Domenica, 28 Febbraio 2021

Coronavirus e Covid-19: cosa bisogna fare per ridurre il rischio di ammalarsi o di contagio

Come è possibile ridurre il rischio di contrarre la malattia durante il lavoro, la scuola, gli spostamenti sui mezzi e le attività normali come fare la spesa? Ecco alcuni consigli e i fattori di rischio da considerare nella vita di tutti i giorni

Eliminare il rischio di contrarre il coronavirus Sars-CoV-2 e di ammalarsi di Covid-19 è impossibile, ma è possibile limitarlo al minimo. Come è possibile ridurre il rischio di contrarre il coronavirus durante il lavoro, la scuola, gli spostamenti sui mezzi e le attività normali come fare la spesa? Finora sappiamo che i luoghi dove si verifica il contagio sono, con diverse percentuali di possibilità, la casa, il lavoro, i trasporti pubblici, i locali e i pubblici esercizi. E che i posti chiusi e i luoghi affollati aumentano questa possibilità. 

Coronavirus e Covid-19: cosa bisogna fare per ridurre il rischio di ammalarsi 

Ma ci sono anche altri fattori da considerare: per esempio il tempo di permanenza nei luoghi a rischio. Oppure le stesse attività: alcune sono più a rischio di altre. Ecco allora che i primi tre fattori da considerare sono essenzialmente questi. Ovvero:

  • mantenere le distanze sociali; 
  • lavare o igienizzare le mani il più possibile;
  • indossare la mascherina.

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Qualche giorno fa abbiamo parlato di come il coronavirus si diffonde a casa, in un bar o a scuola e a cosa stare attenti per evitare il contagio. Il quotidiano spagnolo "El Pais" ha provato a calcolare il rischio di infezione in un ambiente chiuso utilizzando un modello di calcolo sviluppato dal professor José Luis Jiménez dell’Università del Colorado. Non si tratta di un metodo infallbiile, premette il quotidiano, ma probabilmente abbastanza accurato per capire come il virus "lavora" negli ambienti chiusi, anche laddove viene rispettata la distanza di sicurezza di due metri. 

Scenario 1: "El Pais" ipotizza che nel nostro soggiorno di casa (le dimensioni non sono note) ci siano 6 persone, di cui una infetta da SARS-COV-2. In un caso del genere, indipendentemente dalla distanza di sicurezza, senza mascherine e una ventilazione adeguata l'infetto potrebbe essere in grado di trasmettere il virus a tutti gli altri presenti nel giro di 4 ore. Se tutti indossassero le mascherine, le infezioni si ridurrebbero da 5 a 4 ma il contagio ci sarebbe comunque perché con una esposizione molto prolungata neppure i dispositivi di protezione sono in grado di fermare il virus. In casi del genere solo areare l'ambiente e dimezzare la durata dell'esposizione (da 4 ore a 2) permette di ridurre in maniera significativa il rischio a meno di una persona infetta. A patto però di indossare i dispositivi di protezione individuale. Secondo "El Pais" in Spagna il 31% dei casi di infezione è legato a questo tipo di situazioni. 

Scenario 2: in un bar ci 15 persone che consumano e tre dipendenti. Le porte sono chiuse e non c'è ventilazione meccanica. Ebbene, nel peggiore dei casi, senza prendere nessuna misura di sicurezza, dopo quattro ore tutti i 14 clienti sarebbero infettati dal virus. Se tutti indossassero i dispositivi di protezione i contagi si ridurrebbero ad 8. Con le mascherine, una ventilazione adeguata e un tempo di esposizione dimezzato (da 4 a 2 ore), le probabilità di contagio calano invece drasticamente: il virus sarebbe capace di infettare solo una persona.  

Scenario 3: un'aula scolastica con 24 alunni. La situazione più pericolosa si verifica in una classe non ventilata in cui la persona infetta è l'insegnante. In un caso del genere, senza misure di sicurezza al virus bastano 2 ore per contagiare 12 persone. Anche in questo caso l'uso delle mascherine riduce drasticamente il rischio di contagio (da 12 a 5 persone infettate) ma non lo elimina del tutto. Dimezzando il tempo di esposizione (da 2 ore ad 1 ora) e areando adeguatamente l'aula il virus sarebbe invece in grado di infettare solo una persona. "El Pais" specifica che a differenza di quanto si può pensare, nelle situazioni reali la distribuzione dei contagi è casuale, poiché senza ventilazione "gli aerosol si accumulano e si distribuiscono in tutta la stanza". 

La regola dei 15 minuti

Poi c'è la regola dei 15 minuti: il ministero della Salute ha stabilito due parametri molto rigidi che regolano il funzionamento dell’app Immuni: l’allerta scatta solo se ci si trova  a meno di due metri da un contagiato per almeno 15 minuti. Ma da dove arriva la "regola" dei 15 minuti? Il commissario all'emegenza Domenico Arcuri, nel presentare l'App aveva affermato che "gli scienziati ci dicono che il tempo minimo certo per essere a rischio contagio in caso di contatto con una persona positiva è di 15 minuti. La distanza considerata a rischio oscilla fra un metro e due metri. Ma è bene considerare il limite massimo". 

Erin Bromage, immunologo all'Università del Massachusetts Dartmouth, ha riassunto tutto con un’equazione: infezione = esposizione al virus x fattore tempo. "L’esposizione al virus, moltiplicata per il tempo, rappresenta la formula basilare che consente di rintracciare i contatti" spiegava  Bromage  in un articolo sul "Corriere della Sera". "Chiunque si intrattenga a parlare con voi per oltre 10 minuti, faccia a faccia, rischia il contagio. Chiunque condivida con voi un ambiente chiuso (l’ufficio, per esempio) per un periodo prolungato, rischia il contagio”.

Cosa fare per limitare i rischi di contrarre il coronavirus nella vita di tutti i giorni

Oggi invece il Corriere della Sera pubblica un vademecum che spiega cosa fare per limitare i rischi di contrarre il coronavirus nella vita di tutti i giorni. A cominciare dalla scuola, dove sarebbe buona abitudine indossare la mascherina anche in classe quando si è seduti al proprio posto, ricordandosi che parlare ad alta voce, urlare o cantare sono attività ritenute a forte rischio contagio.

Sotto la lente, più che la trasmissione in aula, c’è il tempo prima e dopo le lezioni. Che cosa si può permettere? I bambini possono giocare tra loro all’aria aperta in un contesto distanziato, senza accalcarsi e tenendo le mascherine.

Poi ci sono le raccomandazioni sui parenti fragili e gli anziani in generale: 

Possiamo vedere i parenti fragili e chiacchierare con loro, magari fare una passeggiata. Meglio evitare baci e abbracci e possiamo scegliere di andare a turno, uno alla volta, facendo salutare i nipotini solo in videochiamata.

Sui mezzi pubblici, il consiglio è di evitare quelli affollati. La distanza altri resta l’arma migliore: oltre a non salire su mezzi troppi pieni, possiamo evitare di parlare ad alta voce e non dobbiamo abbassare la mascherina se siamo al telefono. Infine, i negozi: un supermercato affollato dove si passano tanti minuti in coda rappresenta una situazione di pericolo, specie perché è un luogo chiuso e non per forza ampio. È sempre possibile fare la spesa online, farsela portare, oppure ridurre la permanenza nei negozi a una volta la settimana, fare scorta o non entrare negli orari di punta. 

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