Martedì, 1 Dicembre 2020

Coronavirus, i numeri dell'Iss: indice Rt a 1,5, il tracciamento è un flop

Il report settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute: ''L'epidemia in Italia è in rapido peggioramento, la situazione è grave. La popolazione riduca le occasioni di contatto''

Foto di repertorio

L'epidemia sta peggiorando, i contagi giornalieri sono in aumento e l'indice Rt è arrivato a quota 1,5. Sono soltanto alcuni dei dati contenuti nel Report settimanale realizzato da Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, sul monitoraggio del periodo tra il 12 e il 18 ottobre. ''L’epidemia di Covid-19 in Italia – si legge nel report - è in rapido peggioramento, con velocità di progressione maggiore in alcune Regioni italiane. Si evidenziano segnali di criticità dei servizi territoriali e del raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali in diverse Regioni". 

 "Si continua a osservare un forte incremento dei casi che porta l'incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni a 146,18 per 100.000 abitanti (periodo 5/10-18/10) rispetto a 75 per 100.000 abitanti nel periodo 28/9-11/10. Nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è passato da 15.189 a 27.114 nelle ultime due settimane. L'aumento di casi è diffuso in tutto il Paese".

Coronavirus, l'indice di contagio Rt a 1,5

L'indice di contagio Rt, calcolato sui casi sintomatici, è arrivato a 1,5. Un dato "significativamente sopra 1, che indica una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale, con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose Regioni e province autonome". Sono "necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità, nonché l’attuazione delle altre misure già previste", prosegue il report.

"Si invitano nuovamente le Regioni e province autonome - si ribadisce - a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette, in base al livello di rischio e sulla base delle linee di indirizzo" indicate nella circolare del ministero della Salute il 12 ottobre.

Tracciamento flop: rilevato solo un caso su quattro

"Il carico di lavoro non è più sostenibile sui servizi sanitari territoriali, con evidenza di impossibilità di tracciare in modo completo le catene di trasmissione e aumento in proporzione dei casi evidenziati per sintomi, che superano per la prima volta questa settimana quello dei casi identificati tramite contact tracing".

 "L'aumento di casi è diffuso in tutto il Paese - spiegano gli esperti - con tutte le Regioni/Province autonome che riportano un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente. Questa settimana, soltanto uno su 4 dei casi è stato rilevato attraverso attività di tracciamento di contatti, mentre il 31,7% è stato rilevato attraverso la comparsa dei sintomi. Scende anche la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di screening (25,8% vs 31,1% della settimana precedente). Nel 16,9% dei casi non è stato riportato l'accertamento diagnostico".

L'Iss: ''Ridurre le occasioni di contatto fuori casa''

E' "fondamentale che la popolazione rimanga a casa quando possibile e riduca tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine", sottolinea il Report, che ribadisce "la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi".

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