prossimi 10 giorni". La previsione è di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), intervenuto ad 'gorà su Rai3.

I dati sui decessi in Italia non sono stati sovrastimati, più volte l'Iss lo ha spiegato chiaramente; è probabile anzi che siano stati sottostimati nei mesi di marzo e aprile. In quel periodo molti pazienti sono deceduti senza essere testati e perciò le loro informazioni non sono state inserite nel Sistema di Sorveglianza. La stima fatta nel rapporto congiunto ISS-Istat sull’eccesso di mortalità è che nei mesi di marzo e aprile i decessi legati in maniera diretta o indiretta al COVID-19 siano circa il doppio rispetto a quelli misurati nel Sistema di Sorveglianza. Questa sottostima dei decessi si era comunque molta ridotta e quasi azzerata da maggio fino a fine estate.

Finalmente, a partire dal bollettino di oggi, vengono forniti i dati sugli ingressi in terapia intensiva. Una richiesta che da tempo avanzavano analisti ed esperti. In terapia intensiva si trovano 3.597 pazienti (-19, ieri erano 3.616): gli ingressi giornalieri nelle ultime 24 ore sono 217. I ricoverati con sintomi, invece, sono 31.772 (-682, ieri 32.454). I guariti e i dimessi sono in tutto 846.809 (+23.474, ieri erano 823.335). In isolamento ci sono ancora 724.613 pazienti mentre gli attualmente positivi hanno raggiunto quota 759.982.

I numeri in discesa e il pericolo di una terza ondata

I numeri restano alti e, anche se da alcuni giorni si assiste a una discesa dei nuovi casi di infezione e migliorano alcuni indicatori fondamentali nel monitoraggio dell'epidemia (come quello sulle terapie intensive), il peggio non è alle spalle e un effetto "rilassatezza" nelle prossime feste natalizie potrebbe farci ripiombare nell'incubo nei primi mesi del 2021. L'obiettivo del governo è piegare la curva dei contagi senza arrivare ad un lockdown generalizzato. Ecco perché le restrizioni a Natale e Capodanno saranno più severe.

Casi tra lunedì e giovedì

  • questa settimana: 79.661
  • scorsa settimana: 101.018
  • due settimane fa: 130.003
  • tre settimane fa: 131.308
  • quattro settimane fa: 115.552

Variazione rispetto alla media delle ultime quattro settimane:

  • casi: -33%
  • tamponi: -7%

Tasso di positività (tamponi effettuati) tra lunedì e giovedì

  • questa settimana: 10.7%
  • scorsa settimana: 12.6%
  • due settimane fa: 15.4%
  • tre settimane fa: 15.9%
  • quattro settimane fa: 15.4%

Cosa ci dicono i dati sull'epidemia? Come sta andando in Italia? Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe conferma nella settimana 25 novembre-1 dicembre, rispetto alla precedente, una diminuzione dei nuovi casi (165.879 vs 216.950), a fronte di un calo dei casi testati (672.794 vs 778.765) e di una riduzione del rapporto positivi/casi testati (24,7% vs 27,9%). Calano del 2,3% i casi attualmente positivi (779.945 vs 798.386) e, sul fronte degli ospedali, diminuiscono sia i ricoveri con sintomi (32.811 vs 34.577) che le terapie intensive (3.663 vs 3.816); ancora in aumento i decessi (5.055 vs 4.842). In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 5.055 (+9,9%)
  • Terapia intensiva: -153 (-4%)
  • Ricoverati con sintomi: -1.766 (-5,1%)
  • Nuovi casi: 165.879 (+11,4%)
  • Casi attualmente positivi: -18.441 (-2,3%)
  • Casi testati -105.971 (-13,6%)
  • Tamponi totali: -85.654 (-5,8%)

«Si conferma – dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – la riduzione dell’incremento percentuale dei casi totali (11,4% vs 17,5%), del numero di nuovi casi settimanali (165.879 vs 216.950) e, in misura minore, del rapporto positivi/casi testati (24,7% vs 27,9%) a fronte di una sensibile riduzione dei casi testati (-13,6%)».

gimbe figura1-7

Se il calo dei nuovi casi da un lato è dunque attribuibile all’effetto delle misure introdotte, dall’altro risente dell’inspiegabile riduzione di quasi 106mila casi testati. «Le misure di contenimento – continua Cartabellotta – si riflettono anche sulle curve degli attualmente positivi, di ricoveri e terapie intensive, che sembrano avere superato il picco e iniziato la fase discendente, mentre la curva dei decessi continua a salire».

gimbe figura4-5

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