Domenica, 11 Aprile 2021

Mascherine, è troppo presto per abbandonarle (ma le vendite crollano)

I farmacisti: "Rispetto al periodo di maggior circolazione del virus abbiamo un calo di vendite enorme, almeno due terzi". Ma l'utilità dei dispositivi di protezione è fuori discussione e gli esperti avvertono: "Continuate a usarle, rischiamo di ripiombare nella crisi"

Gli italiani hanno smesso di avere paura del coronavirus? Secondo le ultime rilevazioni nei punti vendita, avrebbero smesso pure di comprare le mascherine facendo ridurre di due terzi circa le vendite in farmacia. L’assenza del più importante e utile dispositivo di protezione individuale può essere un brutto segnale. Basta fare un giro in molte città per rendersi conto che sono ogni giorno di più gli italiani che riunciano a indossare le mascherine. Un rilassamento generale (e ingiustificato). A Repubblica il presidente di Federfarma Marco Cossolo dice: "Rispetto al periodo di maggior circolazione del virus abbiamo un calo di vendite enorme. I clienti ne comprano un terzo. Siamo preoccupati per la salute pubblica, non certo per i nostri affari. Su ogni mascherina abbiamo un margine di guadagno bassissimo, circa 10 centesimi, quindi la riduzione delle vendite non pesa sui bilanci. Piuttosto è pericoloso che le persone le usino sempre meno”. Certo, può avere influito nel calo delle vendite delle mascherine usa e getta il maggior utilizzo di mascherine lavabili e sanificabili. Ma è un grosso punto di domanda, In ogni caso in queste ore si moltiploicano gli appelli alla responsabilità dei cittadini, per evitare che si inneschino nuovi focolai, oltre a quelli già esistenti e individuati nella scorsa settimana e nelle scorse ore.

Walter Ricciardi, docente di Igiene all'Università Cattolica e consigliere scientifico del ministro della Salute, lo dice chiaramente. Non è ancora il momento di abbandonare le mascherine. "Dobbiamo essere bravi ad individuare i focolai e a circoscriverli, ed essere attenti agli arrivi internazionali, impedendo quelli da Paesi con circolazione sostenuta. Adesso le nostre armi sono test, tracciamento e comportamento responsabile - dice l'esperto - E' ancora presto per dimenticarci di rispettare le misure" che hanno fermato la corsa del virus nel nostro Paese. "Penso si sia fatta un po' di confusione, anche perché persone competenti nella loro disciplina, ma non in sanità pubblica, hanno dato messaggi che possono essere letti come un 'liberi tutti'". Ma è troppo presto ancora per dire 'liberi tutti'", avverte l'esperto. "Altrimenti il rischio è che accada quello che è successo in Israele, dove la curva è ripartita grazie ai comportamenti delle persone. O in Catalogna, dove oggi è stato annunciato un nuovo lockdown". enso che sia importante essere chiari: la situazione è migliorata, ma occorre ancora fare attenzione - sottolinea Ricciardi - cioè rispettare il distanziamento, indossare le mascherine al chiuso e quando non è possibile stare a distanza, e ricordare un'attenta igiene delle mani". Perché "non ne siamo ancora usciti, il virus è ancora con noi. E se adottiamo comportamenti irresponsabili in questa fase, rischiamo di ripiombare nella crisi. Va bene preoccuparsi di quello che potrà accadere a ottobre, ma pensiamo anche a quello che possiamo fare oggi per evitare il rischio di un ritorno del virus e di nuovi lockdown".

L’utilità dei dispositivi di protezione è fuori discussione. In modo semplice ed efficace uno scienziato americano, il professor Richard Davis, direttore del laboratorio di microbiologia clinica al Providence Sacred Heart Medical Center in Spokane, nello stato di Washington, lo ha documentato visivamente su Twitter e il suo test ha ottenuto una valanga di retweet.  La combinazione di mascherina e distanziamento fisico, (con l'aggiunta dell'igiene delle mani) è molto, molto efficace: è bene ricordare che nei luoghi chiusi, quando non è possibile rispettare il distanziamento sociale, mascherine e igiene delle mani sono basilari. Sono un segno di rispetto nei confronti degli altri e di se stessi. Molti italiani non hanno più paura del coronavirus. Abbassare la guardia comporta però dei rischi. La comparsa di focolai, che vengono rapidamente contenuti, sta ad indicare che c'è una continua circolazione virale, per cui bisogna mantenere comportamenti adeguati, portare mascherine in luoghi pubblici e mantenere distanziamento sociale.

Bergamo è stata una delle città più colpite. E da Bergamo arriva un invito a mantenere alta l'attenzione: "Siamo in una fase di decremento importate dell'epidemia di Covid-19, i nuovi casi continuano a ridursi, come i ricoveri in generale e in terapia intensiva, mentre aumentano i guariti e i tamponi negativi. Mi permetto però, da epidemiologo di sanità pubblica, di ricordare quanto sia importante continuare a mantenere un atteggiamento di buonsenso, usare le mascherine, non indulgere in assembramenti che sono momenti a rischio contagio" ha detto pochi giorni fa Alberto Zucchi, responsabile del servizio epidemiologico dell'Ats di Bergamo, nel corso di una diretta su 'Lombardia Notizie' focalizzata sulle polmoniti nella provincia di Bergamo. "Dal punto di vista statistico-epidemiologico la curva sta fortunatamente scendendo a livelli di sicurezza - afferma Zucchi - ma le precauzioni restano doverose, e va benissimo il prolungamento, fino al 15 luglio, dell'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto. E' ovvio che la gente, anche da punto di vista psicologico, è stanca e ha subito molto il lockdown, ma teniamo duro ancora un po' perché siamo finalmente in dirittura d'arrivo".

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