Domenica, 29 Novembre 2020

Il modulo per viaggiare in Europa: "Mai più confini chiusi per Covid"

Una mappa settimanale indicherà la situazione epidemiologica regione per regione e sarà contrassegnata con un colore: nessun limite per i viaggi verso i paesi in "verde"

Il Consiglio Europeo ha dato via libera ad un nuovo approccio per evitare che l'epidemia di coronavirus porti ad una nuova chiusura dei confini tra i paesi comunitari.  La nuova raccomandazione introduce un modulo comune digitale per localizzare i viaggiatori e un semaforo a quattro colori (verde, arancione, rosso e grigio), per definire in modo comune le aree a rischio. L'iniziativa per un " approccio coordinato alla limitazione della libertà di circolazione in risposta alla pandemia".

Covid: Italia in codice arancione, rosso per Spagna, Olanda e Francia

Ci sono voluti circa 7 mesi ma alla fine i governi dell'Ue hanno trovato l'intesa per dare vita alla prima mappa comune sulla situazione epidemiologica del Covid-19. Una mappa nata con l'intento di limitare i disagi connessi alle restrizioni di viaggio all'interno dell'Unione Europea.

La mappa si basa su alcuni dati che ogni Paese dovrà fornire al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc):

L'obiettivo è di avere una mappa settimanale che indichi la situazione epidemiologica regione per regione che sarà contrassegnata con un colore:

  • verde se il tasso dei casi registrati negli ultimi 14 giorni è inferiore a 25 e il tasso di positività dei test è inferiore al 4%
  • arancione se il tasso dei casi registrati negli ultimi 14 giorni è inferiore a 50, ma il tasso di positività dei test è pari o superiore al 4%, oppure se il tasso dei casi registrati negli ultimi 14 giorni è compreso tra 25 e 150 e il tasso di positività dei test è inferiore al 4%
  • rosso se il tasso dei casi registrati negli ultimi 14 giorni è pari o superiore a 50 e il tasso di positività dei test è pari o superiore al 4%, oppure se il tasso dei casi registrati negli ultimi 14 giorni è superiore a 150
  • grigio se non sono disponibili informazioni sufficienti o se il tasso di test effettuati è inferiore a 300

In base a questi criteri, l'Italia sarebbe a oggi tra i pochi Paesi Ue ad avere il codice arancione insieme a Germania, Svezia, Finlandia, Grecia e Portogallo. Il resto degli Stati membri avrebbe un codice rosso, con Olanda, Francia e Spagna a far registrare il più alto tasso di positività dei test tra i grandi Paesi. Il pregio di tali criteri è di dare peso ai valori percentuali, soprattutto al rapporto tra numerio di positivi e numero di test effettuati: per esempio, l'Ungheria potrebbe rientrare nel codice arancione per casi dichiarati ogni 100mila abitanti, ma ha un tasso di positività dei test del 9%, tra i più alti in Ue e più del doppio del limite consentito per non essere bollati con il codice rosso.   

semaforo covid europa-2

Nessuno Stato membro dovrebbe avere il codice grigio al momento, anche se Polonia e Bulgaria hanno un tasso di test di poco superiore ai 300 (il minimo consentito) stando ai dati a oggi nella disponibilità dell'Ecdc.

Limiti ai viaggi in Europa

Gli Stati membri si sono impegnati a coordinarsi seguendo delle regole comuni, e dunque evitando discriminazioni come quelle che, per esempio, l'Italia ha denunciato nei confronti dell'Austria all'inizio dell'estate, quando il governo di Vienna aveva bloccato gli accessi verso il nostro Paese favorendo invece una sorta di "corridoio" turistico verso la Croazia.

  • Per questo non vi saranno limitazioni ai viaggi da o verso le zone verdi
  • Le restrizioni negli altri casi, dovrebbero rispettare le differenze nella situazione epidemiologica tra le zone arancioni e rosse e agire in modo proporzionato 

limiti viaggi in europa-2

In linea di massima gli Stati membri non dovrebbero rifiutare l'ingresso dei viaggiatori provenienti da altri Stati membri. Gli Stati membri che reputano necessario introdurre restrizioni potrebbero imporre ai viaggiatori provenienti da zone non verdi di sottoporsi a quarantena e/o sottoporsi a un test dopo l'arrivo. Gli Stati membri possono offrire la possibilità di sostituire questo test con un test effettuato prima dell'arrivo.

I Paesi "potrebbero inoltre imporre alle persone che entrano nel loro territorio di presentare un modulo per la localizzazione dei passeggeri. Dovrebbe essere elaborato un modulo europeo comune per la localizzazione dei passeggeri che possa essere utilizzato dagli Stati membri".

La decisione di oggi non rappresenta una legge vigente, ma una "raccomandazione": la speranza di Bruxelles (tanto per i cittadini, quanto per l'economia) è che gli Stati la seguano senza ostacolarsi a vicenda. 

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