Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Coronavirus, la Lombardia vuole richiamare i medici in pensione

L'assessore al welfare Gallera: "Ho parlato con il ministro Speranza, abbiamo già posto il tema. Serve una norma per pagarli". Il virologo Pregliasco: decisive le prossime due settimane

"Abbiamo chiesto al Governo la possibilità di assunzione di pensionati medici e infermieri. Stiamo valutando". È quanto annuncia l'assessore regionale al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, in riferimento all'emergenza coronavirus. 

"Per assumere medici in pensione abbiamo bisogno di una norma, per pagarli" ha detto ancora Gallera. "Ho parlato con il ministro Speranza, abbiamo già posto il tema e abbiamo già scritto la formula per medici e infermieri in pensione. Da qui a breve speriamo che sia inserito o in questo dpcm o addirittura in quello fiscale che stanno redigendo in via ultimativa quindi con un percorso amministrativo velocissimo". 

L’intenzione di richiamare medici in pensione è stata ribadita anche dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che ha parlato di una situazione critica negli ospedali lombardi. "Li richiamiamo in servizio - ha precisato al ‘Giornale’ - e gli specializzandi sono già utilizzati, in più c’è un piano di assunzioni. Devono assolutamente lavorare in sicurezza, anche solo per ragioni egoistiche: se qualcuno dovesse essere contagiato sarebbe una risorsa in meno".

Fontana: "Sanità efficiente, l'emergenza rientrerà"

"Credo - ha aggiunto - che questo allarme rientrerà, anche perché abbiamo a che fare con una sanità efficiente, organizzata, con medici e infermieri di grande valore, e possiamo contare sulla collaborazione anche degli ospedali privati". D'altronde, spiega, il problema sono i pochi medici, i vincoli di bilancio imposti da Roma. "Senza quei vincoli - incalza Fontana - avremmo molti più medici e infermieri. Anche perché ne avremmo le risorse".

Pregliasco: decisive le prossime due settimane

Per il virologo Fabrizio Pregliasco, dell'università degli Studi di Milano, le prossime due settimane "saranno fondamentali", per capire "se si riesce a ottenere un controllo" o "in ogni caso una mitigazione della velocità che porta ad avere tanti casi gravi contemporanei". Secondo il virologo il problema principale "è la contemporaneità dei casi gravi che mette in difficoltà il sistema sanitario". 

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