Lunedì, 8 Marzo 2021

Coronavirus: ora l'epidemia frena

Oggi si registra un calo importante dei ricoverati con sintomi. Continua a scendere anche la curva dei contagi, mentre i decessi restano stabili. Rezza: "Le misure di contenimento hanno funzionato"

La curva dei ricoverati con sintomi

Sono 13.633 i contagi registrati in Italia nelle ultime 24 ore su 264.728 tamponi, di cui 149.692 processati con test molecolare. Ieri erano stati registrati 14.078 nuovi casi su un numero di tamponi analogo (267.567). I test molecolari però erano stati circa 13mila in più. La curva resta comunque piuttosto stabile con il tasso di positività che passa dal 5,3 al 5,1% essendo calcolato dal 16 gennaio anche sui test antigenici. 

Se prendiamo i casi registrati tra lunedì e venerdì, la variazione rispetto alle ultime 4 settimane è pari al -23% (fonte Lorenzo Ruffino). 

Casi tra lunedì e venerdì 

questa settimana: 60.604 
scorsa settimana: 74.981 
due settimane fa: 82.062 
tre settimane fa: 81.699 
quattro settimane fa: 75.789 

I decessi registrati nelle ultime 24 ore sono 472, in lieve calo rispetto ai 521 di ieri. 

La curva in questo caso è sostanzialmente piatta, come mostrano i dati che pubblica ogni giorno Davide Torlo su Twitter e che trovate in basso. 

Decessi tra lunedì e venerdì 

  • questa settimana: 2.497 
  • scorsa settimana: 2.570
  •  due settimane fa: 2.579 
  • tre settimane fa: 2.696 
  • quattro settimane fa: 2.560 
  • cinque settimane fa: 3.374 
  • Variazione rispetto alla media delle ultime quattro settimane - decessi: -4 %

Infine i dati che arrivano dagli ospedali. E che sono positivi soprattutto per quanto rigurda i ricoverati con sintomi che oggi fanno registrare un calo significativo (-354). 

Continuano a scendere anche le terapie intensive, con il saldo tra ingressi e uscire che si attesta a -28. 

Leggermente sotto alla media anche il dato netto degli ingressi nei reparti di area critica, oggi 144.

Un miglioramento certificato anche dai dati di Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali): la percentuale di posti letto in terapia intensiva occupata dai pazienti Covid si attesta oggi al 28% (-1), due punti sotto la soglia critica. Per quanto riguarda i letti nei reparti di area non critica il dato è stabile al 35%. 

Insomma, l’epidemia rallenta come del resto indicano anche i dati dell’indice Rt che è passato da 1,09 a 0,97, come ha sottolineato Gianni Rezza, direttore Prevenzione del ministero della Salute, nel videomessaggio che accompagna il monitoraggio settimanale della Cabina di regia Iss-ministero della Salute.  "Per la prima volta dopo 5 settimane di ascesa, l'indice Rt tende a diminuire e si fissa poco sotto 1 e così anche l'incidenza che però rimane elevata intorno a 340 casi di Covid per 100mila abitanti. Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti letto c'è una tendenza ad una lieve diminuzione, anche se si resta in zona critica. Ciò vuol dire che le misure di contenimento e di restrizione hanno funzionato e che bisogna continuare a tenere dei comportamenti prudenti, tanto più che siamo nel corso di una campagna di vaccinazione ed è bene non sovraccaricare le strutture sanitarie". 

Ma quali misure si sono in realtà rivelate efficaci? Secondo Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe non si tratta di quelle attualmente in vigore. Presentando il nuovo monitoraggio della Fondazione, ieri Cartabellotta ha spiegato che i contagi stanno sì scendendo, ma solo “grazie agli effetti del Decreto Natale, che nei primi giorni ha di fatto 'colorato di rosso' l’intero Paese". Al contrario, "bisogna prendere definitivamente atto che solo le zone rosse, come quelle imposte dal Decreto Natale, sono la vera arma per piegare la curva del contagio, destinata a risalire nelle prossime settimane per le minori restrizioni nelle Regioni arancioni e gialle, la riapertura delle scuole e il potenziale impatto delle nuove varianti".

Così scende la pressione sugli ospedali

Anche secondo l’ultimo rapporto Altems sull’epidemia di coronavirus in Italia se è vero che le cose vanno meglio, non è certo il momento per rilassarsi. "L'andamento settimanale dell'incidenza, della positività e della pressione sui servizi sanitari - afferma il professor Americo Cicchetti, direttore dell'ALTEMS - risulta essere in calo, ma è ancora presto per adagiarsi sugli allori. La pandemia in Italia è in una fase altalenante in termine di numero di nuovi contagi e questo si riverbera sulla mortalita' che si mantiene purtroppo ancora stabile ma alta".

Per quanto riguarda la pressione sui servizi sanitari secondo Altems in 7 giorni ci sono stati -36,99 isolati a domicilio ogni 100.000 abitanti, -1,39 ricoveri ordinari ogni 100.000 abitanti e -0,15 ricoveri intensivi ogni 100.000 abitanti.

Siamo però ancora in una fase di limbo. "L'uscita da questa situazione - continua - può dipendere solo da due azioni: chiusure più ‘aggressive’ o una accelerazione nella somministrazione dei vaccini soprattutto in quelle categorie che possono essere, più di altre, veicoli di contagio in quanto socialmente piu' esposte come i docenti, gli stessi studenti, i trasportatori e le forze dell'ordine".
 

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