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Domenica, 25 Settembre 2022
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Coronavirus, il piano della Lombardia: dal 4 maggio “nuova normalità” ma con le “quattro D”

Distanza, dispositivi di protezione, digitalizzazione e diagnosi: questi i quattro punti del piano della Lombardia, che chiederà al governo di dare il via libera alla riapertura delle attività produttive

La Lombardia “guarda avanti e progetta la ‘nuova normalità’ all’insegna della prevenzione, della cura e della programmazione”, scrive la Regione in una nota. La data ipotizzata per le prime riaperture è il 4 maggio. Da quel giorno il Pirellone infatti chiederà al governo di dare il via libera alle attività produttive nel rispetto delle “Quattro D”: distanza, dispositivi, digitalizzazione e diagnosi. Ossia, come spiega la nota: un metro di sicurezza tra le persone, obbligo di mascherina per tutti, obbligo di smart working per le attività che lo possono prevedere e test sierologici, che inizieranno il prossimo 21 aprile grazie agli studi in collaborazione con il San Matteo di Pavia. 

“Tutto questo sarà accompagnato da un piano per riaprire in orario scaglionato uffici e aziende e, successivamente, scuole e università. Un esempio della ‘nuova normalità’ saranno le aperture scaglionate e sull’arco di tutta la settimana per evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici”. 

Coronavirus, dal 4 maggio le prime riaperture?

Dal 4 maggio, quindi dal giorno successivo alla scadenza del decreto governativo sul lockdown, in Lombardia potrebbero riaprire negozi e attività, anche se con orari e giorni prestabiliti, e, verosimilmente, i cittadini potranno ricominciare a uscire di casa, ma con la mascherina. 

“Facendo tesoro della prima fase della pandemia, l'ospedale straordinario alla Fiera di Milano - che è costato zero euro pubblici - diventerà il presidio che veglierà sulla salute dei lombardi come una vera e propria assicurazione contro il sovraffollamento delle altre strutture regionali", prosegue la nota. Alle strategie su mezzi pubblici, aziende e scuole si accompagneranno altri provvedimenti, dicono dalla Regione: “Cassa integrazione con garanzia della Regione, piano di sostegno per piccole e medie imprese provvedimenti a beneficio del personale sanitario", che consistono in "stabilizzazione e bonus economico con almeno 80 milioni di Regione Lombardia in aggiunta ai fondi del governo". Per il presidente della Regione Attilio Fontana “è la via lombarda alla libertà”. 

Coronavirus, il progetto in Lombardia per una "nuova normalità"

Il percorso per il progetto della 'nuova normalità' prevede il coinvolgimento di tutte le università lombarde e degli stessi gruppi consiliari regionali, spiega ancora la nota. Il coinvolgimento è "di tutte le università lombarde, dei soggetti rappresentativi del 'Patto per lo sviluppo', del terzo settore e degli stessi gruppi consiliari regionali. Regione utilizzerà la sua piattaforma 'Open innovation' per raccogliere ulteriori stimoli e idee a livello internazionale sulle proposte che questo lavoro di confronto elaborerà. Il tutto - conclude la Nota - sarà raccolto dalla giunta che intende riscrivere i documenti di programmazione della Regione per tradurre concretamente le proposte condivise".

Regione Lombardia "vuole progettare la nuova normalità con il tessuto sociale, culturale, imprenditoriale perché deve essere frutto di un lavoro comune e disegnare priorità di intervento e di investimento. Nel confronto con alcuni Rettori delle Università lombarde si è condiviso un percorso di lavoro che da una parte deve indicare l'uscita dall'emergenza e dall'altra scenari di ripresa e sviluppo".

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