Lunedì, 25 Ottobre 2021
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Coronavirus, la lettera dei medici di emergenza al governo: "Aiutateci ad aiutarvi"

Sono quotidianamente in prima linea e fanno richieste precise: l'appello lanciato al governo da medici e infermieri impegnati in pronto soccorso, nell'emergenza territoriale e nelle strutture di medicina d'urgenza

"Il nostro impegno non verrà mai meno. Ma ci serve il vostro aiuto: servono dotazioni organiche e strutturali, aumento dei posti nella specializzazione di Medicina d'emergenza-urgenza, organizzazione delle Obi (Osservazioni brevi intensive, ndr) e terapie sub-intensive di medicina d'urgenza. Siamo al vostro fianco tutti i giorni, tutto il giorno, ancora di più ora contro l'emergenza coronavirus".

"Aiutateci ad aiutarvi!". E' l'appello lanciato dalla Simeu (Società italiana della medicina di emergenza-urgenza), in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, e al ministro della Salute, Roberto Speranza.

I professionisti dell'emergenza-urgenza sono quotidianamente in prima linea in tutti i pronto soccorso d'Italia. E, come scrive Salvatore Manca, presidente nazionale Simeu, "mai come in questo momento rappresentano un esempio di lavoro multidisciplinare, in stretta collaborazione con tutti gli specialisti che accorrono in aiuto e sostegno ai malati, tutti insieme a combattere la battaglia contro questo nemico tanto silenzioso quanto veloce. Dispiace constatare - rileva tuttavia il numero uno della società di categoria - che le misure previste dal decreto in discussione non prevedano nessun intervento a sostegno dei Pronto soccorso e della medicina d'emergenza-urgenza".

Nella lettera, Manca evidenzia come in questa fase, cruciale per la salute dei cittadini del nostro Paese e anche di tenuta del sistema sanitario italiano, con spirito di squadra e con grandi sacrifici personali e familiari i professionisti dell'emergenza-urgenza si stiano adoperando per fronteggiare l'impatto di Covid-19.

"Ci stiamo anche rendendo conto che è in atto lo sviluppo di una nuova consapevolezza del nostro ruolo e la società civile tutta ci sta dimostrando in vario modo tanta gratitudine ed empatia", osserva il numero uno della Simeu che aggiunge: "Il nostro augurio è che, una volta superata questa crisi, non vengano archiviate le necessità, le problematiche che attanagliano in tutta la loro gravità il sistema dell'emergenza-urgenza e con essa i Pronto soccorso italiani".

I medici dell'emergenza-urgenza e le richieste al governo

Cosa chiedono i medici e gli infermieri dell'emergenza-urgenza? "Chiediamo a unica voce - prosegue la lettera della Simeu - che in una fase successiva, speriamo davvero molto prossima, rafforzati dal superamento di questa crisi emergenziale così estenuante per le nostre persone, vengano affrontate con concretezza le problematiche finora non risolte: delle dotazioni organiche; strutturali; aumento dei posti nella specializzazione di Medicina d'emergenza-urgenza; sull'organizzazione delle Obi e terapie sub-intensive di medicina d'urgenza".

"Come società scientifica - continua Manca - siamo pronti ad impegnarci con la nostra esperienza, non solo medico-tecnica ma anche e soprattutto 'sul campo', per un fattivo contributo riguardo il miglior modello organizzativo possibile dei Pronto soccorso e di tutto il sistema dell'emergenza-urgenza, dal territorio all'ospedale. Vi saremo grati - è la richiesta al Governo - se vorrete tenere nella debita considerazione la disponibilità dei nostri professionisti, se ci aiuterete a mantenere e supportare il rapporto di alleanza che in questi giorni siamo riusciti a creare con la gente e con i pazienti e potrete incontrarci non appena lo sviluppo delle problematiche sanitarie attuali lo consentiranno. Sarebbe un giusto compenso per il nostro attuale sforzo".

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