Lunedì, 19 Aprile 2021

Contrordine, ora le mascherine servono (e forse sono indispensabili)

Sempre più esperti vedono nei dispositivi di protezione un'arma fondamentale contro il virus. E anche l'Oms potrebbe rivedere le sue posizioni. Arcuri: "Complicato produrre le ffp2 e ffp3 in Italia"

Foto di repertorio

"Non raccomandiamo l'uso esteso di mascherine, perché non associato ad alcun beneficio. Non lo critichiamo, ma non c'è nessun particolare beneficio che sia stato dimostrato". Così si era espresso solo pochi giorni fa Mike Ryan, a capo del Programma di emergenze sanitarie dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel corso di una conferenza stampa a Ginevra. 

Finora l'Oms ha sempre consigliato l'uso dei dispositivi di protezione a chi è a casa malato, a chi si prende cura di qualcuno che è malato, e naturalmente agli operatori in prima linea. Secondo diversi quotidiani – sia italiani che internazionali - l’Organizzazione mondiale della sanità potrebbe però rivedere a breve le sue posizioni: nelle scorse ore David Heymann, presidente di un panel di consulenti che si occupa dell’argomento per l’Organizzazione di Ginevra, ha annunciato alla Bbc che esiste la concreta possibilità di un cambio di rotta sull'uso dei dispositivo di protezione. 

E di mascherine si parla sempre più insistentemente anche nel nostro Paese. La Lombardia si è già portata avanti: dal 5 aprile scatta infatti l'obbligo quando si esce di utilizzare "la mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento a copertura di naso e boccaIn Cina e a Hong Kong le usano tutti, come hanno confermato gli stessi esperti cinesi arrivati in Italia. Se fino a qualche settimana fa l'acquisto dei dispositivi di protezione veniva addirittura sconsigliato, oggi molti esperti vedono proprio nelle mascherine un possibile antidoto al dilagare del virus. Secondo Susanna Esposito, presidente di Waidid (Associazione mondiale delle malattie infettive e i disordini immunologici), "il distanziamento sociale non basta", perché in giro possono esserci persone asintomatiche "che senza mascherina possono diffondere il virus".

Burioni: "Mascherine ostacolano moltissimo la diffusione del virus"

Anche il noto virologo Roberto Burioni non ha dubbi: "Nei prossimi mesi dovremo girare tutti con le mascherine" ha detto all'AdnKronos Salute. "Le raccomandazioni possono cambiare nel tempo e variano via via che aumenta la conoscenza di questo che è un nuovo virus" ha sottolineato Burioni. "Ora sappiamo due cose: si tratta di un virus molto contagioso e le mascherine chirurgiche ostacolano tantissimo la sua diffusione. A dircelo è uno studio pubblicato proprio ieri su 'Nature Medicine'"

E così la pensa un altro camice bianco, Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma e provincia, che contesta le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità sulle mascherine: "L'Istituto superiore di sanità ha fatto male a recepirle - ha detto Magi -, ed è un bene che ora l'Oms ci stia ripensando. Ma se vogliamo evitare una seconda ondata", una volta entrati nella fase due "la popolazione deve essere dotata di mascherine chirurgiche". 

Coronavirus, l'appello degli specialisti: "L'uso della mascherina sia obbligatorio"

I presidenti di tre società scientifiche chiedono addirittura di rendere obbligatorio l'uso della mascherina, "misura cardine" da attuare "quanto prima" per fermare i contagi ed evitare una seconda ondata. E' quanto affermano in una nota congiunta Pierluigi Marini, presidente Acoi (Associazione chirurghi ospedalieri italiani), Flavia Petrini, presidente Siiarti (Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva) e Paolo De Paolis, presidente Sic (Società italiana di chirurgia). 

"A seguito della riconosciuta efficacia dell’uso di coprire naso e bocca in caso di malattie a diffusione per via aerea - si legge - si sollecitano tutte le autorità e amministrazioni a provvedere affinché ciò venga recepito dalla totalità della popolazione. L'impiego non solo di mascherine (anche lavabili, riutilizzabili etc.) ma di qualunque altra barriera, sciarpa, foulard, visiera impedisce la dispersione delle goccioline che diffondono il virus e il conseguente contagio".

Nella nota i tre esperti ricordano che ci sono "ordinanze di diversi Sindaci e addirittura Governi nazionali (Repubblica Ceca), che impongono di uscire con naso e bocca coperti con mascherina o sciarpa o foulard o altro la dov’è non vi fosse disponibilità". Gli specialisti chiedono che "tali indicazioni vengano estese ad altri Comuni o meglio a tutto il territorio nazionale. Tale provvedimento, peraltro di modesto sacrificio a fronte di quelli necessariamente già presi, costituisce la prima e più importante barriera alla diffusione della malattia".

Arcuri: "Complicato produrre le ffp2 e ffp3"

Il problema delle mascherine sembra però essere soprattutto quella della reperibilità. Nelle prime settimane di emergenza l'Italia ha avuto molte difficoltà ad acquistare i dispositivi sul mercato. Ma ora la situazione sembra si sia sbloccata e ci sono ben trenta aziende impegnate nella produzione di dpi. Il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri  ha però sottolineato che nessuna di queste aziende "produce attualmente mascherine ffp2 e ffp3", ma solo "mascherine cosiddette non sanitarie" e "progressivamente mascherine chirurgiche. "Le produzioni che avverranno all'interno degli istituti penitenziari di Milano, Salerno e Rebibbia produrranno mascherine sanitarie, non chirurgiche, né ffp2 e ffp3" ha aggiunto. 

"Noi auspichiamo che progressivamente ci possa essere anche una produzione nazionale di quelle tipologie" ha detto ancora Arcuri, "per adesso ci accontentiamo di garantirci un'autonomia sulle prime che ho citato". Per "produrre le Ffp2 e le Ffp3", ha spiegato il commissario per l'emergenza, "è più complesso il processo, è più complessa l'autorizzazione, non è quello il punto dal quale si parte ma il punto al quale si auspica di arrivare". 

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