Venerdì, 16 Aprile 2021

Coronavirus, il report: "Catene di contagio di origine non nota", RT sopra a 1 in cinque regioni

L'istituto superiore di sanità: "L'epidemia non è ancora conclusa"

Foto di repertorio

"Oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell'infezione" da coronavirus  "vengono segnalate sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l'origine. Questo evidenzia come ancora l'epidemia in Italia di Covid-19 non sia conclusa. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida". E' l'analisi contenuta nel report dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute, con i dati del monitoraggio della situazione in Italia nella se ttimana dal 29 giugno al 5 luglio. L'Iss ammonisce a far attenzione ai "nuovi focolai" di SARS-COV-2 perché i rischio è ancora molto alto.

Coronavirus, "infenzioni contratte due-tre settimane prima"

Gli autori del report fanno presente che "per i tempi che intercorrono tra l'esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l'infezione 2-3 settimane prima, ovvero prevalentemente nella terza fase di riapertura (tra l'8 e il 20 giugno)". Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l'infezione in periodi antecedenti. 

L'indice di contagio superiore a 1 in cinque regioni

L'analisi dell'Iss si focalizza 29 giugno – 5 luglio 2020, successivo alla terza fase di riapertura avvenuta il 3 giugno 2020  Le stime dell'indice di contagiosità Rt "tendono a fluttuare in alcune regioni in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. Si osservano pertanto negli ultimi 14 giorni stime superiori a 1 in 5 regioni dove si sono verificati recenti focolai" e vale a dire Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Lazio e Piemonte.

"In alcune parti del Paese la circolazione del virus è ancora rilevante"

"Persiste l'assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali", rassicurano gli esperti. Seppur in diminuzione, però, "in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati", si avverte nel report. "Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di Sars-CoV-2 è ancora rilevante. In quasi tutte le regioni sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune. Tale riscontro in gran parte è dovuto all'intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti".

La situazione descritta, relativa prevalentemente alla seconda metà di giugno 2020, è "complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione", concludono gli autori del report. "Al momento i dati confermano l'opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni e Province autonome".

Il bollettino: nuovi casi in aumento

Quella di oggi non è stata una giornata positiva se guardiamo al bollettino fornito della Protezione Civile. Il numero di nuovi casi è aumentato per il terzo giorno di seguito. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 276 tamponi positivi contro i 229 di ieri e i 193 di mercoledì.

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