Giovedì, 25 Febbraio 2021

Galli: "Coronavirus morto? Lo dice minoranza di colleghi buonisti"

"Continuiamo ad avere focolai, ci sono fortunatamente poche persone che arrivano in terapia intensiva" dice Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell'ospedale Sacco: "Un virus clinicamente morto non ammazza più, purtroppo non è cosi. Il virus ammazza ancora"

Coronavirus, la diatriba sull'attuale livello di rischio in Italia tra medici, virologi, esperti, infettivologi, e scienziati sembra non finire mai. "Non è vero che questa cosa non sia stata smentita. Da alcune settimane evito di entrare in polemica su questo tema, che significherebbe accreditare questa tesi di pari dignità scientifica. Continuiamo ad avere focolai, ci sono fortunatamente poche persone che arrivano in terapia intensiva". Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, a Stasera Italia risponde ad una domanda sulle dichiarazioni di Alberto Zangrillo, che aveva detto: "Quando ho detto che il virus è clinicamente inesistente probabilmente ho sbagliato nei toni, chiedo scusa. Ma nessuno è riuscito a contraddirmi", le parole del primario di anestesia e rianimazione all'Irccs San Raffaele di Milano, intervenuto al convegno in Senato 'Covid-19 in Italia: tra informazione, scienza e diritti'.

"I pochi buonisti che continuano a fare rumore devono farsi una domanda sull'utilità di questo messaggio che non ha base scientifica", prosegue Galli.

"Una minoranza rumorosa di colleghi, che stimo e conosco da anni e per cui nutro anche sentimenti d'amicizia, mi sembra vogliano portare avanti una posizione su cui non mi va nemmeno di misurarmi. Un virus clinicamente morto non ammazza più, purtroppo non è cosi. Il virus ammazza ancora, fortunatamente in misura minore", aggiunge a In Onda su La7. "Mi sono informato 'zero' su questo convegno e sono caduto in un tranello. Quando ho ricevuto una telefonata da un'agenzia di stampa, ero immerso tra una riunione e un'altra. Non sono stati nemmeno chiari nel pormi la domanda: mi hanno parlato di un cantante, di un critico d'arte e di un politico e ho detto che non mi sembra che queste persone abbiano titolo per parlare di questa cosa. Il guaio è che lì c'erano anche miei colleghi, tutti si sono incavolati", dice Galli tornando sull'evento del giorno prima.

"C'è anche quel detto 'dimmi con chi vai...'. Una minoranza rumorosa di colleghi, che stimo e conosco da anni e per cui nutro anche sentimenti d'amicizia, mi sembra voglia portare avanti una posizione su cui non mi va nemmeno di misurarmi", ribadisce. "Abbiamo focolai dappertutto, nel mondo e in Italia. Persone tornano in rianimazione, per fortuna sono poche. Un virus clinicamente morto non ammazza più, purtroppo non è cosi. Il virus ammazza ancora, fortunatamente in misura minore".

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