Mercoledì, 21 Aprile 2021

Coronavirus, la seconda ondata non è così scontata: perché oggi l'incubo di marzo si può evitare

Gli esperti non ritengono ineluttabile lo scenario di fine inverno: se è vero che i contagi salgono, oggi le nostre capacità di concact tracing non sono paragonabili a quelle di cinque mesi fa. L'appello di Speranza: "L'App Immuni va rilanciata"

Foto di repertorio

Stiamo per ripiombare nell’incubo di marzo? Gli esperti, almeno per ora, non predicono catastrofi. Non è detto che la seconda arriverà e comunque oggi siamo molto più preparati a gestire una recrudescenza dell’epidemia. Certo, a fare la differenza saranno ancora i comportamenti dei singoli, motivo per cui non mancano gli appelli al buon senso. Se non tutto, molto dipenderà da noi stessi. Per Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Istituto Spallanzani di Roma, i mille contagi di ieri “ci dicono grande attenzione, grande alert, ma non ci dicono che siamo in una tragedia e soprattutto non ci dicono che siamo nella seconda fase. La seconda fase non è ineluttabile".   

 "Un politico - ha raccontato Vaia - ci disse che era meglio fare le elezioni a inizio settembre perché alcuni miei colleghi dicevano che a fine settembre ci sarebbe stata la seconda ondata. Ma che facciamo noi, i meteorologi? Io sono stato il primo a rivolgermi ai ragazzi dicendo che nessuno vuole chiudere ma che devono stare attenti, e che se volete bene ai vostri genitori e ai vostri nonni dovete rispettare le regole. Questo è l'atteggiamento, non la criminalizzazione". Insomma, nessuno può sapere se e in che modo evolverà la pandemia. E in mancanza di certezze, sarebbe bene osservare quelle norme minime di prudenza che ormai conosciamo a menadito.

Secondo, Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli Studi di Milano,  "abbiamo superato la soglia psicologica del 1000 nuovi contagi ma questo non deve creare panico".

"Stiamo controllando di più e in questo modo evitiamo che positivi asintomatici vadano in giro ad infettare inconsapevolmente. Le terapie intensive non sono intasate e ci sono, per fortuna, pochissimi decessi".

Pregliasco sottolinea che "siamo, purtroppo, in linea con la situazione epidemiologica di altri Paesi vicini", ma "dobbiamo continuare ad essere ottimisti e ricordare sempre come oggi più che mai occorre avere buon senso e tenere la barra dritta sul rispetto delle misure e dei comportamenti che ci garantiscono la nostra sicurezza".

Anche per  Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell'Organizzazione mondiale della sanità, la seconda ondata si può evitare. A patto di volerlo. "Non è detto che arrivi e comunque possiamo mitigarla" ha detto Guerra al ‘Corriere della Sera’. "Ora abbiamo molti strumenti e la conoscenza che mancava da inizio epidemia".

Non è detto comunque che i contagi dei giorni scorsi porteranno dritti alla seconda ondata. Per Guerra non andrà necessariamente così. "Stiamo assistendo a due fenomeni che potrebbero non essere legati. L'aumento dei soggetti positivi - ha spiegato - è dovuto alla capacità di fare una diagnosi migliore e al maggiore uso di tamponi, oltre ovviamente all'incontestabile aumento dei contagi. Ma la possibilità che questa situazione si traduca in casi clinicamente gravi, cioè malati che hanno bisogno di cure, è un discorso diverso, collegato anche a quanto gli anziani e le persone fragili si proteggono individualmente e all'interno delle residenze sanitarie, se ricoverati".

Secondo Guerra, "l'aumento dei contagi era previsto, quello dei pazienti gravi si può invece prevenire perché abbiamo imparato a farlo, purtroppo dopo aver attraversato un'esperienza dolorosa". 

L'appello di Speranza: "L'App Immuni va rilanciata"

Intanto dalle pagine di "Repubblica", il ministro della Salute Roberto Speranza ha rivolto un nuovo appello ai giovani "Dateci una mano a tenere sotto controllo i contagi per tutelare genitori e nonni quando tornate dalle vacanze: non esagerate". Speranza ha poi invitato i cittadini a scaricare l’app Immuni, "che va rilanciata, perché siamo a 5 milioni di dispositivi scaricati e devono aumentare in quanto ha una sua utilità". Quanto ai dati sui contagi, "la situazione non è paragonabile a quella di marzo quando avevamo una curva di contagi fuori controllo e non avevamo un apparato pronto a tracciare e isolare i casi"."Io sono ottimista anche se prudente e cauto. Il nostro Servizio sanitario nazionale si è  molto rafforzato” ha aggiunto il ministro, spiegando che "in Italia avevamo cinquemila posti in terapia intensiva, ora sono  raddoppiati".

Nuovi casi e terapie intensive: i grafici

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