Martedì, 26 Ottobre 2021
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Il "mistero" del paziente zero che ha veicolato il coronavirus in Italia

Il presunto "paziente zero" non ha mai avuto il virus: negativo a tutti i test. Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri: "Non ha sviluppato anticorpi". Tutta da ricostruire l'origine dei focolai in Lombardia, nel lodigiano, e in Veneto

Il presunto "paziente zero" non è lui. Non ha mai avuto il coronavirus l'amico del 38enne di Codogno (definito "paziente 1", ora ricoverato in ospedale) che era stato a cena con lui dopo esser tornato dalla Cina. Lo ha detto ai cronisti il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. "Dai test effettuati - ha detto - è emerso che non ha sviluppato gli anticorpi". Accertata, dunque, la totale negatività del manager lombardo di 41 anni rientrato dalla Cina a fine gennaio.

Coronavirus, il "mistero" del paziente zero che ha veicolato il virus in Italia

L'uomo, di Castiglione d'Adda (in provincia di Lodi), era già risultato negativo al primo test per il coronavirus, ma si attendevano ulteriori esami per capire se avesse contratto il virus e fosse poi guarito spontaneamente. Dunque, non è partita da lui la diffusione del virus nel lodigiano. Gli esiti degli accertamenti, secondo Sileri, sono chiari: "Non può essere. Ora andrà chiaramente ricercato chi è il paziente zero".

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A questo punto bisognerà ricominciare da capo nella ricostruzione dell’origine dei due focolai, quello lombardo e quello veneto che, come ha spiegato l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, sono separati. Si dovrà cercare di capire, insomma, come è partito il contagio in Italia, chi sia il vero "paziente zero", che ancora non è noto. Per quanto riguarda il focolaio del Veneto, il governatore Luca Zaia ha specificato che sono in corso accertamenti sugli otto cittadini cinesi - sette uomini e una donna - che lavorano per un laboratorio a Vo’ Euganeo, il paese in provincia di Padova dove sono stati registrati i primi casi della regione. Gli accertamenti hanno poi dato esito negativo. 

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Oggi anche Hans Kluge, direttore dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa, ha parlato dell'emergenza coronavirus nel Nord Italia. Kluge si è detto "non sorpreso" per l'esplosione dei casi, arrivati ieri a quota 79, ma si è detto preoccupato per un altro aspetto: "Quello che preoccupa della situazione italiana è che non tutti i casi registrati sembrano avere una chiara storia epidemiologica, cioè un legame con viaggi in Cina o contatti con altri casi già confermati", ha detto in un'intervista a La Repubblica.

Kluge si riferisce proprio alla mancata individuazione del cosiddetto "paziente zero", cioè la persona che avrebbe trasmesso il virus al podista 38enne di Codogno che è stato poi il vettore di uno dei due focolai italiani, quello del lodigiano. Ma al momento, come detto, non si conosce nemmeno l'origine del secondo focolaio, quello veneto con epicentro a Vo', in provincia di Padova.

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