Coronavirus, progressivo peggioramento in Italia: i focolai attivi ora sono 925

Il report Istituto superiore di sanità-ministero della Salute con il monitoraggio della situazione italiana: in nove regioni Rt sopra 1, l'età mediana dei casi diagnosticati si sta stabilizzando intorno ai 40 anni. "Importanti segnali di allerta per un possibile aumento della trasmissione"

Coronavirus, qual è la situazione in Italia? Sono 523 i nuovi casi registrati in un giorno, secondo i dati del ministero della Salute, mentre mercoledì erano stati 481 il giorno prima. Allargando lo sguardo, dopo la "riduzione nel numero di casi di infezione da SARS-CoV-2 grazie alle misure di lockdown, l’Italia si trova in una fase epidemiologica di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento". Lo evidenzia il report Istituto superiore di sanità-ministero della Salute con il monitoraggio della situazione italiana.

"Anche in questa settimana si rileva la trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale - si legge - che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri (anche al rientro dopo periodi di vacanza in Paesi a più elevata circolazione virale). La situazione descritta nel report mostra, dunque, "importanti segnali di allerta per un possibile aumento della trasmissione. Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni e province autonome e di mantenere alta l’attenzione alla preparazione di interventi in caso di evoluzione in ulteriore peggioramento".

Covid-19, 925 focolai attivi in Italia di cui 225 nuovi

Continuano ad aumentare i casi di Covid-19 in Italia. "Complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da Sars-Cov-2, sebbene non in una situazione critica, continua a mostrare segnali di attenzione" è scritto nel report. L'indicazione è di "mantenere alta l'attenzione". "L’incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (27 luglio-9 agosto) è stata di 7.29 per 100 000 abitanti - si spiega - A livello nazionale, si osserva nuovamente un aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Iss rispetto alla settimana di monitoraggio precedente. L’aumento è soprattutto in persone asintomatiche".

In tutte le Regioni e province autonome, "anche in questa settimana di monitoraggio, sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da Sars-Cov-2. Il 36% dei nuovi casi diagnosticato in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 28% nell’ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (32,4%) o non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (3,8%). Quindi, circa 2/3 dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti".

Rimane "fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale sulla incertezza della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico", si sottolinea.

Il valore dell'indice di trasmissione Rt, negli ultimi 14 giorni, è stimato "pari o superiore ad 1 in nove Regioni dove si sono verificati nelle ultime 3 settimane recenti focolai, ma senza comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali" emerge dal report. "Le stime Rt tendono a fluttuare in alcune Regioni/Province autonome in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti. In alcune realtà regionali, anche se i casi sono diminuiti - si legge - continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SarsS-Cov-2 è ancora rilevante".

Il report evidenzia inoltre che sono "925 i focolai attivi in Italia, di cui 225 nuovi, entrambi in aumento per la seconda settimana consecutiva". Questo, si spiega, "comporta un forte impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti che si sta dimostrando efficace nel contenere la trasmissione locale del virus come dimostrato da valori di Rt pari o inferiori a 1 nella maggior parte delle Regioni e province autonome".

Coronavirus, l'indice di contagiosità rimane intorno a 1

L’indice di trasmissione nazionale (Rt) "calcolato sui casi sintomatici, nel periodo 23 luglio-5 agosto, è pari a 0.96 (0.75 –1.2)". Il dato "indica che, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening/tracciamento dei contatti e dei casi importati da Stati esteri, il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro paese è stato sostanzialmente stazionario nelle scorse settimane".

L’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana "è ormai intorno ai 40 anni; questo è in parte dovuto alle caratteristiche dei focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane, in parte ad un aumento tra i casi importati e in parte all’identificazione di casi asintomatici tramite screening e ricerca dei contatti in fasce di età più basse. Questo comporta un rischio più basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari".

"Si raccomanda alla popolazione di prestare particolare attenzione alla possibilità di contrarre l’infezione durante periodi di permanenza in Paesi con una più alta circolazione virale" è l'indicazione che arriva dal report. In questi casi, "si raccomanda al rientro in Italia di rivolgersi ai servizi di prevenzione per le indicazioni del caso e di prestare responsabilmente particolare attenzione alle norme comportamentali di prevenzione della trasmissione di Sars-Cov-2 in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili".

"Il numero di casi di Covid-19 rispetto alla scorsa settimana è in leggero aumento, anche se" l'indice di contagiosità "Rt rimane più o meno intorno all'1. Per quanto riguarda i focolai se ne registrano diversi in molte regioni italiane di dimensioni più o meno rilevanti, in gran parte dovuti a casi importati dall'estero, ma anche a persone che rientrano dopo viaggi effettuati a scopo di turismo". A tirare le somme sull'andamento settimanale è Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, che in un videomessaggio commenta l'ultimo report Iss-ministero Salute sul monitoraggio di Covid-19 in Italia.

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"Per questo motivo - esorta Rezza, riferendosi ai dati in lieve aumento e ai focolai legati anche al rientro di vacanzieri - è importante continuare a seguire quelle che sono le indicazioni delle autorità sanitarie, evitare assembramenti, tenere comportamenti prudenti. Da parte sua, la sanità pubblica non può fare che quello che ha fatto fino ad adesso con tempestività, ovvero identificare eventuali focolai e contenerli rapidamente".

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