Martedì, 2 Marzo 2021

Perché dicembre e gennaio saranno mesi terribili (secondo Ricciardi)

Il consigliere del ministro della Salute: "Problemi nell'accesso ai servizi e tante differenze a livello regionale". Richeldi: "Dobbiamo tenere duro per tutti i prossimi mesi invernali, c'è poco da dire". Zaia: "Il virus corre di più perché non abbiamo fatto il lockdown". Lopalco: "Siamo ancora in piena seconda ondata"

Foto: Ansa (repertorio)

I numeri raccontano di una curva in discesa, i pazienti gravi sono sempre meno, ma sarà ancora lunga: "Siamo ancora nel pieno della seconda ondata di Sars-CoV-2, dicembre e gennaio saranno terribili per due motivi: per i problemi nell'accesso ai servizi e per le tante differenze a livello regionale". Parola di Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e docente di Igiene all'università Cattolica di Roma, nel suo intervento al quinto 'Orphan Drug Day-L'impatto della pandemia sui malati rari: destinati a tornare nell'ombra?' promosso online dall'Osservatorio malattie rare (Omar).

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Preferisce non parlare di ondate un altro grande esperto come Luca Richeldi, ordinario di Pneumologia all'Università Cattolica di Roma e membro del comitato tecnico-scientifico: "Contro questo virus - dice al Mattino -  non abbiamo ancora un farmaco efficace, né un vaccino. Quindi la circolazione dipende da quanto siamo in grado di bloccare la diffusione. Non credo alle "ondate", i contagi sono il riflesso dei comportamenti. La speranza è che arrivino presto sia il farmaco che il vaccino e quindi avremo strumenti per tenere a bada le cosiddette ondate epidemiche. L'idea che ci sia un inevitabile su e giù è sbagliata. Dipende da noi".

I mesi dietro l'angolo non saranno facili: "Dobbiamo tenere duro per tutti i prossimi mesi invernali, c'è poco da dire - continua Richeldi - Abbiamo davanti la stagione del freddo e, soprattutto a gennaio, dell'influenza, che speriamo sarà meno diffusa anche grazie all'uso delle mascherine. Ma", avverte, "inverno significa anche ricreare le condizioni ideali perla trasmissione del virus: luoghi chiusi, affollati, con contatti stretti. Impossibile allentare le misure di prevenzione. Le polmoniti che vediamo oggi sono uguali a quelle di un anno fa e sono molto pericolose. E comunque è di grande conforto vedere che recenti sondaggi indicano chiaramente come la maggioranza degli italiani sia d'accordo con le misure del governo per il contenimento del virus nelle prossime settimane".

L'Italia è ancora in piena seconda ondata di coronavirus

Il governatore veneto Luca Zaia a Repubblica dice che "il virus corre di più perché non abbiamo fatto il lockdown. I cittadini devono capire che non devono creare assembramenti e invece, a volte, continuano a incanalarsi in situazioni potenzialmente rischiose. A marzo avevamo tutti paura di morire. Ora il virus è ritenuto un problema che riguarda solo gli ospedali''. "Sono preoccupato - ammette Zaia - ma bisogna leggere bene i dati. Ora abbiamo in cantiere uno studio con l'Università di Padova: uno screening su una popolazione indistinta. Creiamo un campione rappresentativo e andiamo a misurare l'incidenza del contagio. Chi ogni giorno si reca a fare tamponi lo fa perché pensa di aver avuto qualche contatto con il virus. Noi invece partiamo da un altro presupposto e ci chiediamo: quanto è malata la popolazione? C'è molta responsabilità ma c'è ancora chi non teme gli assembramenti. Gli indicatori sono da zona gialla ma non possiamo gongolare. Si può cambiare da un momento all'altro e il giallo può diventare rosso''.

Da nord a sud, dal veneto alla Puglia, siamo oggi in piena seconda ondata: essere in zona gialla non equivale a un 'liberi tutti' da festeggiare, rimarca l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, assessore regionale alla Sanità della Puglia, a Sky Tg24.. "Questo è un messaggio fortemente fuorviante. Diversi sindaci al solo annuncio della Puglia in zona gialla, hanno avuto caroselli nelle strade, capannelli, come se tutto fosse finito. Zona gialla vuol dire allerta gialla. Siamo ancora in piena seconda ondata pandemica". 

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