Giovedì, 22 Aprile 2021
Modena

Guarisce dal coronavirus e dona massaggiatori cardiaci per le ambulanze: il gran gesto di Attilio

Un farmacista di Carpi ha trascorso 25 giorni ricoverato all'Ospedale Ramazzini con il casco in testa che lo aiutava a respirare. E ora che è guarito ha deciso di esprimere la propria gratitudine alla struttura che l'ha curato donando al pronto soccorso due massaggiatori

Foto d'archivio Ansa

Ha temuto il peggio, ha combattuto contro il virus, è guarito, e ha deciso di ringraziare concretamente l'ospedale. Ha trascorso 25 giorni ricoverato all'Ospedale Ramazzini di Carpi con il casco in testa che lo aiutava a respirare. E ora che è guarito ha deciso di esprimere la propria gratitudine alla struttura che l'ha curato donando al pronto soccorso due massaggiatori cardiaci automatici. Il protagonista della vicenda è Attilio Chiessi, titolare di una farmacia di Carpi. I due dispositivi andranno in dotazione alle due ambulanze che operano sul Distretto carpigiano, a supporto del prezioso lavoro dei soccorritori e saranno fondamentali nel trattamento dei casi più complessi, quando sono necessari prolungati interventi di rianimazione cardiopolmonare.

"Nei mesi scorsi ho contratto il Covid-19 - racconta Chiessi - e sono stato curato in modo esemplare in Medicina d'urgenza a Carpi. Ho trascorso 25 giorni con il casco per facilitare la respirazione, è stata molto dura ma il personale sanitario mi ha fatto sentire uno straordinario calore umano, una vicinanza che mi ha aiutato molto. Non mi hanno fatto davvero mancare nulla". "L'idea di fare una donazione all'Ospedale di Carpi - spiega ancora Chiessi - è nata da un desiderio di riconoscenza da parte di tutta la famiglia, così, confrontandomi con la dottoressa Chiara Pesci (direttrice del pronto soccorso di Carpi), ho capito che il sistema di emergenza-urgenza avrebbe avuto grande beneficio dall'acquisto di questi macchinari".

Il massaggio cardiaco è fondamentale: effettuato dai soccorritori formati, infatti, salva numerose vite ogni anno, ma nei casi più complessi, quando è necessario prolungare l'intervento sul paziente anche fino a 60 o addirittura 90 minuti, un solo operatore - anche se ben allenato e addestrato - può non essere sufficiente a raggiungere il risultato. E qui che interviene il massaggiatore cardiaco automatico, un dispositivo portatile che esegue automaticamente compressioni toraciche di alta qualità, a frequenza e profondità costanti per un lungo arco temporale, con un target indicato dalle linee guida per il trattamento dell'arresto cardiaco. Lo strumento, perfetta sintesi tra la conoscenza umana e la potenza e la precisione meccanica, è in uso già da tempo su tanti mezzi di soccorso (elicotteri e ambulanze) e ora arriva ad arricchire anche la dotazione del pronto soccorso di Carpi.

I massaggiatori cardiaci portatili donati, fa sapere l'Ausl di Modena, costituiranno "un'arma fondamentale nella rianimazione dei pazienti colpiti da arresto cardiaco, a supporto del prezioso lavoro svolto dagli operatori sanitari dell'emergenza-urgenza". Leggero e maneggevole, il dispositivo si applica sul torace del paziente in poche decine di secondi: con un semplice tocco sul display, viene azionato il massaggio cardiaco automatico, intervallato dal supporto alla ventilazione eseguita dal soccorritore. La composizione in materiale radiotrasparente permette addirittura l'esecuzione contemporanea al massaggio cardiaco di esami radiografici o di pratiche interventistiche cardiologiche, così come può essere utilizzato senza interferenze in combinazione con i defibrillatori.

"Le linee guida internazionali per il trattamento dell'arresto cardiaco - sottolinea la dottoressa Pesci - indicano che il massaggio cardiaco deve essere di alta qualità, deve rispondere cioè a criteri di precocità, costanza ed efficacia. In casi specifici, inoltre, può addirittura dover durare anche fino a 60-90 minuti, come in caso di annegamento o di embolia polmonare. E fondamentale pertanto avere uno strumento che faccia questo lavoro in modo automatico ed efficace, rendendo omogeneo il trattamento ricevuto dal paziente". "Vorrei ringraziare a nome di tutta l'Azienda Usl il dottor Chiessi e la sua famiglia - aggiunge Pesci - per la sensibilità e la grande generosità, oltre che per la fiducia nel nostro lavoro che ha dimostrato con questa importante donazione".

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