Lunedì, 12 Aprile 2021

Coronavirus, da lunedì si potranno richiedere i funerali per le vittime

Come previsto dall'ultimo decreto, dal 4 maggio i familiari delle vittime che non hanno ricevuto l'estremo saluto a causa della pandemia potranno chiedere una messa, che sarà riservata ad un massimo di 15 persone

Foto di repertorio

Le oltre 27mila vittime del nuovo coronavirus in Italia non hanno potuto ricevere l'estremo saluto dei propri cari, a causa delle misure restrittive che vietavano le cerimonie religiose. Un destino toccato anche a tutte le altre persone decedute, per altri motivi, durante la pandemia. Come previsto dal nuovo decreto del presidente del Consiglio, da lunedì 4 maggio le famiglie potranno richiedere un messa per ricordare i propri defunti, riservata ad un massimo di 15 persone. 

Coronavirus, dal 4 maggio si potranno richiedere i funerali

A fornire questa indicazione, seppure non ufficiale, è stata direttamente la Cei (Conferenza episcopale italiana) a Repubblica. Le celebrazioni dovranno avvenire sempre nel rispetto del distanziamento sociale e delle misure di sicurezza, le salme tumulate ovviamente non verranno disseppellite e in chiesa non potranno essere portate le ceneri se si è proceduto alla cremazione. Quello che ancora non è chiaro è se la funzione contemplerà la sola liturgia della parola o anche la consacrazione vera e propria. 

Coronavirus, le indicazioni del Viminale sui funerali

Sul proprio sito il Viminale ha pubblicato una circolare contente le indicazioni da seguire per la celebrazioni dei funerali: "Le cerimonie funebri, di nuovo consentite a partire dal 4 maggio, dovranno svolgersi seguendo una serie di misure anti Covid -19 che sono state specificate in una circolare ai prefetti del capo del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Michele di Bari, adottata a seguito del quesito formulato al Viminale dalla Conferenza episcopale italiana".

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile ha stabilito che possono partecipare alle cerimonie funebri al massimo 15 congiunti, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni personali e rispettando le regole sul distanziamento.

La circolare inviata ai prefetti specifica:

  • che le cerimonie debbano essere circoscritte esclusivamente in un edificio di culto o in un luogo all’aperto, svolgendosi comunque in un tempo contenuto; 
  • che una volta terminato il funerale, i partecipanti dovranno allontanarsi evitando assembramenti e, soprattutto, cortei di accompagnamento del feretro;
  • che tutti i riti previsti debbano comunque compiersi nel medesimo luogo in cui viene celebrata la cerimonia funebre;
  • che, nel caso in cui venga celebrata la Messa, sia  evitato il contatto fisico e lo scambio del segno della pace, in continuità con le disposizioni ecclesiastiche già emanate. 

Confermando infine la necessità per i partecipanti di indossare i dispostivi di protezione personale, la circolare richiama, in caso di celebrazione in un luogo chiuso, la necessità di assicurare che il locale garantisca una capienza adeguata al distanziamento e sia previamente sanificato.

Coronavirus, messe e altre cerimonie

Per quanto riguarda le messe, dopo la polemica sollevata dalla Cei, il Governo sta ancora valutando una ripresa soft. Tra le ipotesi al vaglio c'è quella delle celebrazioni di lunedì (e non la domenica) per limitare gli assembramenti, con la ripresa che potrebbe scattare dall'11 maggio, una data ancora da confermare. Sul delicato protocollo annunciato dal premier Giuseppe Conte vige il massimo riserbo. Impegnata in prima linea la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese.

Per quanto riguarda le altre celebrazioni, l'esecutivo sembra orientato a procedere per gradi. Dopo i funerali dovrebbe toccare ai matrimoni e i battesimi sempre rispettando le distanze e il divieto di assembramento: la tutela della salute dei fedeli sarà la stella polare. Saranno aperti a pochi congiunti, per i battesimi si pensa ai soli genitori, madrina e padrino. Dovrebbero restare sospese, per ora, le comunioni - che tradizionalmente si celebrano proprio a maggio - e le cresime. Tempi ancor più lunghi, poi, per feste patronali e pellegrinaggi: gli ultimi a riprendere, in ordine di tempo, nel protocollo allo studio.

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