Lunedì, 19 Aprile 2021

Coronavirus e integratori: come stanno (davvero) le cose

Gli integratori alimentari possono essere usati per migliorare lo stato di benessere dei soggetti sani, ma il loro utilizzo a scopo terapeutico è improprio e potenzialmente pericoloso per la salute. Ciò è ancora più vero nei confronti di una malattia “nuova” come il COVID-19

Foto Ansa

Integratori e coronavirus, come stanno le cose? Hanno una qualche utilità dimostrata o dimostrabile? Gli integratori alimentari possono essere usati per migliorare lo stato di benessere dei soggetti sani, ma il loro utilizzo a scopo terapeutico è improprio e potenzialmente pericoloso per la salute. Ciò è ancora più vero nei confronti di una malattia “nuova” come il COVID-19. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell’Iss (Istituto Superiore di Sanità) “Integratori alimentari o farmaci? Regolamentazione e raccomandazioni per un uso consapevole in tempo di COVID-19” sono pubblicati chiarimenti sul ruolo differente degli integratori e dei farmaci e fornite raccomandazioni sul loro uso consapevole ed informato rispetto alle loro funzioni, proprietà ed interazioni con farmaci. Nell’ambito dell’emergenza COVID-19, avvertono gli autori del rapporto - le numerose proposte di utilizzo degli integratori alimentari hanno creato una forte aspettativa da parte della popolazione. Tale aspettativa non presenta tuttavia dei riscontri oggettivi sia in merito all’efficacia (che necessita di essere studiata in sperimentazioni cliniche) che alla sicurezza d’uso.

    Un'integrazione di vitamine (come A, C, D, E) è stata proposta per la cura del COVID-19, in considerazione dell’effetto immuno-stimolante di questi micro-nutrienti e in base alle osservazioni che i livelli di assunzione nelle popolazioni più colpite dalla malattia sono inferiori al raccomandato. Tuttavia, sottolineano gli autori dello studio, al di là della plausibilità dell’effetto biologico, "non esiste nessuna evidenza scientifica diretta sull’uomo di un effetto terapeutico e/o preventivo delle Vitamine suddette e di preparati multivitaminici nei confronti del COVID-19".

    Tema probiotici: l’uso di probiotici come supporto per contrastare l’infezione virale è stato proposto nell’ambito degli approcci volti a potenziare le risposte immunitarie. In generale, numerosi studi effettuati per valutare il potenziale effetto preventivo dell’assunzione di probiotici sullo sviluppo di affezioni delle vie respiratorie hanno dato risultati non conclusivi, con una qualità di evidenze scientifiche giudicata globalmente bassa. Al momento non c’è in definitiva nessuna evidenza sperimentale che supporti l’uso preventivo e terapeutico di un singolo nutriente o di un integratore o di una loro miscela nei confronti del COVD-19.

    Dallo studio emerge invece che ci sono evidenze epidemiologiche molto solide che l’obesità è significativamente correlata ad un decorso del COVID-19 più grave. Il rischio di essere ricoverati in terapia intensiva in caso di COVID-19 in un soggetto con età inferiore ai 60 anni, è 3.6 volte superiore per chi presenta un BMI >35 rispetto ai controlli normopeso (42). Dei deceduti per la pandemia in Italia (dati aggiornati al 1 maggio) l’11.2% era obeso con uguale distribuzione tra uomini e donne, a conferma dell’impatto causale di questa condizione sull’esito sfavorevole della malattia. Lo studio completo è disponibile a questo indirizzo.

    Integratori alimentari: i consigli e le indicazioni dell'Iss

    Le indicazioni dell'Iss sugli integratori sono le seguenti:

    1. Gli integratori non devono mai essere intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata né di uno stile di vita sano
    2. Prima della loro assunzione si consiglia di consultare preventivamente il medico se non si è in buona salute e se si è in trattamento con farmaci per evitare controindicazioni o la possibilità di interazioni;
    3. Gli integratori non devono essere assunti per periodi prolungati né in dosi superiori a quelle consigliate in etichetta
    4. Diffidare di integratori reperibili al di fuori dei comuni canali commerciali, quali ad esempio la rete Internet, e propagandati per proprietà ed effetti “miracolosi” sulla salute
    5. Tenere sempre presente che gli integratori sono concepiti per contribuire al benessere e non per la cura o la prevenzione di condizioni patologiche che vanno trattate con i farmaci
    6. In caso di effetti indesiderati o inattesi sospendere l’assunzione, informare il medico o il farmacista e segnalare l’evento avverso tramite VigiErbe

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