Giovedì, 5 Agosto 2021
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Coronavirus, Conte: "La nostra ora più buia ma ce la faremo. Difficile fare previsioni"

"Voglio essere onesto e chiaro, come sempre - spiega il premier - adesso è assai difficile fare previsioni, perché siamo di fronte ad un virus nuovo e con un tasso di virulenza che ancora stiamo sperimentando". De Luca: "Al Sud ondata di arrivi imprevista e ingovernata"

Giuseppe Conte in una foto di pochi giorni fa a Palazzo Chigi. ANSA/PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI

"In questi giorni ho ripensato a vecchie letture su Churchill, è la nostra ora più buia, ma ce la faremo". È il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a parlare degli ultimi sviluppi dell'emergenza coronavirus in un'intervista a "Repubblica". Anche i presidenti di varie Regioni come Bonaccini, De Luca e Cirio prendono la parola a proposito della difficile situazione in cui è precipitata l'Italia da due settimane a questa parte.

"Voglio essere onesto e chiaro, come sempre - spiega il premier - adesso è assai difficile fare previsioni, perché siamo di fronte ad un virus nuovo e con un tasso di virulenza che ancora stiamo sperimentando. Il governo coordina con la massima intensità e concentrazione la macchina organizzativa. Due sono gli obiettivi da raggiungere: contenere la diffusione del virus e potenziare le strutture sanitarie perché possano reggere a questa sfida. Siamo un Paese forte".

Conte si è sottoposto al tampone per il coronavirus che è risultato negativo. Nessun rinvio in vista al momento per le elezioni regionali di primavera. "Al momento non sussiste uno scenario di questo tipo".

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Continua a far discutere quanto successo nella convulsa serata di sabato, quando la bozza del decreto è trapelata generando confusione e preoccupazione soprattutto in Lombardia. "Chi ha fatto circolare all'esterno la bozza del provvedimento ha compiuto un atto irresponsabile, perché l' indebita diffusione del testo non definitivo ha causato confusione e incertezza presso i cittadini" afferma Conte nell'intervista a "Repubblica".

Conte conferma che no, non è stato Palazzo Chigi a far trapelare quella bozza. "Assolutamente no. A tarda sera, quando la bozza è stata inviata - come prevede la legge - ai ministri e ai presidenti delle Regioni, ci siamo ritrovati con un paese che discuteva di misure provvisorie su cui io stesso mi ero riservato di effettuare definitive valutazioni. D' ora in poi adotteremo contromisure severe affinché situazioni del genere non si ripetano più. La riservatezza degli atti normativi in corso di formazione va tutelata al massimo grado".

"Continuiamo ad agire seguendo la linea della massima precauzione e della proporzionalità delle misure messe in campo rispetto all' evolversi della situazione. Ma la vera differenza ora la devono fare tutti i cittadini. Faccio un appello a tutti gli italiani: dobbiamo fidarci degli scienziati, manteniamo la distanza di un metro, evitiamo baci, abbracci, strette di mano, rispettiamo le altre regole. Per parte nostra, con il decreto-legge approvato venerdì sera abbiamo predisposto un piano straordinario per rinforzare il personale medico e infermieristico, mentre con altre iniziative ci siamo garantiti alcune linee produttive, qui in Italia, per disporre di attrezzature specialistiche per terapia intensiva e sub-intensiva" conclude il presidente del Consiglio.

Coronavirus, parlano i presidenti delle Regioni: De Luca, Bonaccini, Cirio

"Qui da noi, come al Nord, si registrano episodi gravi di irresponsabilità individuale. Nei locali, la norma di distanza di almeno un metro è illusoria e ingestibile. Di notte centinaia di ragazzi affollano i pub. Se la realtà è questa, bisogna impegnare le forze di polizia a chiudere i locali che contravvengono alle regole. Per evitare la diffusione di massa del contagio, occorre il pugno di ferro. Se non lo farà il governo, lo faremo noi". Lo dice il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca al Corriere della Sera. "C'è stata un'ondata di arrivi imprevista e ingovernata, con la conseguente paura diffusa di una penetrazione di massa del contagio. Abbiamo dovuto emettere ordinanze immediate per identificare tutti i cittadini arrivati dalle zone a rischio e sottoponendoli a isolamento domiciliare controllato" aggiunge De Luca. "Non è facile, perché chi è rientrato con i mezzi propri sfugge al controllo. Sono impegnate le forze dell' ordine, i Comuni, le Prefetture, le Asl".

"Lì per lì mi sono preoccupato, soprattutto per la mia famiglia e le persone deboli con cui posso aver avuto contatti. Ma poi mi sono detto: niente allarmismi, bisogna restare lucidi e continuare a lavorare. Io non voglio e non posso mollare". A spiegarlo è stato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, sempre al Corriere della Sera. "Contagiato, ma sereno. Abbiamo la forza di vincere questa sfida con il virus, ma le persone devono stare in casa, uscire solo per lo stretto necessario" spiega Cirio che ha scoperto di essere positivo al Covid-19. Cirio dice di sentirsi bene, senza febbre e tosse. "Insieme agli altri governatori sono stato mercoledì a Palazzo Chigi. C' era anche Nicola Zingaretti, che poi è risultato positivo" racconta Cirio. "Io non volevo, poi Giovanni Toti, il presidente della Liguria, mi ha avvertito che avrebbe fatto il test. Ero perplesso, non avevo sintomi. Ma poi mi sono convinto: tutti i giorni incontro decine di persone, non sarebbe stato responsabile esporli al rischio".

"Le misure del governo meritavano un confronto preventivo con le Regioni". La pensa così il presidente dell' Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, che parlando a "Repubblica" non obietta sul merito, "misure restrittive le avevamo chieste anche noi", ma sul metodo. Sulla bozza arrivata a sera, con pochissimo tempo per discuterla, mentre i contenuti del provvedimento, "tra zone rosse allargate, blocchi produttivi e limitazioni agli spostamenti" diventavano di dominio pubblico. D' ora in poi, mette in chiaro il presidente, "spero che il confronto col governo possa essere reale, perché se chiediamo ai cittadini di fare la propria parte dobbiamo essere chiari".

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