Mercoledì, 21 Aprile 2021

Coronavirus, isolata variante meno potente. E sui tamponi "virus in dosi molto ridotte"

Una presunta variante del SARS-COV-2 è stata isolata in un laboratorio degli Spedali Civili di Brescia. Il presidente dei virologi Arnaldo Caruso: "Il Covid sta perdendo forza. I classici ceppi sterminano le cellule in 2-3 giorni mentre questo inizia ad attaccarle dopo 6"

Foto di repertorio

Il Coronavirus sta diventando meno aggressivo? L'argomento, di cui ci siamo già occupati estesamente in un altro articolo, va maneggiato con una certa prudenza: il rischio è quello di legittimare, o peggio incentivare, comportamenti non in linea con il pericolo che stiamo correndo. Insomma, per dirla in parole povere: è necessaria in ogni caso la massima prudenza, dal momento che gli effetti della fine del lockdown li vedremo solo nei prossimi giorni.

Resta il fatto che il Covid sembra stia battendo in ritirata: come fa notare su facebook il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, "siamo al 52esimo giorno consecutivo di calo dei ricoveri in terapia intensiva per Covid-19 in Italia, da 553 a 541, e siamo ormai al 13.26% del picco". Inoltre, a 22 giorni di distanza "dalla riapertura del 4 maggio, non ci sono segni di ritorno di fiamma del virus".

A cosa si deve questo calo dei casi gravi di Covid-19? Sul fatto che la quaranena forzata sia stata fondamentale per contenere l’epidemia non ci sono dubbi di sorta. Alcuni virologi hanno tuttavia ipotizzato che il calo delle terapie intensive possa in parte dipendere dal fatto che il virus ha perso quella forza e quell’aggressività che aveva nella fase iniziale della pandemia. Un’ipotesi che molti medici hanno ritenuto priva di ogni logica perché, per dirla con il professor Massimo Galli, "non ci sono evidenze scientifiche per dire che il virus ora è meno cattivo di prima". Il dibattito ha dunque creato una nuova spaccatura fra gli scienziati.

A Brescia isolata una nuova variante del virus

Da Brescia arriva però una notizia che potrebbe cambiare le carte in tavola. Una variante di virus Sars-CoV-2 "estremamente meno potente" sarebbe infatti stata isolata a nel Laboratorio di Microbiologia dell'Asst Spedali Civili, diretto dal presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), Arnaldo Caruso. 

"Mentre i ceppi virali che siamo stati abituati a vedere in questi mesi, che abbiamo isolato e sequenziato, sono 'bombe biologiche' capaci di sterminare le cellule bersaglio in 2-3 giorni - ha spiegato l'esperto all'Adnkronos Salute - questo per iniziare ad attaccarle ha bisogno minimo di 6 giorni": il doppio del tempo. La notizia sarà oggetto di pubblicazione scientifica, ma Caruso vuole anticiparla "per lanciare un messaggio di speranza. Da virologo - prevede - queste varianti virali più attenuate dovrebbero diventare il futuro della probabile evoluzione di Covid-19". 

Insomma, il Covid sta diventando meno temibile? "È tanto vero che sta perdendo forza - ha sottolineato Caruso, ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all'università degli Studi di Brescia - che ogni giorno vediamo tamponi naso-faringei positivi non più in modo forte, bensì debole". La prova molecolare di "infezioni molto leggere, quasi inapparenti. Si vede il virus in dosi molto, molto ridotte".

"Isolato un virus molto più debole dei precedenti"

"È successo però - ha detto ancora l’esperto - che mentre ultimamente arrivano tutti questi tamponi con bassa carica virale, ce ne è capitato uno con carica molto alta e la cosa ci ha stupito". Una sorpresa ancora più grande considerando che "questo soggetto era completamente asintomatico. Siamo dunque andati a isolarne il virus, scoprendo che in coltura era estremamente più debole dei precedenti". Mettendolo cioè a contatto in vitro con cellule buone da aggredire, "non riusciva nemmeno a ucciderle tutte". Anzi, anche solo "per cominciare ad attaccarle necessitava di almeno 6 giorni", contro le "48-72 ore" sufficienti ai classici ceppi per finire tutte le cellule a disposizione.

Il presidente dei virologi invita alla cautela

"Attenzione - avverte Caruso - non sappiamo ancora se e quanto circoli questa variante, né se sia geneticamente diversa dalle altre. Possiamo però dire che qualcosa sta succedendo". 

Non solo: Caruso ha sottolineato che in un altro studio "molto ben fatto" da "colleghi di Hong Kong" e pubblicato sulla rivista 'Emerging Microbes & Infections' sarebbe stata documentata "la minore aggressività di questi virus meno aggressivi in vitro e in vivo, sugli animali. Gli autori hanno osservato che queste varianti presentano grosse alterazioni genetiche e anche noi, che proprio in questo momento stiamo procedendo ai test genetici, speriamo di vedere altrettanto". E poi, prosegue lo scienziato, "rumors interni alla comunità scientifica ci dicono che anche negli Stati Uniti stanno emergendo evidenze" in linea con quelle cinesi e con la scoperta di Brescia.

"Sbagliato dire che abbiamo meno casi di Covid perché circola questa variante"

Anche se "non è detto che oggi queste varianti stiano circolando - ha ribadito il virologo - possono comunque essere la base di una futura evoluzione del virus in senso positivo. È questo il messaggio che voglio inviare" e "sarebbe sbagliato concludere ora che abbiamo meno casi, e casi meno gravi di Covid-19, perché circola questa variante". Insomma, come sempre occorre cautela. E in mancanza di certezze è vietato abbassare la guardia.

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