Coronavirus, doccia fredda dal nuovo studio: "L'idrossiclorochina è inefficace"

I risultati dei ricercatori della Covid-19 Brazil Coalition hanno confermato che il farmaco è inefficace contro il virus e può anche avere effetti collaterali dannosi

Clorochina in una foto ANSA/EPA

Una doccia fredda, o quantomeno uno stop momentaneo alle speranze di avere già tra le mani un farmaco davvero efficace contro la malattia causata dal nuovo coronavirus Sars-cov-2. L'idrossiclorochina sarebbe inefficace contro il Covid-19, secondo uno studio pubblicato oggi in Brasile, dove il presidente Jair Bolsonaro, positivo al coronavirus, ne promuove invece l'utilizzo.

Condotto in 55 ospedali a livello nazionale, lo studio clinico pubblicato dal New England Journal of Medicine mirava a stabilire se il farmaco, in combinazione o meno con antibiotico, potesse migliorare le condizioni dei pazienti con lievi o moderati sintomi di Covid-19. Ma i risultati dei ricercatori della Covid-19 Brazil Coalition hanno confermato che il farmaco è inefficace contro il virus e può anche avere effetti collaterali dannosi.

Nel dettaglio, lo studio ha appurato che dei 667 pazienti osservati, quelli trattati con idrossiclorochina si sono esposti a maggiori problemi a cuore e fegato.

In piena pandemia, il presidente Bolsonaro raccomanda dallo scorso mese di maggio l'utilizzo dell'idrossiclorochina o della clorochina antimalarica, associata all'azitromicina. Il capo dello Stato, che ha annunciato di essere positivo al coronavirus il 7 luglio scorso, ha ripetutamente affermato di avere visto migliorare le sue condizioni di salute proprio grazie all'assunzione di idrossiclorochina. Domenica scorsa ha persino mostrato in favore di fotografi e telecamere una scatola di questo controverso farmaco.

L’uso di idrossiclorochina, così come di clorochina, era stato consentito in vari paesi nelle prime fasi dell’epidemia sulla base di alcuni dati preliminari. Tuttavia alla luce di nuovi studi l'Oms aveva sospeso in via precauzionale gli esperimenti clinici.  Si era pensato di utilizzare la idrossiclorochina poiché alcuni test di laboratorio avevano evidenziato un effetto antivirale attraverso l’aumento del pH endosomiale, determinante per la fusione tra il virus e la cellula.

Idrossiclorochina, secondo più studi non è efficace contro il coronavirus

I pazienti trattati "a lungo termine" con clorochina o idrossiclorochina, in particolare per malattie autoimmuni, non sono stati meno colpiti da forme gravi di Covid-19 durante la pandemia: è questo il principale risultato di nuno studio francese pubblicato a inizio mese. Questo studio, condotto su quasi 55.000 pazienti da Epi-Phare, "non suggerisce che l'uso a lungo termine di antimalarici sintetici abbia un ruolo di prevenzione riguardo al rischio di ricovero, intubazione o morte relative al Covid-19", si legge nelle conclusioni, di cui riferisce l'Afp.

"Anche se la natura dello studio non consente di concludere formalmente che non vi è alcun beneficio dagli antimalarici sintetici per la prevenzione delle forme più gravi di Covid-19, questi risultati non sostengono l'uso preventivo dell'idrossiclorochina nella popolazione, compresa quella più a rischio", insistono i ricercatori.

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Gli studiosi hanno preso in esame "le persone che hanno ricevuto almeno sei consegne rimborsate di antimalarici sintetici tra il primo gennaio 2019 e l'inizio del 2020". I risultati evidenziano anche "un aumentato rischio di ricovero, intubazione e morte legati al Covid-19 tra i pazienti con PSA a lungo termine, rispetto alla popolazione francese generale". Ma "le analisi condotte suggeriscono che questo eccesso di rischio è spiegato dalle caratteristiche legate alla patologia cronica sottostante", in particolare nei pazienti "in trattamento contemporaneo con corticosteroidi via orale".

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