Coronavirus, gli italiani 'prigionieri' nell'isola caraibica: "800 euro per volare fino a Madrid"

La denuncia dei nostri connazionali bloccati a Isla Margarita: "Qui la situazione è gravissima, fateci rientrare"

Simon Bolivar International Airport, vicino Caracas. Foto di repertorio EPA/MIGUEL GUTIERREZ

Bloccati all’estero con la pandemia che infuria. Rosalba Ottolina si trova ad Isla Margherita (Venezuela) a più di ottomila chilometri da casa. Un’isola caraibica diventata una sorte di ‘prigione’ da cui fuggire il prima possibile. L’unico volo disponibile per tornare in Italia (non proprio a buon mercato) parte da Caracas il 24 marzo, ma a Caracas Rosalba e gli altri italiani bloccati con lei non sanno ancora come arrivarci. La comitiva era arrivata in Venezuale il 4 gennaio, ben prima che scoppiasse l’epidemia di Covid. Il volo di rientro era previsto per il 23 marzo, ma con il blocco dei voli per l’Europa l’aereo è rimasto a terra.

"Il console - racconta la donna a Today - ci ha proposto un volo commerciale Caracas - Madrid che costa 850 dollari (circa 800 euro, ndr). Con la carta di credito il prezzo sale a 900 dollari. Anche il volo Madrid -Roma con Alitalia è a nostre spese". Il problema principale è però quello di spostarsi da Isla Margarita a Caracas. "Stanno organizzando un volo privato, ma non sappiamo ancora quanto dovremo pagare".

La denuncia di Ylena: "Qui la situazione è gravissima, aiutateci a tornare" 

A Isla Margarita si trova anche Ylenia Sposito, che proprio ieri ha lanciato un video-appello su facebook: "Mi trovo qui con altre due connazionali, Melania e Patrizia. Siamo partite prima che scoppiasse il focolaio in Italia. In questo momento siamo in quarantena anche noi" dice la ragazza nel video. "Hanno bloccato tutti i collegamenti con l’Europa per 30 giorni. La situazione è gravissima (…). Fatta eccezione per i negozi di alimentari e sanitari è tutto chiuso. C’è l’obbligo di uscire con guanti e mascherine, di cui io non sono munita per cui non posso acquistare beni di prima necessità".

"Non so più cosa pensare, l'Italia ci ha abbandonato"

E poi c’è l’incubo coronavirus che incombe. "I casi accertati sono in aumento, più di 50". Acqua e luce sono razionate, "per non parlare della situazione negli ospedali", dice Ylenia, "dove scarseggiano anche attrezzature di primo soccorso come siringhe, ovatta, alcol, disinfettante. Ma la cosa catastrofica è che anche negli ospedali manca l’acqua, non c’è pulizia, non è possibile fare sanificazione".

"Noi non sappiamo più cosa fare, abbiamo provato a chiamare la Farnesina senza avere risposta. Ieri ci hanno dato il numero di emergenza dell’Unità di Crisi, ma non ha risposto nessuno. Oggi ci ha conttato il consolato" racconta ancora la giovane, "offrendoci un volo di rimpatrio alla modica cifra di 850 dollari fino a Madrid", ma "noi la possibilità di arrivare a Caracas non ce l’abbiamo, navi e aerei sono bloccati. Sono preoccupata per me e per le mie amche".

"Io non so più cosa pensare – dice ancora Ylenia -, l’Italia ormai ci ha abbandonato. Per adesso stiamo ancora bene, ma se dovessimo contrarre il virus che succederà? Non sappiamo chi chiamare".

Di Maio: "Stiamo lavorando per tutti quelli che ci contattano"

Secondo il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al 21 marzo erano state rimpatriate 9mila persone da 15 Paesi diversi. "Nel mondo ci sono 5 milioni di persone con il passaporto italiano" ha spiegato giorni fa il ministro alle Iene. "L'unità di crisi della Farnesina riceve tra le 30mila e le 40mila telefonate al giorno. Ci sono aree del mondo dove la concentrazione degli italiani all'estero è più alta. Adesso è come se fosse scoppiata una crisi in ogni area del pianeta, stiamo lavorando per tutti quelli che ci contattano".

Alitalia, nuovi voli speciali e più collegamenti

Alitalia, in collaborazione con l'Unità di Crisi della Farnesina, sta predisponendo voli speciali e più collegamenti di linea per agevolare il ritorno in patria dei nostri connazionali. Dallo scorso 20 marzo, la nostra compagnia di bandiera ha aumentato il numero dei voli di linea a cinque al giorno da Londra Heathrow per venire incontro alle esigenze di chi desidera tornare dal Regno Unito.

Da Bruxelles i voli Alitalia sono diventati due al giorno per soddisfare anche le esigenze di chi si trova in Olanda, dopo il blocco dei servizi su Amsterdam. Aumentati a due al giorno anche i collegamenti da Parigi. I biglietti anche per questi voli sono in vendita sul sito della compagnia aerea. 

Prosegue anche l'organizzazione di voli speciali per facilitare il rimpatrio di migliaia di connazionali da quei Paesi verso i quali non è più possibile operare normali servizi di linea, a causa delle restrizioni imposte al traffico aereo da e per l'Italia.

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La situazione è delicata: “Questa è una emergenza storica - ha detto ancora Di Maio -, i nostri ambasciatori e consoli cercano di percepire le varie richieste. Da lì vediamo come attivare i voli che, dietro al pagamento di un biglietto, permettono ai nostri concittadini di tornare in Italia".

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