Lunedì, 17 Maggio 2021

Coronavirus, perché c'è un aumento dei casi tra i più giovani: le percentuali del contagio

Il numero di casi si è moltiplicato per sette tra bambini e neonati e per sei tra i giovani: il nuovo rapporto dell'Oms e le possibili cause

La polizia presidia un'affollata piazza Trilussa, durante la movida a Trastevere, Roma 23 maggio 2020. ANSA/FABIO FRUSTACI

"In questi giorni ne stiamo vedendo di tutti i colori: discoteche, apericene, locali notturni affollati, assembramenti di ogni tipo. Alle ragazze e ai ragazzi dico: state attenti, perché voi siete il veicolo principale del contagio in questo momento". Parole del ministro della Salute Roberto Speranza che in un'intervista a La Stampa ha rivolto un messaggio-appello ai giovani per il contenimento dell'epidemia di coronavirus.

Nessun allarmismo, ma senso di responsabilità, anche perché negli ultimi giorni il contagio sta ripartendo in alcuni Paesi europei, Italia compresa. E soprattutto perché i nuovi dati dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità) sulla pandemia nel mondo gettano una luce forse inaspettata sull'evoluzione del Covid-19: il coronavirus colpisce sempre di più i giovani.

Con un aggiornamento attraverso il sistema di sorveglianza globale per l'analisi dei contagi in base al sesso e all'età, l'Oms sottolinea che dal 24 febbraio al 12 luglio la proporzione di contagi tra bambini molto piccoli e neonati è aumentata di sette volte. La percentuale di infezioni tra adolescenti e giovani adulti, invece, è cresciuta di sei volte. Attualmente la maggior parte dei casi si concentra tra i 25 e i 64 anni, ma la tendenza fotografata dai numeri per la popolazione più giovane è in crescita.

I fattori che spiegano l'aumento dei casi di Covid tra i più giovani

L'aumento dei casi di Covid fra i più giovani, in particolare bambini - spiega l'Organizzazione mondiale della sanità - può essere dovuto ad una serie di fattori come il fatto che all'inizio tamponi e test erano concentrati fra le persone con sintomi più rilevanti, più frequenti fra gli anziani; ma anche ad una maggiore attenzione a scovare i casi paucisintomatici (con sintomi lievi), la maggior parte dei quali tendono a essere più giovani. Altri fattori che possono spiegare questa tendenza sono una maggiore disponibilità di tamponi, lo scoppio di focolai in Paesi più giovani e la movida dell'estate, con comportamenti a rischio dopo l'allentamento delle misure anti-Covid, come il distanziamento sociale e l'uso delle mascherine.

Ecco nel dettaglio le percentuali di contagio suddivise per età nel report sul coronavirus aggiornato dall'Organizzazione mondiale della sanità.

  • neonati e bambini piccoli tra 0 e 4 anni: 1,2% di casi;
  • bambini 5-14 anni: 2,5% di casi;
  • adolescenti e giovani adulti, fascia 15-24 anni: 9,6% di casi;
  • adulti tra i 25 e i 64 anni: 64% di casi;
  • adulti anziani 65-84 anni: 19,4% di casi;
  • pazienti oltre gli 85 anni: 3,4% di casi.
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