Martedì, 20 Aprile 2021

Coronavirus, l'allarme: "In autunno attenzione all'effetto cocktail"

In autunno "potremmo incontrare l'effetto cocktail tra il ciclo dell'influenza stagionale e quello della Covid-19": che cosa comporta secondo la commissaria europea alla Salute. L'obiettivo è evitare nuovi lockdown generalizzati. Nel mondo più di 13,5 milioni di casi di coronavirus

Foto Ansa (archivio)

Nell'autunno che verrà in Europa "potremmo incontrare l'effetto cocktail tra il ciclo dell'influenza stagionale e quello della Covid-19. Non lo abbiamo incontrato questa primavera e nella comunicazione di oggi sottolineiamo la necessità che gli Stati membri siano preparati, assicurandosi di avere sufficienti scorte di vaccino influenzale, iniziando molto prima la campagna di vaccinazione, ma anche affrontando l'esitazione a vaccinarsi". Lo ha sottolineato la commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides, presentando ieri in videoconferenza stampa a Bruxelles, la comunicazione sulla preparazione in vista di nuovi aumenti dei contagi da Covid-19.

Contro la pandemia, ha ammonito, "non dobbiamo abbassare la guardia. La scienza ci dice che il Sars-CoV-2 è ancora con noi. Sappiamo che gli Stati membri riportano focolai grandi e piccoli. Dobbiamo prepararci ai mesi autunnali ed invernali: diciamo agli Stati membri, ma anche ai cittadini, che dobbiamo essere vigili". "Dobbiamo prevenire, non solo contenere - ha continuato Kyriakides - per questo chiediamo agli Stati membri di condurre degli stress test per il tracciamento dei contatti, per l'effettuazione dei test, per la sorveglianza sanitaria. Negli ultimi mesi abbiamo visto le tragiche perdite di vite, abbiamo visto l'impatto sulla vita economica e sociale" delle misure antipandemia. Pertanto, ha aggiunto, "dobbiamo evitare lockdown generalizzati. Dobbiamo proteggere le nostre società e le nostre economie da un'altra ondata come quella che abbiamo visto nei mesi scorsi. Dobbiamo anche continuare con il distanziamento sociale, ad usare mascherine dove mantenere le distanze non è possibile, curare l'igiene delle mani". "E' una nuova normalità - ha osservato la commissaria Ue - ma con solidarietà, disciplina e spirito di comunità abbiamo dimostrato di essere in grado di affrontare la Covid-19. Stiamo fronteggiando una pandemia globale: non abbiamo il diritto di dire 'questo è troppo, sono stanco'. Vorrebbe dire sprecare tutti i sacrifici che sono stati fatti finora da tutti negli ultimi mesi". "Dobbiamo costruire uno scudo che protegga i più vulnerabili: ciascuno di noi può fare la differenza. La comunicazione non può sconfiggere la Covid-19, ma in questa battaglia la comunicazione è fondamentale. Dobbiamo evitare lockdown generalizzati", ha concluso.

La sfida per gli ospedali italiani in vista di una possibile seconda ondata è non farsi trovare impreparati: stare all'erta e preparasi al peggio anche se questo non dovesse materializzarsi. Quindi mantenere alta l'attenzione sullo screening dei pazienti che giornalmente accedono in Ospedale per prestazioni ambulatoriali, prelievi o ricoveri per interventi chirurgici. A ciò si affianca il contenimento sul territorio delle centinaia di nuovi focolai che saranno inevitabili.

Coronavirus, l'obiettivo è evitare nuovi lockdown generalizzati

"Vigilanza continua" e "risposte rapide" da parte della Commissione Europea e degli Stati membri dell'Ue sono "essenziali" per contenere il coronavirus Sars-Cov-2 ed evitare così "nuovi lockdown generalizzati" nel Vecchio Continente. Lo raccomanda la Commissione Europea in una comunicazione diffusa nelle ultime ore, che delinea una serie di azioni da intraprendere per evitare altre chiusure generalizzate come quelle degli ultimi mesi. Le misure di chiusura generalizzata per spezzare le catene di contagio si sono rivelate molto dannose per l'economia e possono essere evitate, a patto che ci si prepari a dovere, effettuando test, tracciando i contatti, migliorando la vigilanza da parte delle autorità sanitarie e ampliando l'accesso ai dispositivi di protezione, ai farmaci e alle apparecchiature mediche necessarie per curare la Covid-19.

Si consigliano anche "attività per ridurre gli oneri causati dall'influenza stagionale", i cui sintomi possono essere simili a quelli della malattia provocata dal coronavirus Sars-Cov-2 e caricare i servizi sanitari di ulteriore lavoro.

Nel mondo sono più di 13,5 milioni i casi di coronavirus. E' quanto emerge dai dati aggiornati della Johns Hopkins University che, a livello globale, parlano di 13.554.477 contagi e 583.450 decessi. Sono invece 7.559.252 le persone guarite.

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