Giovedì, 4 Marzo 2021

Dove si rischia di più il contagio da coronavirus

Diversi studi scientifici hanno analizzato le modalità di contagio del virus, individuando i luoghi e le situazioni in cui c'è maggior pericolo essere contagiati

Foto di repertorio Ansa

Esistono dei luoghi in cui il rischio di contrarre il coronavirus è più elevato? Secondo la scienza sì, e sono bar, ristoranti, palestre e alberghi. Dall'inizio della pandemia sono diversi gli studi che hanno cercato di indagare sulle modalità di contagio e sui luoghi e le situazioni in cui il virus si propaga con più semplicità. L'ultimo lavoro sul tema, realizzato dai ricercatori della Stanford University e della Northwestern University e pubblicato su Nature, ha utilizzato un modello matematico per simulare la diffusione del Covid in una città. 

Coronavirus, i luoghi dove si rischia di più il contagio

L'autore dello studio, Jure Leskovec, ha spiegato come si è arrivati alla valutazione di rischio: ''Abbiamo costruito un modello informatico per analizzare il modo in cui persone di diversa estrazione demografica e di quartieri diversi visitano tipologie di luoghi più o meno affollati.  Sulla base di ciò, abbiamo potuto prevedere la probabilità di nuove infezioni che si verificano in un dato momento e luogo''.

Per capire il comportamento del virus, i ricercatori hanno analizzato gli spostamenti di 98 milioni di cittadini statunitensi, che tra marzo e maggio hanno attraversato 10 delle più grandi aree metropolitane degli Usa, come New York, Chicago e San Francisco. Lo studio, oltre a tenere conto del tempo di permanenza delle persone nei luoghi e gli encontri con altri soggetti, ha analizzato anche alcuni dati demografici, stime epidemiologiche e informazioni anonime sulla posizione dei cellulari, riuscendo a mettere a punto un modello matematico che sembra confermare come la maggior parte delle trasmissioni del coronavirus avvenga nei luoghi definiti ''superspreader'', ossia di superdiffusione. In particolare, i siti in cui aumenta in maniera considerevole il rischio di trasmissione del virus sono ristoranti, palestre, bar e hotel.

Il motivo? Sono tutti posti in cui è più probabile che le persone si trovino in spazi ristretti e al chiuso, anche per lunghi periodi di tempo. Secondo lo studio statunitense, a Chicago l'85% delle nuove infezioni registrate potrebbero essere riconducibili al 10% dei luoghi maggiormente visitati da cittadini e turisti. Lo studio dimostra che il coronavirus si trasmette in luoghi chiusi, dove si resta per tempi lunghi e non sempre si usa la mascherina, anche quando vengono mantenute le distanze.

Un altro dato importante emerso dallo studio riguarda le minoranze e le persone a basso reddito: due categorie costrette a spostarsi per lavoro e che fanno acquisti i negozi più piccoli e affollati. Ma c'è una soluzione? Secondo i ricercatori chiudere servirebbe a poco: l'idea giusta per evitare un lockdown e limitare i contagi potrebbe essere una riduzione della capacità. Ma ci sono dei limiti in questo studio: oltre a trattarsi di simulazioni, l'analisi non tiene conto di altri luoghi potenzialmente a rischio, come la scuola o la casa.

Coronavirus e rischio contagi: gli altri studi

Di eventi superspreader aveva parlato anche uno studio pubblicato su Science: individuando in alcuni luoghi un rischio maggiore di contagio. Secondo questo report, come esistono degli individui che non contagiano, esistono anche persone ''superspreader'', ossia in grado di trasmettere il virus a molte più persone rispetto alla media. L'alta carica virale gioca un ruolo chiave, ma anche in questi casi, le circostanze e gli eventi con spazi affollati e chiusi risultano la ''culla perfetta'' per il contagio. 

Secondo un altro studio pubblicato ad ottobre da Thiemo Fetzer, ricercatore dell’università di Warwick, a fare la differenza sarebbero anche i comportamenti: la decisione inglese di pagare una parte del conto ai cittadini che mangiavano al ristorante nel mese di agosto sarebbe colpevole di un aumento fra l’8 e il 17% delle infezioni. Invece, secondo una ricerca pubblicata a settembre sul sito dei Centers for Disease Control, i pazienti positivi al Covid negli Usa avevano il doppio delle probabilità di aver consumato in un bar o in un ristorante dei non infetti. I maggiori rischi dei luoghi chiusi erano stati confermati anche da uno studio pubblicato sulla rivista Jama Internal Medicine, che ha analizzato i casi di contagio durante un seminario buddista avvenuto a Ningbo, in Cina. In quel caso i partecipanti erano stati insieme sull'autobus, poi in un luogo all'aperto e un pasto al chiuso: anche in quel caso la maggior parte dei contagi erano riconducibili alle situazioni 'chiuse', come il viaggio in pullman. Capire le modalità di trasmissione del virus in relazione ai luoghi pubblici può essere un punto chiave per la battaglia al Covid, sia per contenere l'epidemia che per evitare di dover chiudere, ancora una volta, tutto.

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