Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Coronavirus, il sottile equilibrio della fase 2 tra sicurezza e libertà: tutte le idee per ripartire

Ottimismo per la data del 4 maggio. Secondo gli esperti l'Italia, dove l'epidemia si è sviluppata 10-25 giorni prima di altri paesi, potrebbe essere tra i primi a passare alla vera e propria fase 2. Allo studio orari scaglionati e diversi per l'ingresso e l'uscita dal lavoro. Ci sarà un occhio di riguardo per i bambini, la ministra Bonetti: "Parchi aperti a turno"

La parola d'ordine è prudenza, ma la fase 2 potrebbe essere ora davvero questione di settimane secondo gli esperti. "Credo che l'Italia, dove l'epidemia si è sviluppata tra i 10 e i 25 giorni prima degli altri paesi europei e degli Stati Uniti sia invece in teoria, tra i primi paesi a passare alla fase 2''. dice al Messaggero Carlo Signorelli, professore di igiene e sanità pubblica del San Raffaele di Milano. ''Servirebbe - osserva - ancora un po' di prudenza perché il calo è stato meno rapido del previsto, ma poi a mio avviso si dovrà prendere qualche rischio calcolato e tentare di ripartire. Naturalmente la scelta sarà politica". "Ad ogni modo - conclude - la ripresa dovrà tenere conto delle esigenze sanitarie ancora necessarie per qualche tempo e delle esigenze del settore economico affinché la crisi non abbia effetti drammatici che poi si ripercuoterebbero sulla saluta fisica e mentale della popolazione''.

La Lombardia vorrebbe ripartire dal 4 maggio, e l'ha fatto presente al governo, cui spetta la decisione finale sulla ripresa delle attività produttive. E' al lavoro la task force di 17 esperti voluta dall'esecutivo e guidata dall’ex manager di Vodafone Vittorio Colao: tutte le linee guida che saranno sottoposte all'attenzione di governo e Comitato tecnico-scientifico dovrebbero vedere la luce tra circa una decina di giorni. La data limite sarebbe quella del 25 aprile. Il giorno della festa di Liberazione dal nazifascismo mancheranno otto giorni alla scadenza dell’ultimo decreto che ha prolungato al 3 maggio le misure di contenimento. 

Il piano prevederebbe - è una delle poche quasi-certezze - orari scaglionati e diversi per l'ingresso e l'uscita in uffici, aziende e industrie per alleggerire la pressione sui trasporti pubblici. Diventerà la norma fare la coda per entrare nei punti vendita. Per andare poi dal parrucchiere, nei centri estetici e in tutti gli altri luoghi che prevedono un contatto diretto, tutto fa pensare che sarà necessario prendere appuntamento in modo da essere soltanto in due: lavoratore e cliente. Contestualmente si lavora alla app che su base volontaria potrà essere utilizzata per il tracciamento anti-contagio. L'autocertificazione dovrebbe diventare digitale e più snella.

Per quello che riguarda le attività sportive, impossibile pensare a una conferma della stretta. Tutto fa pensare che si potrebbe seguire in questo senso l'esempio del Veneto, dove da qualche giorno il raggio di spostamento da casa per l'attività motoria si è allargato oltre i 200 metri, ma resta azione individuale e nel rispetto comunque del distanziamento sociale: "E' un atto di grande fiducia, ma utilizziamo il buonsenso", ha specificato Zaia. E solo con buonsenso e fiducia si può pensare di tornare se non alla normalità, alla "nuova normalità" che ci aspetta.

Il governo studia anche un piano per la vita quotidiana dei minori - tappati in casa da un mese e più - dopo il lockdown. "Penso ad aree sportive dove due fratelli possano giocare a pallone o piccoli gruppi di bambini, ben distanziati, possano fare delle attività motorie e ludiche" dice la ministra della Famiglia Elena Bonetti a Repubblica: "Nel massimo rispetto delle regole sanitarie e delle indicazioni del comitato scientifico, oltre alle fabbriche e ai negozi, dobbiamo pensare alla ripartenza dei ragazzi. In gioco c'è la loro salute fisica e psichica". "E responsabilità della politica coniugare distanziamento sociale e libertà - aggiunge Bonetti - i territori e i comuni ci aiuteranno. Bisogna ridefinire gli spazi, ho deciso di stanziare per adesso 5 milioni di euro per progetti che ripensino il gioco per i ragazzi in modo sicuro, con il coinvolgimento del terzo settore, per esempio, per gestire i flussi di entrata e uscita dai parchi gioco e disinfettando i giochi prima e dopo ogni turno".

La fase due quindi partirà il 4 maggio? "Sulla data sono molto ottimista. I miglioramenti si vedono" dice il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri (M5s) a Radio Cusano Tv Italia. "Credo che i contagi continueranno a diminuire nelle prossime settimane, ma il contagio zero non è possibile finché il virus circola, possiamo portarlo vicino allo zero. La riapertura va programmata non immediata su tutto, ma scaglionata e con tutte le misure di sicurezza necessarie".

Coronavirus, che Italia sarà: due settimane per preparare la "riapertura"

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