Martedì, 22 Giugno 2021
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Non solo posti letto e medici, mancano infermieri e operatori sociosanitari

Per 100 posti di terapia intensiva occorrono 92 anestesisti, ma di infermieri per operare in sicurezza ne occorrono ben 350.

Nelle grandi città il tracciamento del contagio è saltato, ora il problema è garantire a tutti coloro che ne avranno necessità un posto letto in ospedale. Il problema, spesso sottovalutato, è il numero di medici anestesisti ma anche di infermieri che possano prestare assistenza. Come denuncia il sindacato Usb per 100 posti di terapia intensiva occorrono 92 anestesisti, ma di infermieri per operare in sicurezza ne occorrono ben 350.

"La nuova emergenza Covid-19, nonostante fosse prevista da mesi, ha trovato impreparate la stragrande maggioranza delle regioni"

"Si rincorrono - spiega Usb - segnalazioni di protocolli aziendali pensati e strutturati in maniera tale da cercare di non compromettere le già esangui dotazioni organiche, protocolli che però non prevedono per gli infermieri e gli operatori sociosanitari piani di sorveglianza epidemiologica periodica, ma che prescrivono i tamponi diagnostici solo in presenza di sintomi. Conseguenza diretta di questa situazione è la ripresa vertiginosa del contagio e degli infortuni tra i lavoratori, attestata e certificata dall’Inail."

"Assistiamo di nuovo alla riduzione, se non alla interruzione, delle attività ospedaliere e ambulatoriali ordinarie no-Covid. Al contrario, per risarcire i medici che durante il lockdown hanno visto ridursi la loro attività intramoenia, viene vergognosamente estesa anche a loro, per giunta maggiorata, l’indennità di esclusività. E per finire verifichiamo tutti i giorni quanto i Pronto Soccorso siano vicini al collasso, quanto la drammatica carenza organizzativa e di informazione costringa ad avvilenti e mortificanti attese la popolazione nei drive-in per i tamponi e quanto questa incapacità di gestione sia usata strumentalmente per dirottare ancora una volta le prestazioni verso i laboratori e le strutture private".

Secondo il sindacato è necessaria una massiccia campagna di assunzioni di personale infermieristico e di operatori sociosanitari, per rafforzare, non solo a parole, la medicina territoriale e i dipartimenti della prevenzione. 

La richiesta è che le assunzioni siano a con contratto a tempo indeterminato. Dall'inizio dell'emergenza infatti il governo ha disposto l'assunzione a tempo di 30mila sanitari con fondi che sono stati rifinanziati nella nuova legge di bilancio.

"Devono essere con contratto a tempo indeterminato per evitare lo sfruttamento e l’impiego “usa e getta” di tanti infermieri, Oss e professionisti della Sanità - spiega ancora l'Usb - È necessario e urgente ripensare il sistema salute orientandolo non alla ricerca dell’efficienza e della sostenibilità economica, ma alla tutela incondizionata del diritto alla salute".
 

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